DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO…
LA “CORRIDA” DELLA DUCETTA STA PER FINIRE – GIORGIA MELONI TIRA PER LE LUNGHE LO STOP DI SCHENGEN PER UNA RAGIONE POLITICA: NON VUOLE DARLA VINTA A PEDRO SANCHEZ (E A VANNACCI). MA IL BLOCCO È DESTINATO A SPARIRE NEL GIRO DI QUALCHE GIORNO - LA LINEA DURA DI SANCHEZ NON AIUTA LA DUCETTA: I SOCIALISTI SPAGNOLI NON INTENDONO OFFRIRE SCORCIATOIE ALL’ODIATA PREMIER ITLAIANA – LO SCAZZO CON LA GERMANIA POTREBBE INVECE CHIUDERSI CON UNA PAGLIACCIATA CHE SALVI LA FACCIA A ENTRAMBI I GOVERNI, IMPEGNATI IN UNA PROPAGANDA ANTI-MIGRANTI PER NON PERDERE VOTI: DEI TRE “DUBLINANTI” CHE BERLINO VOLEVA RIMANDARCI INDIETRO, POTREMMO PRENDERNE SOLO UNO O DUE E…
MIGRANTI, STALLO CON MADRID L'ITALIA PRENDE TEMPO SCHENGEN RESTA SOSPESO
Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”
PEDRO SANCHEZ - GIORGIA MELONI - VIGNETTA BY NARDI PER DOMANI
Non è ancora il momento di riaprire i confini con la Spagna. Di superare il blocco imposto alla libera circolazione di Schengen come reazione alla crisi di Ceuta. Il governo italiano aveva annunciato l'intenzione di attendere Ferragosto prima di rivalutare la decisione assunta da Giorgia Meloni.
È passato il 15 agosto, poi è trascorso anche il 16, ma nulla è accaduto. Probabilmente servirà ancora qualche altro giorno prima di vedere novità, si apprende da fonti dell'esecutivo.
ceuta, forze di sicurezza marocchine pattugliano il confine tra spagna e marocco foto lapresse 1
Un po' per ragioni politiche, visto che la tensione con Madrid non accenna a ridursi e si alimenta di incomprensioni e ripicche volute da Palazzo Chigi. Un po' perché le immagini dell'altro ieri sui respingimenti di qualche centinaio di migranti da parte della polizia marocchina alle porte dell'exclave spagnola […] permettono alla presidenza del Consiglio di sostenere che l'emergenza non è del tutto conclusa.
Già oggi il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi si confronterà con alcuni colleghi, a partire da Antonio Tajani. Un primo passaggio, ma quasi certamente non decisivo. L'ultima parola è affidata alla premier, perché politica è la scelta finale.
pedro sanchez giorgia meloni conferenza per la ricostruzione in ucraina foto lapresse
[…] Qualcosa, però, inizierà a smuoversi nelle prossime ore: il titolare del Viminale attende un report dell'Aise, che servirà a pesare le ragioni che consigliano la fine del blocco e quelle che inducono invece a tenere il punto contro Sanchez.
Ma torniamo a quelle immagini di Ferragosto. Permettono di dire al governo italiano che l'allarme persiste, che il pericolo non è svanito. È soprattutto propaganda, consapevole che alla fine si dovrà gestire il percorso di descalation obbligata, eppure difficilissima, con la Spagna.
MIGRANTI ARRIVANO A NUOTO A CEUTA
In ogni caso: dopo l'analisi delle informazioni di intelligence e la valutazione dei ministri nelle prossime ore, si fisserà la data per la fine del blocco. Con un problema in più, però: l'atteggiamento di Madrid.
Come reazione alla sospensione di Schengen, Sánchez ha infatti imposto controlli stringenti sui viaggiatori italiani che entrano nella penisola iberica. Roma vorrebbe che gli spagnoli revocassero contestualmente le restrizioni. Nelle ultime ore dai canali diplomatici non sono arrivate le notizie sperate: i socialisti iberici, infuriati per l'atteggiamento italiano, non intendono offrire a Roma scorciatoie che permettano di chiudere il caso senza conseguenze politiche.
migranti fermati dalla polizia marocchina a fnideq foto lapresse 9
Ecco perché Meloni […] sembra orientata a prendere qualche altro giorno prima di assumere nuove decisioni, che prima o poi inevitabilmente porteranno alla revoca del blocco. Il congelamento dei confini, infatti, è stato autorizzato dall'esecutivo fino al massimo al 31 agosto. […]
SCHENGEN RESTA SOSPESO. SUI MIGRANTI IN GERMANIA ITALIA PRONTA ALL’ACCORDO
Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “La Stampa”
[…] Da tre settimane i migranti sono tornati a essere il più funzionale argomento elettorale per le destre europee. In Italia, in Spagna e in Germania. La tensione con Berlino è il secondo capitolo della campagna agostana. Un altro dilemma per Meloni, segno che le difficoltà di intervenire sulle regole d’asilo restano.
Nelle prossime ore, tra domani e giovedì 20 agosto, sono previsti gli arrivi in Italia di Rania Darezh, cittadina irachena, Abdirisaq Warsame Fuduma, ventiduenne somala, e Hotak Samir, afghano. Sono i “dublinanti” che il governo tedesco intende rispedire in Italia: si tratta dei migranti che sulla base del trattato di Dublino, anche secondo il nuovo Patto per la migrazione e l’asilo, devono essere ricondotti nel Paese d’ingresso dell’Unione europea.
Il 6 settembre, in Germania, si vota nella regione Sassonia-Anhalt, dove il partito di estrema destra e xenofobo Alternative für Deutschland guida i sondaggi. Il 20 settembre tocca al Parlamento locale di Berlino. La Cdu del cancelliere Friedrich Merz è in difficoltà e punta molto sulla stretta contro i migranti irregolari.
Migranti fermati in Marocco per traffico verso Ceuta 32
Il feeling politico con il governo Meloni ha fatto sì che non si travalicasse arrivando a una vera e propria rottura diplomatica, come avvenuto con Madrid. Tra i ministeri dell’Interno di entrambi i Paesi i contatti sono costanti. Piantedosi potrebbe a breve risentire il collega tedesco Alexander Dobrindt.
La sensazione è che ci si stia avvicinando a una soluzione. Un compromesso che garantirebbe a entrambi di poter rivendicare un risultato. Lo scenario in cui l’Italia fa risalire sull’aereo i tre «dublinanti» per rimandarli in Germania è considerato il più complicato, anche se non si esclude l’ipotesi di riprendere solo due migranti su tre.
giorgia meloni friedrich merz foto lapresse
Il governo italiano insiste molto sul meccanismo di «compensazione» con i naufraghi fatti sbarcare dalle Ong tedesche. Una coincidenza temporale potrebbe favorire questo accordo: dopodomani, 18 agosto, è previsto l’arrivo a Ravenna della nave dei volontari tedeschi della Sos Humanity, con a bordo 75 migranti.
Secondo il nuovo Patto Ue i Paesi membri devono ricollocare i richiedenti asilo arrivati negli Stati frontalieri oppure contribuire finanziariamente all’accoglienza. Nelle ultimissime ore un’altra Ong tedesca, la Sea Watch, che ha portato in salvo 36 persone nel Mediterraneo, sta chiedendo di approdare a Lampedusa, invece che a Pozzallo, come indicato dal Viminale, perché tra i sopravvissuti c’è anche un neonato.
CEUTA.
friedrich merz giorgia meloni foto lapresse
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