DAGOREPORT – “MI DIMETTO”, “MI DIMETTO” MI “RIDIMETTO” E RIMETTO: QUANTE VOLTE HA RIMESSO TOMASO…
Curzio Maltese per "il Venerdì la Repubblica"
Ancora qualche mese di questo governo e sarà del tutto chiaro che alle prossime elezioni vincerà l'opposizione. L'unico problema è che l'opposizione ancora non esiste. Il movimento di Grillo, che in teoria dovrebbe incarnarla, non è politica e non è neppure antipolitica.
à spettacolo, se vogliamo un'opera, anzi il capolavoro di uno dei più straordinari artisti contemporanei, Beppe Grillo. Il movimento sta al Parlamento come la mongolfiera di Christo sta al paesaggio industriale di Oberhausen. à un'installazione.
In questi mesi in cui l'opposizione aveva davanti praterie da percorrere, i grillini ci hanno deliziato con una serie di performance fra il surreale e il comico: lunghe discussioni sugli scontrini, piccoli scandali familistici, idiozie assortite su sirene e micro spie infilate nella pelle dalla Cia, per non parlare dell'elogio del kamikaze di Nassiriya.
L'unico risultato concreto dell'esercito di parlamentari pentastellati, l'abolizione del reato d'immigrazione clandestina, è stato sconfessato dai capi supremi. L'altra grande battaglia per cui è nato il movimento, la riforma della legge elettorale che fu alla base del primo «Vaffa Day», è ormai accantonata, forse per sempre. Grillo e Casaleggio hanno scoperto che nominare i parlamentari è bellissimo e ora i grillini, alleati con Berlusconi, sono l'ultimo baluardo a difesa dell'orrido Porcellum.
Un po' come l'inceneritore a Parma, sarebbe stato giusto non costruirlo, Pizzarotti si è candidato per questo, ma una volta eletto ha scoperto che purtroppo non era possibile. Con queste gag alle spalle, per quanto oggettivamente esilaranti, è difficile che Grillo alle prossime elezioni confermi il successo di febbraio.
Ma è possibile, anzi probabile, che mantenga un forte consenso. Milioni di italiani sono disperati, totalmente sfiduciati dalla politica e non sarà certo questo governo a restituire loro una speranza.
Piaccia o no, e a me non piace sempre, l'unica alternativa al governo delle larghe intese è rappresentata da Matteo Renzi. Lo voteranno tutti, di destra e di sinistra ed ex elettori grillini, non per il giubbotto da Fonzie o i suoi programmi economici un po' traballanti. Ma perché appunto incarna l'ultima speranza di uscire dalla crisi con una soluzione diversa da quella di strangolare i cittadini con le tasse per pagare gli interessi sul debito alle banche centrali. Lo voteranno perché vogliono cambiare un governo che non sta cambiando niente.
matteo renzi lingua
MATTEO RENZI ALLA LEOPOLDA CON NENCINI
BEPPE GRILLO E CASALEGGIO AL QUIRINALE
BERSANI E DALEMA SBIRCIATINA ALLUNITA
PIERLUIGI BERSANI MASSIMO DALEMA
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