giuseppe conte e dario franceschini alla feste dell unita di reggio emilia

CHIAMATE UNO BRAVO, IL CALDO HA DATO ALLA TESTA ANCHE A FRANCESCHINI – “SU-DARIO” È STRANAMENTE COMPRENSIVO VERSO GIUSEPPE CONTE, CHE CON LE SUE POSIZIONI FILORUSSE SPACCA IL CAMPO LARGO: “EVITEREI NEI PROSSIMI MESI, TRA NOI ALLEATI, CHE APPENA UNO ESPRIME UN'OPINIONE, QUALE ESSA SIA, GLI SI DIA ADDOSSO A SUON DI ‘PUTINISTA’ O ‘AMERIKANO’ CON LA KAPPA, COME SI DICEVA UNA VOLTA” (MA COME SI FA A COSTRUIRE UN'ALLEANZA TRA CHI LA PENSA IN MANIERA OPPOSTA SU TUTTO? – POI IL CAPOLAVORO: “LA NOSTRA POSIZIONE COMUNE? SIAMO UNA COALIZIONE FATTA DI DIVERSITÀ”. ALLORA È FATTA: DRITTI VERSO IL BARATRO, CON OTTIMISMO...

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Estratto dell’articolo di Francesco Bei per “la Repubblica”

 

giuseppe conte dario franceschini

Dario Franceschini, di fronte alle divisioni del centrosinistra, un anno e mezzo fa, proprio su Repubblica, avanzò un'idea che sembrava l'uovo di Colombo: ognuno faccia la sua corsa e, dopo le elezioni, si deciderà il premier dell'alleanza.

 

[…] Franceschini, è passato più di un anno dalla sua intervista e siamo tornati al punto di partenza?

«Visto che fa già abbastanza caldo, eviterei di infiammare l'estate del centro sinistra.

Propongo a tutti un esercizio da fare ogni mattina: pensiamo a cosa vorrebbero dire per il Paese altri cinque anni di governo Meloni tra immobilismo, incapacità e rincorsa affannosa di Vannacci. Siamo sul punto di poter vincere le prossime elezioni, sarebbe colpevole rovinare tutto per colpa nostra».

 

dario franceschini foto lapresse

Sta pensando a Giuseppe Conte, che di nuovo ha espresso posizioni molto lontane da quelle del Pd sull'Ucraina e la Russia?

«Non mi pare che abbia introdotto delle novità riguardo alla sua posizione, intendo rispetto alle posizioni pubbliche già esplicitate in Parlamento».

 

La novità è nel metodo: Conte propone di risolvere il nodo Ucraina a colpi di primarie, chi vince impone la linea agli altri. Si può fare?

«Ci arrivo. Sarebbe bello un mondo alla John Lennon, ha presente? Imagine all the people living life in peace, ma io ricordo Aldo Moro che diceva: questo è il tempo che è dato vivere. Un tempo che, a livello internazionale, è pieno di contraddizioni, di odi, di cose vecchie che riemergono. Non è mai facile trovare un equilibrio tra l'obiettivo della pace, i nostri valori e la responsabilità della politica. Anche restare in un'alleanza è una cosa difficile».

 

Giuseppe Conte Vladimir Putin

Dicevamo di Conte e delle sue posizioni sulle armi all'Ucraina.

«Su queste cose si interrogano tutti i cittadini, non è come con la legge elettorale che resta una materia da addetti ai lavori.

 

Ora, io non condivido il discorso che fa Conte, soprattutto quando fa riferimento al presunto ruolo "bellicista" dell'Europa. Però eviterei nei prossimi mesi, tra noi alleati, che appena uno esprime un'opinione, quale essa sia, gli si dia addosso a suon di "putinista" o "amerikano" con la kappa, come si diceva una volta.

 

conte trump

Amici della Russia o di Trump. Queste accuse lasciamole alla destra, noi abbiamo tutti lo stesso obiettivo e sono assolutamente convinto che, nell'azione di governo, come è già capitato quando abbiamo governato insieme, troveremo una posizione comune nel solco europeo».

 

Qua però la posizione comune la dovete trovare prima, non dopo le elezioni. Come la mettiamo?

«La metto così: siamo d'accordo che la nostra è una coalizione fatta di diversità?».

 

Nessuno la può smentire su questo…

conte franceschini

«È diversa la nostra storia, quella dei cinque stelle e degli altri. Più ci allarghiamo, e dobbiamo allargarci al centro, e più le diversità aumenteranno».

 

E allora?

«Allora non vedo alternative alle primarie. Sarebbe bello se i leader si riunissero in una stanza e ne uscissero tutti concordi sul nome del signor X o della signora Y, ma non mi pare che siamo realisticamente in queste condizioni e oltretutto non mi pare neanche che ci sia questo mister X».

 

Quindi avanti con le primarie.

Elly Schlein e Giuseppe Conte

«Sì, basta con questo tormentone primarie sì e primarie no. Facciamole e basta. […]».

 

E qual è la soluzione?

«Ci devono essere regole precise.

Intanto, la sottoscrizione di alcuni punti cardine comuni, non una cosa di 300 pagine, ma i fondamentali sì».

 

È proprio questo che contesta Conte, lasciamo scegliere con le primarie. Insisto, le sembra possibile?

«Non voteremo armi sì, armi no. Tra quei punti programmatici importanti che vanno sottoscritti prima, io vedo anche la politica estera. E il riconoscimento formale dell'esito del voto deve essere vincolante: non è che chi perde, poi dopo riapre la discussione.

Aggiungo un'altra cosa…sembra un dettaglio ma non lo è».

 

Ovvero?

«Chi vince non deve mettere il suo nome sul simbolo del suo partito».

meme sul pranzo schlein, conte, bonelli e fratoianni by carli

 

Questa è pesante… «

Ci siamo passati già nel 2001, quando Francesco Rutelli era il candidato della coalizione e mise il suo nome sul simbolo della Margherita, ci fece guadagnare molti voti in più. Chi vince le primarie, dal giorno dopo non rappresenta il suo partito ma il programma comune e la coalizione. Ha ragione Schlein».

 

Le sembra che i leader siano disposti a cedere così tanto?

«Le rispondo con un'altra domanda. Anche se tutti i leader si vincolano al programma comune, compresa la politica estera, sarebbe la stessa cosa eleggere Renzi o Fratoianni?

dario franceschiniElly Schlein e Giuseppe Conte3

[…]