giancarlo giorgetti benzina diesel

C’È UNA CRISI ENERGETICA? CARI ITALIANI, ARRANGIATEVI: LA CASSA PIANGE – GIANCARLO GIORGETTI HA FATTO SAPERE AI COLLEGHI DEL GOVERNO CHE I SOLDI PER GLI AIUTI CONTRO IL CARO ENERGIA SONO FINITI. OGGI SARÀ PROROGATO IL TAGLIO DELLE ACCISE SUI CARBURANTI, DA DOMANI SI BRANCOLA NEL BUIO – LO SCENARIO HORROR DEL MINISTRO DEL TESORO: “SE LA GUERRA VA AVANTI ANCORA UN PO', RISCHIAMO LA BENZINA A TRE EURO” – ALTRA PESSIMA NOTIZIA PER GIORGIA MELONI: A CAUSA DEL CONFLITTO SCATENATO DALL’AMICO TRUMP, PUÒ SCORDARSI L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE PER IL DEBITO. ANCHE NEL 2026 IL RAPPORTO DEFICIT-PIL SFONDERÀ LA SOGLIA DEL 3%... 

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Estratto dell’articolo di Giuseppe Colombo e Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”

 

GIANCARLO GIORGETTI - APPROVAZIONE DELLA MANOVRA AL SENATO - FOTO LAPRESSE

Un’allerta ai massimi vertici del governo. Che si può sintetizzare così: i soldi per gli aiuti contro il caro energia sono finiti. Il decreto per la proroga del taglio delle accise sui carburanti, che arriva oggi in Consiglio dei ministri, rischia di essere l'ultimo. È Giancarlo Giorgetti a recapitare il messaggio, a sera, a palazzo Chigi, davanti alla premier, Giorgia Meloni, e ai due vice, Antonio Tajani e Matteo Salvini.

 

[...]

 

Secondo quanto trapela, il titolare del Tesoro avrebbe messo in guardia il terzetto di leader di governo: «Se la guerra va avanti ancora un po', rischiamo la benzina a tre euro». Non solo: in questo stesso scenario, quello sciagurato di un conflitto lungo, nel 2026 il rapporto deficit-Pil sfonderà la soglia psicologica del 3%, mentre ancora non è chiaro se l'Italia è scesa sotto questo livello nel 2025.

 

MEME SUL CARO BENZINA

Dato chiave, da cui dipende l'uscita anticipata dalla procedura d'infrazione per l'indebitamento eccessivo. Ipotesi ora traballante, l'unica che però permetterebbe all'esecutivo di varare in autunno una manovra «espansiva», cioè elettorale, dopo quattro anni di accortezze e cinghia stretta.

 

A proposito di risorse, il leghista a capo dell'Economia fa capire che già questa volta è stato difficile reperire le risorse per prolungare gli aiuti del decreto accise fino al Primo maggio. Se il trend prosegue – è il messaggio – l'operazione non si potrà replicare ancora. La ricerca delle risorse tra le pieghe del bilancio non andrebbe a buon fine.

 

Non c'è più spazio per i "miracoli" della Ragioneria, che negli ultimi venti giorni è riuscita a trovare più di un miliardo per finanziare i due decreti aiuti. Aprendo i cassetti dei ministeri con la chiave ostile dei tagli o congelando risorse non spese, ma comunque impegnate, quindi promesse a qualcuno.

 

giancarlo giorgetti giorgia meloni foto lapresse.

Anche il rubinetto dell'extragettito Iva, alimentato dai rincari dei carburanti, funziona a singhiozzo. Impossibile stressare ancora i conti nazionali. Per questo la riunione vira sul tema dello sforamento del 3%. [...]

 

L'effetto collaterale, però, è a vista: l'umore dei mercati potrebbe farsi nero, lo spread tornare a salire. Che fare, dunque? L'interrogativo resta appeso. L'unica carta in mano è quella della speranza di una de-escalation. Anche per questo il Dfp conterrà solo il quadro tendenziale. Quello programmatico non ci sarà. Perché di programmi, al momento, non se ne può fare neppure uno.

caro carburanti in italia