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Da "il Giornale"
Barack Obama chiede scusa agli americani. Scusa per l'avvio disastroso della riforma che doveva rappresentare il fiore all'occhiello della sua presidenza: quella sanitaria, odiata dai rivali repubblicani che finora hanno fatto di tutto per affossarla.
Ma l'inusuale «mea culpa» del presidente americano non si limita ai disservizi online, col sito governativo dell'Obamacare andato in tilt fin dal primo giorno dell'entrata in vigore della nuova legge, lo scorso primo ottobre. In una intervista alla Nbc Obama va oltre. Si dice dispiaciuto per i milioni di americani che si sono fidati delle sue parole. E che a causa della riforma si sono visti recapitare a casa una lettera di disdetta dalla propria assicurazione, restando così improvvisamente senza copertura sanitaria.
Una situazione che sta mettendo in serio imbarazzo la Casa Bianca, e per la quale il ministro della Sanità , Kathleen Sebelius, è da settimane a rischio dimissioni. Ma lo stesso Obama sta pagando a caro prezzo le critiche, con il suo indice di popolarità sceso per la prima volta sotto il 40%.
L'imbarazzo è accentuato poi dalle rivelazioni della stampa, secondo cui l'amministrazione sapeva fin dal 2010 (anno in cui Obama firmò l'Affordable Care Act) che all'entrata in vigore della legge avrebbero potuto esserci seri problemi, e che moltissimi americani avrebbero potuto perdere la propria assicurazione. A gran parte dell'opinione pubblica non va giù il fatto che il presidente abbia ripetuto fino all'ossessione in questi anni (anche nelle ultime settimane) che ciò non sarebbe mai e poi mai avvenuto.
«Mi dispiace che molti americani si trovino oggi in questa situazione, dopo essersi fidati delle rassicurazioni che io stesso avevo dato loro», ammette Obama. Un'ammissione che molti osservatori giudicano tardiva. Anche perchè non si vede via d'uscita. La soluzione della situazione - che riguarda dai 12 ai 15 milioni di americani - non sembra a portata di mano: «Speriamo di aiutare i cittadini non più coperti da assicurazione, ma al momento non ci sono specifiche opzioni», ha confessato Sebelius.
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