buttafuoco tajani

“L’UE TOGLIE DUE MILIONI ALLA BIENNALE E DÀ SEI MILIARDI IN SEI MESI A PUTIN” (CONTINUANDO A COMPRARE IL SUO GAS) - PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE, DEFINISCE UNA MOSSA "POLITICA” I TAGLI EUROPEI ALLA RASSEGNA VENEZIANA, DOPO LA SUA DECISIONE DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO – POI ANNUNCIA IL RICORSO: “NOI NON FACCIAMO POLITICA, NON ASSECONDIAMO TAMBURI” - E TAJANI LO CRITICA: “SE C’È UNA OSTILITÀ È QUELLA DELLA RUSSIA NEI NOSTRI CONFRONTI E NON LA NOSTRA NEI CONFRONTI DELLA RUSSIA. ACCOGLIERE ARTISTI RUSSI ALLA BIENNALE È STATA UNA SCELTA MOLTO IMPRUDENTE. SI POTEVANO ALLORA INVITARE A VENEZIA I DISSIDENTI RUSSI…”

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Fabrizio Caccia per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

PIETRANGELO BUTTAFUOCO E ALESSANDRO GIULI IN VERSIONE SAN SEBASTIANO

È la prima volta che Pietrangelo Buttafuoco, il presidente della Biennale di Venezia, decide di parlare direttamente di Russia, di Putin e di Unione europea entrando nel vivo del discorso.

 

Finora aveva sempre risposto alle critiche sul padiglione russo, riaperto per pochi giorni a maggio scorso dopo 4 anni di stop per l’invasione dell’Ucraina, con dotte citazioni (Gabriele D’Annunzio e l’ Allegoria dell’autunno del 1895). Non aveva mai risposto neppure al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che a maggio al Corriere lo disse apertamente: «Alla Biennale di Venezia ha vinto Putin».

 

Ieri, invece, durante la conferenza stampa di presentazione della 83esima Mostra del cinema, per sfidare Bruxelles ha iniziato facendo suo un titolo dell’ Huffington Post di due giorni fa: «L’Ue toglie due milioni alla Biennale e dà sei miliardi in sei mesi a Putin», continuando a comprare il suo gas (ma non l’Italia).

PIETRANGELO BUTTAFUOCO - CONFERENZA STAMPA BIENNALE 2026

 

Una risposta secca, indirizzata alla Commissione Ue a pochi giorni dalla decisione presa dai vertici europei di sospendere il finanziamento da due milioni di euro destinato alla Fondazione veneziana per progetti di produzione cinematografica.

 

«Di recente — sono le parole di Buttafuoco — si è sfilato un compagno di strada, l’Unione europea, senza però creare un impatto economico significativo. È un compagno di strada con cui abbiamo condiviso un percorso e che oggi ci lascia in ragione di un punto tutto politico, non certamente giuridico e figurarsi se culturale. Ma la Biennale non può certo sottostare».

 

BUTTAFUOCO BARBERA

Così è partito alla carica, rispolverando i vecchi cavalli di battaglia: «Obbedendo ai loro desiderata verremmo meno ai principi di autonomia e di libertà, di espressione e di ricerca, di fantasia e di immaginazione, che da 131 anni sono propri di questa istituzione. 

Noi non facciamo politica, non assecondiamo tamburi. E troveremo un giudice a Berlino».

 

La Biennale, è noto, farà ricorso.

 

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, da Verona però gli ha risposto a tono: «Se c’è una ostilità è quella della Russia nei nostri confronti e non la nostra nei confronti della Russia. Accogliere artisti russi alla Biennale è stata una scelta molto imprudente. Io dall’inizio non ero favorevole, si potevano allora invitare a Venezia i dissidenti russi».

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