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ROMA, L'EPICENTRO DEI NUOVI FASCISTELLI -  IN PRIMAVERA A ROMA SI È SVOLTO IL RADUNO EUROPEO DI “COUNTER-CURRENTS”, NETWORK CHE RACCOGLIE MOLTI SUPREMATISTI AMERICANI, ALL’INTERNO DEL PALAZZO OCCUPATO DA CASAPOUND -  I FASCISTI DEL TERZO MILLENNIO SONO IN CONTATTO CON GREG JOHNSON, FONDATORE DEL NETWORK, NEL 2018, E DA ALLORA HANNO "COLTIVATO" I RAPPORTI -  I SUPREMATISTI AMERICANI SONO RIMASTI COLPITI DALLA STRUTTURA DI CASAPOUND: “MERITA CERTAMENTE DI ESSERE STUDIATA PIÙ A FONDO”. QUINDI VALUTERANNO DI OCCUPARE ANCHE LORO EDIFICI PUBBLICI? SPERIAMO CHE A WASHINGTON SIANO PIÙ SOLERTI CON GLI SGOMBERI DI PIANTEDOSI...

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Estratto dall’articolo di Marco Carta per https://roma.repubblica.it/

 

Sede Casapound

Un incontro riservato, meno di cinquanta persone, cinque giorni di Roma e una sede precisa: il palazzo occupato da CasaPound in via Napoleone III. A raccontare il meeting organizzato nella primavera del 2026 è Greg Johnson, fondatore di Counter-Currents, network americano del nazionalismo bianco. Il suo resoconto, pubblicato sul sito del gruppo, ricostruisce giorni di incontri, cene, visite e discussioni nella Capitale.

 

La vicenda è stata rilanciata da Fanpage, che ha documentato il rapporto tra il network statunitense e CasaPound. Ma è soprattutto il racconto dello stesso Johnson a mettere nero su bianco il legame. «Why Rome?», si chiede sul suo blog.

 

Perché Roma? «Raramente passa un giorno senza che pensiamo a Roma». E quando decide di portare nella Capitale il ritrovo europeo, aggiunge: «avevo ragione». La risposta degli invitati, racconta, è stata un sì praticamente senza esitazioni.

 

Poi c'è CasaPound. Johnson racconta di essere entrato in contatto con il movimento attraverso Alberto Palladino, conosciuto a Kiev nel 2018, e poi con Sébastien, indicato come responsabile delle relazioni internazionali. «Incontrai Sébastian in un bar», scrive, descrivendolo come «molto intelligente, diplomatico, eloquente e ben informato». [...]

 

Casapound

Il passaggio più netto arriva quando Johnson definisce il movimento italiano. CasaPound, scrive, è «identitarian» nel senso più ampio del termine, nazionalista e di Terza Posizione. Ma soprattutto: «CasaPound is also explicitly fascist».

 

Non è però una presa di distanza. Al contrario, il tono del resoconto è quello di un osservatore entusiasta. Johnson dice di essere rimasto colpito dalla capacità del movimento di «costruire una comunità e delle organizzazioni». [...]

 

Luca Marsella Casapound

E arriva anche il giudizio più esplicito: «CasaPound merita certamente di essere studiata più a fondo». Un modello, insomma, che secondo Johnson merita di essere studiato.

 

Il retreat nella sede di via Napoleone III non sarebbe stato un esito casuale. Johnson racconta di averlo sperato fin dall'inizio: «Speravo che almeno saremmo riusciti a organizzare una visita alla sede di CasaPound, alla libreria e al Cutty Sark». E soprattutto: «In cuor mio speravo che avremmo potuto tenere il vero e proprio retreat nella sede di CasaPound». Poi la frase che chiude ogni possibile ambiguità sul luogo dell'incontro: «Ed è proprio quello che è successo».

 

Il programma prevedeva una cena di apertura, quindi il retreat vero e proprio il giorno successivo, con panel su Roma, religione e finanziamenti. Tra gli speaker Johnson cita Jared Taylor, Kevin Deanna, Roger Devlin, David Zsutty, Alberto Palladino e Chiara di CasaPound.

Greg Johnson fondatore Counter Currents

 

L'obiettivo dichiarato di uno degli esercizi era mettere alla prova la capacità dei partecipanti di convincere persone facoltose a finanziare il movimento: «Brevi proposte rivolte a potenziali finanziatori».

 

Johnson racconta infine che metà dei partecipanti rimase a Roma per altri cinque giorni. Colosseo, Foro Romano, Vaticano, Galleria Borghese, Foro Italico ed Eur. Una sorta di viaggio collettivo attraverso la città antica, quella fascista e quella contemporanea. Ma il centro del racconto resta il rapporto costruito con CasaPound: «Nulla di serio può accadere finché il nostro movimento non esce dal mondo online e approda nella realtà, costruendo rapporti umani e collaborazioni reali». [...]

 

CasaPound non nega l'incontro. Nella replica diffusa oggi il movimento parla esplicitamente dell'iniziativa nella sede di via Napoleone III e respinge però l'accusa di aver qualcosa da nascondere. «A CasaPound parla chi ha qualcosa da dire», sostiene il movimento, definendo la vicenda «l'ennesima speculazione». [...]

manifestazione di casapound e rete dei patrioti a bologna Greg Johnson fondatore Counter Currents