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CORSI E RICORSI: SULLA DATA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, FISSATA PER IL 22-23 MARZO, È BATTAGLIA DI RICORSI - I PROMOTORI DEL NO HANNO CHIESTO AL TAR DEL LAZIO DI SOSPENDERE LA SCELTA DELLA DATA DELLA CONSULTAZIONE (SECONDO LORO IL GOVERNO NON AVREBBE ATTESO IL 30 GENNAIO, GIORNO IN CUI SCADE IL TERMINE PER LA RACCOLTA FIRME A SOSTEGNO DELL’INIZIATIVA POPOLARE PER IL REFERENDUM SULLA RIFORMA NORDIO) - SI OPPONE IL COMITATO PER IL SÌ CHE CONTESTA LA FONDATEZZA DEL RICORSO - MATTARELLA HA FIRMATO IL DECRETO DI INDIZIONE DELLA CONSULTAZIONE. UN ATTO DOVUTO…
Articolo di Gabriella Cerami per “la Repubblica” - Estratti
Gli uni contro gli altri. Ricorso contro ricorso. I sostenitori del no alla riforma della giustizia vanno avanti convinti e quelli del sì sono pronti a contrastarli in ogni modo. Come annunciato, i promotori dell'iniziativa popolare contro il ddl Nordio hanno depositato ricorso urgente al Tar del Lazio, chiedendo la sospensione in via cautelare della delibera del Consiglio dei ministri che ha fissato la data del referendum per il 22 e 23 marzo.
Lo hanno fatto dopo aver informato il capo dello Stato Sergio Mattarella, che ieri in serata ha firmato il decreto di indizione della consultazione approvato lunedì in Consiglio dei ministri. Un atto dovuto, si fa notare, in casi come questo.
Il governo sembra non temere. Il viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, ieri in Senato, ostentava serenità: «I ricorsi non sono fondati». E poi: «Come si dice in questi casi, il diritto è consumato». I precedenti sarebbero diversi dal caso attuale: «Quando furono presentati ricorsi al referendum di Renzi, la Cassazione non aveva ancora stabilito il quesito».
Sta di fatto che il provvedimento, emanato prima dello scadere dei 90 giorni previsti per depositare le richieste referendarie, secondo chi ha depositato ricorso, «è lesivo e illegittimo, rappresenta l'espropriazione del diritto» dei cittadini di raccogliere le firme e quindi è «meritevole di annullamento».
Anche perché, spiega il portavoce Carlo Guglielmi, la raccolta firme continua e «veleggiamo verso le 400.000» da depositare entro il 30 gennaio. Se l'obiettivo sarà raggiunto e se il Tar nel frattempo non avrà sospeso la delibera del governo, il prossimo passo sarà il ricorso alla Corte Costituzionale.
Poco dopo l'annuncio ufficiale del ricorso i promotori del comitato "Sì separa" della fondazione Einaudi, guidato da Gian Domenico Caiazza, hanno scelto di contrattaccare annunciando che si opporranno, sempre davanti al Tar.
In attesa della decisione, i partiti di opposizione stanno continuando a incentivare la raccolta firme affinché l'obiettivo delle 500mila sottoscrizioni venga raggiunto. Il M5s è il primo a impostare una propria campagna, mettendo a disposizione degli elettori un kit per il no, con un volantino da stampare dal sito del Movimento a cui si aggiungeranno altri materiali e una campagna social con tanto di card, schede e grafici.
meloni nordio
sergio mattarella discorso fine anno
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