DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA…
IL CAOS MIGRANTI A CEUTA HA RIPORTATO ALLA LUCE LE AMBIZIONI DELLA MONARCHIA DI RABAT CHE PUNTA ALLA NASCITA DEL “GRANDE MAROCCO”, CON LA RESTITUZIONE DALLA SPAGNA DELLE EXCLAVI DI CEUTA E MELILLA, DELL’ISOLOTTO DESERTO DI PEREJIL, E PERFINO DELLE CANARIE – NON SOLO: I NAZIONALISTI DEL MAROCCO VOGLIONO ANCHE IL SAHARA OCCIDENTALE, LA MAURITANIA E PARTE DEL MALI - LA MINISTRA DELLA DIFESA SPAGNOLA, MARGARITA ROBLES, ROMPE CON IL BUONISMO DEL GOVERNO SÁNCHEZ: “CEUTA E MELILLA NON SI TOCCANO” - ANCHE IL PROGRESSISTA “EL DIARIO” ORMAI CRITICA LA LINEA INDULGENTE DI SANCHEZ: “NÉ IL PIENO ALLINEAMENTO CON LA TESI SOVRANISTA MAROCCHINA RIGUARDO AL SAHARA OCCIDENTALE, NÉ LE DECORAZIONI AD ALTI FUNZIONARI DELLA SICUREZZA DEL REGNO (ACCUSATI, TRA L’ALTRO, DI SPIARE IL LEADER SPAGNOLO) NÉ LA RINUNCIA A RINFORZARE FRONTEX SONO SERVITI A FERMARE LE RITORSIONI DI RABAT…”
Estratto dell’articolo di Sara Gandolfi per il “Corriere della Sera”
«Ceuta e Melilla no se tocan». La ministra della Difesa spagnola, Margarita Robles, rompe con il buonismo del governo Sánchez e lancia il suo «giù le mani» a Rabat e ai nazionalisti d’oltre Mediterraneo che sognano la nascita del Grande Marocco: «Sia chiaro a tutti.
L’integrità territoriale e la sovranità spagnola non devono essere intaccate, Ceuta e Melilla non devono essere toccate», ha detto ieri.
Finora, avevano alzato la voce soltanto i leader dell’opposizione, il popolare Alberto Feijóo e il capo di Vox Santiago Abascal. Ora, anche da sinistra si levano alti gli scudi in difesa di quelle due «isole» ispaniche in terra africana, che la corona alawita rivendica da decenni.
Il tabù è rotto. L’ipotesi, finora considerata irrealistica, della cessione delle due exclavi a Rabat viene oggi discussa senza remore dai media spagnoli.
El Confidencial (centro-destra) avverte: «Perdere Ceuta e Melilla, o sottoporre la rivendicazione annessionistica del Marocco alla mediazione internazionale, sarebbe l’atto finale di un’era». Né l’ex premier conservatore Mariano Rajoy, tra il 2014 e il 2018, né l’attuale premier socialista Pedro Sánchez, fino ad ora, hanno permesso a re Felipe VI di visitare le due città autonome di Spagna, per evitare una crisi diplomatica con il Marocco, come successe diciannove anni fa, quando l’allora sovrano Juan Carlos I e la regina Sofia misero piede per la prima e unica volta nelle exclavi. Madrid si è guardata bene dal ripetere un simile scenario.
Juan Manuel Serrano Pedro Sanchez
Adesso, però, è Rabat che sembra voler innescare la miccia, usando i migranti come bombe ibride. E il sovrano borbonico, nei giorni scorsi, ha rotto il silenzio (e un nuovo tabù), avvertendo che «lo Stato spagnolo deve garantire la sicurezza ed evitare che questi fatti si ripetano». Un monito al governo Sánchez ma, nella lettura di alcuni diplomatici, anche al «collega» marocchino Mohammed VI, pur forte del sostegno di Usa e Israele.
Se la destra incalza e punta il dito contro Sánchez, anche la sinistra ormai critica apertamente la linea indulgente, perseguita dal premier socialista: «Né il pieno allineamento con la tesi sovranista marocchina riguardo al Sahara Occidentale, né le decorazioni ad alti funzionari della sicurezza del regno ( accusati, tra l’altro, di spiare il leader spagnolo , ndr ) né la rinuncia a rinforzare Frontex sono serviti a fermare le ritorsioni di Rabat», scrive il progressista El Diario .
[…] Prende sempre più forza il progetto politico-ideologico del «Grande Marocco», teoria che punta all’espansione dei confini del Paese nordafricano ben oltre quelli attuali. Dopo aver ottenuto l’avallo ufficiale di Washington e Israele sul Sahara Occidentale, i neo-nazionalisti reclamano anche la Mauritania e parte del Mali. E dalla Spagna pretendono la restituzione di Ceuta e Melilla, dell’isolotto deserto di Perejil, e perfino delle Canarie.
Ceuta e Melilla sono spagnole dal XVI secolo, ben prima della nascita del moderno Regno del Marocco e l’Onu non le considera Territori non autonomi, ossia da decolonizzare, a differenza di Gibilterra o del Sahara Occidentale. […]
DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA…
DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI -…
DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI…
FLASH! – SE IERI È ANDATA IN SCENA L’INEDITA APPROVAZIONE DEL PIANO EDITORIALE DI UN DIRETTORE…
FRATELLI COLTELLI FLASH! – CHISSÀ A COSA MIRA IL PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA QUANDO…
DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN…