DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON…
“SENZA COSTANTINO DELLA GHERARDESCA ‘QUATTRO MATRIMONI’ SAREBBE SOLTANTO UNO SPINOFF DI UN ALESSANDRO BORGHESE QUALSIASI. CON LUI, DIVENTA UN RACCONTO” – ALDO GRASSO SUL REALITY DI "SKY": “IL VERO SPETTACOLO SONO I COMMENTI DI COSTANTINO, CHE OSSERVA L’UMANITÀ NUZIALE CON LO SGUARDO DELL’ANTROPOLOGO DECADENTE E LA CATTIVERIA EDUCATA DELL’ARISTOCRATICO CHE HA SBAGLIATO FESTA. DAVANTI ALLE DERIVE ESTETICHE DELLE CONCORRENTI, RICORDA CHE: “CARE SPOSE, L’ELEGANZA NON È UN OPTIONAL, MA A QUANTO PARE PER MOLTE DI VOI È UN MISTERO” - E SUGLI ABITI DA SPOSA PIÙ IMPROBABILI NON CONCEDE ATTENUANTI: “SEMBRAVATE USCITE DA UNA PASTICCERIA, PIÙ CHE DA UN ATELIER DI ALTA MODA” - VIDEO
Aldo Grasso per corriere.it - Estratti
costantino della gherardesca quattro matrimoni
Ci sono conduttori che presentano un programma e conduttori che lo riscrivono. Costantino della Gherardesca appartiene a una categoria ancora diversa: quella dei conduttori che conferiscono un senso a programmi che, senza di lui, rischierebbero di essere soltanto un catalogo di comportamenti umani.
È il caso di "Quattro matrimoni", il reality di Sky che, stagione dopo stagione, si è trasformato nella versione Instagram-society del "Castello delle Cerimonie": meno barocco napoletano, più filtri social; meno banchetti pantagruelici, più storytelling emozionale; ma la stessa inesauribile fame di
autorappresentazione.
Il vero spettacolo, in fondo, non sono i matrimoni. Sono i commenti di Costantino, che osserva l’umanità nuziale con lo sguardo dell’antropologo decadente e la cattiveria educata dell’aristocratico che ha sbagliato festa. Davanti alle derive estetiche delle concorrenti, ricorda che: «Care spose, l’eleganza non è un optional, ma a quanto pare per molte di voi è un mistero!».
Quando le partecipanti si massacrano reciprocamente con giudizi feroci, annota: «Vedo che la diplomazia non è di casa, ma vi ricordo che il bue dà del cornuto all’asino». Di fronte ai banchetti monumentali, esercita il suo impareggiabile distacco sociologico: «Un’offerta gastronomica che definirei... sovietica per la quantità, ma con la grazia di un discount». E sugli abiti da sposa più improbabili non concede attenuanti: «Sembravate uscite da una pasticceria, più che da un atelier di alta moda».
È difficile immaginare un altro conduttore capace di trasformare la banalità rituale del matrimonio televisivo in un esercizio di critica culturale. Perché Costantino non conduce: interpreta. Non commenta: traduce. Fa quello che un tempo facevano i grandi narratori: costruisce un punto di vista. Domenica c’è stata nuova puntata con Angela di Caserta, Giorgia di Teramo, Valentina di Reggio Calabria, Francesca di Milano. Tutte accomunate dal colore verde, declinato come simbolo di speranza ed eleganza. Tutte, a ogni commento negativo, ripetono “too much”. Senza Costantino "Quattro matrimoni" sarebbe soltanto uno spinoff di un Alessandro Borghese
qualsiasi. Con lui, diventa un racconto.
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