DAGOREPORT - IL “NON POSSUMUS” DI GIORGIA MELONI ALL’ATTERRAGGIO DEGLI AEREI STATUNITENSI ALLA BASE…
IL CAMPO LARGO E’ UN CAMPO MINATO! NON C'E' SOLO LA SFIDA SCHLEIN-CONTE, C'E' ANCHE LA PARTITA SUL FEDERATORE – IN PISTA L’EX CAPO DELLA POLIZIA FRANCO GABRIELLI, CHE QUALCHE GIORNO FA HA PARTECIPATO A UN RADUNO DI EX DC CON FRANCESCHINI E CASINI, BERSANI LANCIATO DA ROSY BINDI - SILVIA SALIS DICHIARANDOSI CONTRARIA ALLE PRIMARIE (“DIVIDONO, NON UNISCONO”) SI È POSTA NELLA LISTA DEI POSSIBILI CANDIDATI (LE PIACEREBBE! RESTERA' A FARE IL SINDACO DI GENOVA). E POI SI PARLA PURE DEL SINDACO DI NAPOLI GAETANO MANFREDI, DI QUELLO DI ROMA GUALTIERI E DEL PRESIDENTE DEL PD STEFANO BONACCINI - UN PEZZO DEL CENTROSINISTRA PREFERISCE IL FEDERATORE, UN ALTRO PEZZO È PRONTO A IMPALLINARE LA SEGRETARIA PD NEI GAZEBO. PERCIÒ AL PD PER ORA SI EVITA DI PARLARE DI PRIMARIE…
M.T.M. per il Corriere della Sera - Estratti
Il centrosinistra si racconta nei libri prima ancora di raccontarsi nelle urne. Giuseppe Conte ed Elly Schlein hanno scelto la carta stampata come primo campo di battaglia. Lui annuncia «Nuova primavera», edito da Marsilio e prepara un tour nazionale che sa già di campagna elettorale. Lei risponde con un viaggio speculare nell’Italia «dimenticata dal governo Meloni» e, a quanto si apprende, con un libro tutto suo.
L’avvocato del popolo (che nel frattempo dovrà anche prepararsi alla causa intentata da Beppe Grillo che rivuole indietro il nome e il simbolo del M5S) ha giocato d’anticipo con la tempistica di un consumato stratega. L’annuncio della sua disponibilità alle primarie di coalizione è arrivato il lunedì della vittoria del No, in un momento di massima visibilità mediatica. (...)
Inizialmente Schlein aveva scelto la prima opzione, poi ha frenato. Dal suo partito, sin da subito, era partita una levata di scudi che attraversava tutte le correnti. E Romano Prodi ha bocciato il format stesso delle primarie, definendole ormai «un gioco di correnti» che andrebbe ripensato.
Come se non bastasse, ha ripreso il via il «tormentone» del federatore. Lo ha rilanciato Rosy Bindi (nel Pd c’è chi con malizia sottolinea che l’ex maggiorente dem lo abbia fatto per posizionarsi nella corsa al Quirinale).
Il nome che Bindi ha già fatto a più di un «compagno d’avventura» del centrosinistra e allo stesso interessato in un colloquio privato è quello di Pier Luigi Bersani (un altro aspirante al Colle).
Mossa tattica anche quella della sindaca di Genova Silvia Salis, che dichiarandosi contraria alle primarie («Dividono, non uniscono», è il suo ritornello) di fatto si è posta nella lista dei possibili federatori. Lista lunghissima, a dire il vero, nella quale ci sono anche altre personalità del centrosinistra: il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, quello di Roma Roberto Gualtieri, il presidente del Pd Stefano Bonaccini e l’ex capo della polizia Franco Gabrielli. Insomma, attorno a Schlein è tutto un campo minato.
Un pezzo del centrosinistra preferisce il federatore, un altro pezzo è pronto a impallinare la segretaria pd nei gazebo. Perciò al Pd per ora si evita di parlare di primarie. «È una discussione politicista e autoreferenziale», avverte adesso Schlein. Chi ne vuole parlare, invece, è Matteo Renzi: «Bisognerebbe fare due cose — dice a Repubblica il leader di Italia viva — scegliere sin d’ora il periodo in cui farle e mettere subito a lavorare un gruppo di persone sulle regole. Poi, se ci fosse un’intesa fra Schlein e Conte su un “Papa straniero”, ce lo faranno sapere. Ma contestare le primarie è un errore politico: il centrosinistra deve viverle come una festa di popolo, affermando il principio che chi vince ha il consenso di chi ha perso».
Nel frattempo c’è chi lavora già al modello delle primarie.
È Conte, che le immagina aperte a tutti, online, con doppio turno. Un format che, non a caso, massimizza la sua base di consenso potenziale, attingendo a elettori anche lontani dalle strutture tradizionali dei partiti. Conte, dunque, va avanti ed è riuscito a riallacciare i rapporti anche con Renzi. L’unico che continua a contrastarlo resta fuori dalla coalizione. È Carlo Calenda, che dice: «Il M5S è interamente un movimento pro-putiniano e anti-europeo. E con questo il campo largo dovrà fare i conti».
Alla fine, la metafora dei libri dice molto di questa stagione politica. Conte scrive di «Nuova primavera» e si mette in viaggio. Schlein risponde con il suo tour e il suo volume.
Due narrazioni che si sfidano per conquistare lo stesso elettorato, quello deluso dal governo Meloni, quello che cerca una sinistra credibile e unita. Chi saprà raccontare meglio quella storia, potrebbe avere la strada spianata. A meno che non arrivi il federatore.
ROSY BINDI
ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA
ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - ROBERTO GUALTIERI - FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA - FOTO LAPRESSE
schlein fratoianni bonelli conte
franco gabrielli a piazzapulita 3
SILVIA SALIS
SILVIA SALIS
ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - ELLY SCHLEIN FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA - FOTO LAPRESSE
DAGOREPORT - IL “NON POSSUMUS” DI GIORGIA MELONI ALL’ATTERRAGGIO DEGLI AEREI STATUNITENSI ALLA BASE…
DAGOREPORT - CHE VISIBILIA IN VIA SOLFERINO! “SANTANCHÈ CEDE A MELONI”, TITOLAVA COSÌ A CARATTERI…
DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE…
DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI?…
DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO…
FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI…