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Con la manifestazione al Teatro Quirino di Roma è nata ufficialmente la “Sinistra italiana”, il nuovo gruppo parlamentare (alla Camera e al Senato) creato da Sel e dai parlamentari fuoriusciti dal Pd. In particolare si tratta di 31 deputati a Montecitorio più una decina di senatori. L’evento di oggi rappresenta una tappa del percorso che condurrà all’assemblea costituente di un nuovo soggetto politico prevista per gennaio. Fra gli ex Pd Stefano Fassina e Alfredo D’Attorre, ma anche Folino e Gregori. Il nuovo gruppo di Sinistra Italiana si insedierà a breve a Montecitorio, mentre in Senato avvera’ nei prossimi mesi. Consulente economico del gruppo a Montecitorio il premio Nobel Joseph Stiglitz.
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stefano fassina e alfredo d'attorre 78
TEATRO PIENO, GENTE IN STRADA
Platea e palchi del Teatro Quirino si sono riempiti di sostenitori con tante persone rimaste fuori per motivi di sicurezza: circa 500 secondo gli organizzatori. A un certo punto Fassina, D’Attorre, Fratoianni e Scotto hanno deciso di uscire dal teatro, tra un intervento e l’altro, per “riprodurre”» l’assemblea anche all’esterno, con un “bis” improvvisato in strada. Non sono mancati momenti di tensione tra i vigili del fuoco e i militanti. E nei momenti più concitati qualcuno ha insinuato ironico: «Non ci fanno entrare perché sono renziani».
FASSINA: “NON È GIOCO DI PALAZZO”
La nascita dei gruppi di Sinistra italiana «non è un gioco di palazzo, ma una scelta strategica per segnare un cammino politico» ha detto Stefano Fassina dal palco del Teatro Quirino. «Non è la prima tappa perché c’è un percorso già avviato fuori dalle aule e in questi mesi abbiamo lavorato insieme ad altre forze per costruire un partito coinvolgente, innovativo, largo e plurale che abbi ala centro il lavoro, il welfare, la scuola pubblica, la ricostruzione morale della politica».
Fassina ha anche indicato la scelta di avviare i nuovi gruppi mentre in Parlamento si discute della legge di stabilità. «C’è una questione che riguarda la credibilità di una forza politica. Bisogna specificare cosa vogliamo fare e portarlo avanti con coerenza. I nostri emendamenti saranno messaggi all’Italia», ha aggiunto sottolineando come il disegno della ex finanziaria sia «sinergico al Partito della nazione», ed ha denunciato: «Si allargano le disuguaglianze, si impoverisce il welfare e si abbandona il mezzogiorno», senza mancare di rivendicare sul fronte economico una cultura keynesiana alternativa «al liberalismo da Happy days del segretario del Pd».
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