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“TRUMP E’ UN DERAGLIATO MENTALE. E’ PAZZO COME RE GIORGIO III” – CARLO CALENDA FA UNA PERIZIA PSICHIATRICA AL DEMENTE DELLA CASA BIANCA: “E’ UN MALATO MENTALE. È UN CLEPTOCRATE, ASPIRANTE DITTATORE – MELONI GLI VOLEVA DARE IL NOBEL PER LA PACE: UN GRANDE ERRORE STRATEGICO – ORA MELONI DEVE MOLLARE LE SUE RADICI E DOVREBBE IMBOCCARE LA VIA DELL’EUROPEISMO FEDERALISTA – LA PREMIER HA SBAGLIATO A POLITICIZZARE LA SFIDA PER IL QUIRINALE. È UN ERRORE STORICO DIRE CHE CI SONO STATI SOLO PRESIDENTI DI CENTROSINISTRA, BASTI RICORDARE EINAUDI, SEGNI, SCALFARO, COSSIGA. LA SECONDA RAGIONE È AVER DATO L’IDEA CHE AL COLLE VOGLIA ANDARCI LEI – E’ UN ERRORE PERCHÉ NON PUÒ ACCADERE. SE MELONI RIVINCESSE LE ELEZIONI, I PARLAMENTARI NON LA VOTEREBBERO MAI PER IL QUIRINALE ALTRIMENTI LA LEGISLATURA FINIREBBE. DRAGHI INSEGNA…”

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Estratto dell’articolo di Monica Guerzoni per il “Corriere della Sera”

 

GIORGIA MELONI E CARLO CALENDA

«Trump è un malato mentale, è ormai accertato».

 

Carlo Calenda, lo dice per giustificare l’ultimo attacco del tycoon a Giorgia Meloni?

«No, lo dico perché parliamo di una persona malata. Non ha misura, giudica gli altri sulla base dell’asservimento alle sue volontà. Ha un approccio da follie dell’imperatore».

 

Perché ha preso di punta la premier italiana, sua ex amica e alleata speciale?

«La considerava la sua vassalla e invece Meloni gli ha risposto. Sulla crisi di Hormuz si è tirata fuori e quando lui per la prima volta l’ha attaccata, lei ha reagito».

meme pubblicato da donald trump contro giorgia meloni

 

Trump disse che Meloni gli aveva implorato una foto e lei rispose «io e l’Italia non imploriamo mai».

«Sottoscrivo parola per parola. Pensava di trovarsi davanti la sua cheerleader, così non è stato e questa cosa lo manda ai pazzi. E va a onore del premier italiano».

 

Non teme che possa andare anche a danno dell’Italia?

«No, perché lui farebbe la stessa cosa con chiunque. O sei un suo vassallo, che fa quel che dice lui, o ti prende a schiaffoni. Dobbiamo essere consapevoli che gli Usa non ci sono più e non riguarda solo l’Italia, ma i Paesi europei in generale. Basti ricordare come Trump trattò Macron sulla moglie Brigitte».

calenda meloni

 

Macron però non replicò.

«[…] I leader europei incassano da questo signore insulti, ironie e d isprezzo e alla fine tutti quanti sono in qualche misura tornati indietro, facendo finta di niente. […] Parliamo di un deragliato mentale».

 

Tenere testa a Trump premierà Meloni alle elezioni?

«Sì, Trump è odiatissimo, solo l’8% degli italiani ha stima di lui. […] Trump è pazzo, come re Giorgio III».

 

MELONI TRUMP TEMPTATION ISLAND MEME 34

Non sarà una strategia, in vista del vertice Nato di Ankara?

«Lui è arrabbiato con tutti i Paesi Nato, ma non sulla spesa militare, su cui avrebbe qualche ragione. L’Italia è gravemente deficitaria, aveva preso l’impegno di portare la spesa al 3,5% nel tempo e non lo ha mantenuto. Il suo furore deriva dal fatto che noi e gli altri Paesi Ue non lo abbiamo aiutato in Iran. Minacciava di cancellare una civiltà e invece è finita con la clamorosa sconfitta del pedaggio nello Stretto di Hormuz. Ci dobbiamo aspettare un Trump delirante, alla Caligola».

 

Meloni gli avrebbe dato il Nobel per la Pace.

«È stato un grande errore strategico. […] è un pazzo, cleptocrate, aspirante dittatore.

[…] Prima lei ha investito su Trump, è andata a Mar-a-Lago e ha fatto finta di essere il ponte con Washington, una cosa infattibile».

GIORGIA MELONI E CARLO CALENDA

 

[…] Meloni sbaglia strategia?

«È nel guado. Deve mollare le sue radici, dal momento che il movimento Maga ha mollato lei. E dovrebbe imboccare la via dell’europeismo federalista. […]».

 

Ha fatto bene la premier a politicizzare la sfida per il Quirinale?

«Ha sbagliato per due ragioni. È un errore storico dire che ci sono stati solo presidenti di centrosinistra, basti ricordare Einaudi, Segni, Scalfaro, Cossiga. La seconda ragione è aver dato l’idea che al Colle voglia andarci lei».

DONALD TRUMP GIORGIA MELONI - TEMPTATION ISLAND - 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

 

Perché un errore?

«Perché non può accadere. Se Meloni rivincesse le elezioni, i parlamentari non la voterebbero mai per il Quirinale altrimenti la legislatura finirebbe. Draghi insegna» .