giorgia meloni quirinale presidenza della repubblica

“CI MANCHEREBBE CHE LA REPUBBLICA NON POSSA AVERE UN PRESIDENTE DI DESTRA MA DEVE ESSERE ANTIFASCISTA” – ALDO CAZZULLO: “STA ALLA SAGGEZZA DEI LEADER INDIVIDUARE UNA PERSONA CHE RAPPRESENTI TUTTI GLI ITALIANI E NON SOLO IL SUO SCHIERAMENTO. CERTO PER UN CAPO DELLO STATO LE ACROBAZIE VERBALI E LE OMISSIONI CUI ABBIAMO ASSISTITO IN QUESTI ANNI SARANNO PIÙ DIFFICILI - È VERO CHE UNA CONGIUNTURA ASTRALE HA FATTO SÌ CHE NEGLI ULTIMI TRENT’ANNI, QUANDO SI VOTAVA PER IL QUIRINALE, IL PARLAMENTO FOSSE A MAGGIORANZA DI CENTROSINISTRA. PERÒ NON È CHE SIA MAI STATO ELETTO CHE GUEVARA O MAO TSE-TUNG. SCALFARO ERA UN DEMOCRISTIANO DI DESTRA, CIAMPI ERA L’EX GOVERNATORE DELLA BANCA D’ITALIA, NON UN GUERRIGLIERO SCESO DALLA SIERRA MAESTRA. È VERO CHE NAPOLITANO ERA STATO COMUNISTA, MA ERA ESPONENTE DELLA DESTRA DEL PARTITO. MATTARELLA È UN DEMOCRISTIANO…”

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Dalla rubrica delle lettere del “Corriere della Sera”

 

Aldo Cazzullo

Caro Aldo, Giorgia Meloni ha affermato che il prossimo capo dello Stato potrebbe essere un nominativo espressione del centrodestra e non più solamente del centrosinistra come avvenuto in passato.

Nulla da obiettare se l’attuale maggioranza esprimesse un conservatore di sane radici liberali.

Gian Piero Aureli

 

Finora avevo sempre ritenuto che il presidente dovesse essere al di sopra delle parti e in tal senso Mattarella mi sembra essere un ottimo interprete del ruolo. Ora scopro che sarebbe giunta l’ora di un presidente di destra e allibisco. Lei che ne pensa?

Giuseppe Pozzi

 

meloni fini

Risposta di Aldo Cazzullo

Cari lettori, ci mancherebbe che la Repubblica non possa avere un presidente di destra. Il presidente lo elegge il Parlamento; dopo le prime tre votazioni è sufficiente la maggioranza assoluta, quindi la maggioranza di governo può esprimere liberamente il suo capo dello Stato.

 

Poi sta alla saggezza dei leader individuare una persona che possa rappresentare tutti gli italiani e non solo il suo schieramento.

 

giorgia meloni ignazio la russa sergio mattarella parata 2 giugno foto lapresse

È vero che una congiuntura astrale ha fatto sì che negli ultimi trent’anni, quando si votava per il Quirinale, il Parlamento fosse faticosamente in grado di esprimere una maggioranza di centrosinistra. Però insomma non è che sia mai stato eletto Che Guevara o Mao Tse-Tung. Oscar Luigi Scalfaro era un democristiano di destra, che non era entusiasta (eufemismo) del berlusconismo e rifiutò di nominare ministro della Giustizia Cesare Previti (possiamo dargli torto?).

 

Carlo Azeglio Ciampi era l’ex governatore della Banca d’Italia, insomma non un guerrigliero rivoluzionario sceso dalla Sierra Maestra. È vero che Giorgio Napolitano era stato comunista, ma era comunque un esponente della destra del partito, l’ala migliorista e filosocialista: l’«opposizione di Sua Maestà», termine coniato quando da ex presidente della Camera fece un discorso di apertura a Berlusconi il quale, su suggerimento di Giuliano Ferrara, si alzò in aula e andò a stringergli la mano.

oscar luigi scalfaro

 

Sergio Mattarella è un democristiano. Insomma da Ciampi in poi si tratta di uomini culturalmente di centrosinistra, con storie e culture diverse, ma non certo estremisti.

Ora vedremo chi sceglierà la destra, se rivincerà le elezioni.

 

Non è scontato che Fratelli d’Italia possa esprimere sia il presidente del Consiglio sia il presidente della Repubblica. Certo per un capo dello Stato le acrobazie verbali e le omissioni cui abbiamo assistito in questi anni saranno più difficili: il presidente della Repubblica deve essere antifascista. O almeno sarebbe fortemente auspicabile.

Napolitano Berlinguer sergio mattarella giorgia meloni Elisabetta con Carlo Azeglio Ciampi