maduro trump meloni

IL “CORRIERE DELLA SERA” SMASCHERA L’IPOCRISIA DI GIORGIA MELONI CHE, CON SPREZZO DEL RIDICOLO, HA DEFINITO “DIFENSIVO” E QUINDI “LEGITTIMO” IL RAID AMERICANO CONTRO IL VENEZUELA CHE ALIMENTA IL NARCOTRAFFICO DIRETTO NEGLI STATI UNITI: “È UN RAGIONAMENTO SCIVOLOSO. SEGUENDO QUESTA LOGICA, ALLORA, SAREBBE ‘LEGITTIMO’ ANCHE ATTACCARE LE BASI LIBICHE CHE GESTISCONO IL TRAFFICO DI MIGRANTI ILLEGALI DIRETTI ANCHE SULLE COSTE ITALIANE. VISTO CHE IL GOVERNO MELONI DA SEMPRE RITIENE UNA GRAVE MINACCIA LO SBARCO DEI ‘CLANDESTINI’” – “PUÒ RIVELARSI UNA ILLUSIONE PENSARE DI CONTENERE L’AGGRESSIVITÀ DI TRUMP, ASSECONDANDONE LE SCELTE DI POLITICA INTERNAZIONALE. IN OGNI CASO, QUESTO SCHEMA NON FUNZIONA SE LE SUE INIZIATIVE CI INVESTONO DIRETTAMENTE, COME LASCIA IMMAGINARE L’’INTERESSE’ PER LA GROENLANDIA…”

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DONALD TRUMP E NICOLAS MADURO

Estratto dell’articolo di Giuseppe Sarcina per il “Corriere della Sera”

 

Donald Trump accarezzò l’idea di impadronirsi della Groenlandia già nel 2019, nel corso del suo primo mandato. All’epoca la sua proposta suscitò una risata irrefrenabile e collettiva nel Parlamento di Copenaghen. Oggi, purtroppo, c’è poco da ridere. La Groenlandia fa parte della Danimarca, sia pure con lo status di «Territorio speciale».

 

Danimarca significa Nato e Ue. Che cosa vuole fare Trump, attaccare gli alleati?

Il Segretario di Stato, Marco Rubio, consiglia di «prendere sul serio» i proclami del presidente Usa. Dopo la notte di Caracas è più difficile dargli torto. Per ora, comunque, nelle capitali europee prevale l’incredulità: di fatto nessuno crede che il Pentagono possa inviare i marines a occupare la Groenlandia, magari facendo leva sulla base aerea di Pituffik, nella parte settentrionale della grande Isola.

giorgia meloni donald trump

 

Il problema, però, è che i leader del Vecchio Continente sembrano muoversi, ancora una volta, in ordine sparso. Almeno a giudicare da come hanno reagito al blitz dei «Delta Force» che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro. Basta leggere le dichiarazioni contratte, sincopate di Emmanuel Macron, del cancelliere tedesco Friedrich Merz, del premier britannico Keir Starmer.

 

Donald Trump Nicolas Maduro

In sostanza: è un bene che Maduro non sia più alla guida del Venezuela, ma il «metodo Trump» non è accettabile. Giorgia Meloni, invece, considera come «difensivo e quindi legittimo» il raid americano contro uno Stato che alimenta il narcotraffico diretto negli Stati Uniti. È un ragionamento scivoloso. Seguendo questa logica, allora, sarebbe «legittimo» anche attaccare le basi libiche che gestiscono il traffico di migranti illegali diretti anche sulle coste italiane. Visto che il governo Meloni da sempre ritiene una grave minaccia lo sbarco dei «clandestini».

 

giorgia meloni donald trump

Ma il ritmo imposto da Trump è frenetico. Gli europei sono in grado di reggere il passo, di fare blocco per convincere la Casa Bianca a rinunciare alle mire sulla Groenlandia? Sembra ormai evidente che non basti invocare «il rispetto del diritto internazionale», come fanno Macron, Starmer, Merz e, con toni più duri, il premier spagnolo Pedro Sánchez. In un anno, il presidente Usa ha semplicemente ignorato le regole e le istituzioni internazionali e ha introdotto un «metodo» che ha spiazzato tutti e che, al momento, non sembra avere freni o alternative.

 

Non ha chiesto l’autorizzazione di nessuno, neanche del Congresso degli Stati Uniti, per colpire le basi degli Huthi nello Yemen, gli impianti nucleari in Iran, i miliziani dell’Isis in Nigeria, le formazioni jihadiste in Siria, le imbarcazioni del Venezuela nel Mar dei Caraibi.

 

Donald Trump Nicolas Maduro

[…] Può rivelarsi una semplice illusione anche pensare di contenere l’aggressività di Trump, assecondandone le scelte di politica internazionale […] E, in ogni caso, questo schema non funziona se le sue iniziative ci investono direttamente, come lascia immaginare l’«interesse» per la Groenlandia. […] Quello che conta […] è che a Washington opera un gruppo che produce progetti, teoremi, non importa se rozzi o sballati, perché soddisfano le ambizioni o la megalomania del presidente e, soprattutto, perché vengono tradotte in azioni dall’esercito più letale e più efficiente del mondo. […]

DONALD TRUMP E GIORGIA MELONI