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VANNACCI, CONTE E SALVINI, ORA LA VEDETE LA MINACCIA RUSSA? - NATO, GRAN BRETAGNA E UNIONE EUROPEA ADOTTANO UNA SERIE DI INIZIATIVE CHE PUNTANO A FRENARE GLI ATTACCHI INFORMATICI ORDITI DA MOSCA, RESPONSABILE DA DECENNI DI SABOTAGGI E ATTIVITA’ DI SPIONAGGIO - L’UE HA ANNUNCIATO UN AMPIO PACCHETTO DI NUOVE SANZIONI MENTRE LA NATO HA CONDANNATO LE “PERSISTENTI ATTIVITA’ OSTILI RUSSE”. LA GRAN BRETAGNA SI PREPARA A SANZIONARE 24 INDIVIDUI ED ENTITA' LEGATI AI SERVIZI DI INTELLIGENCE RUSSI - DOPO L’INVASIONE DELL’UCRAINA MOSCA HA ALZATO LA POSTA E INCREMENTATO LA MOBILITAZIONE DI NETWORK CRIMINALI…
Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per "la Repubblica"
[...] Alla vigilia dell'anniversario della Bastiglia, l'intero Occidente lancia una chiamata alle armi contro il fronte nuovo delle guerre, quello cyber: attacchi informatici che creano danni enormi ma non vengono rivendicati da entità statali. A partire da Parigi, prendono posizione contemporaneamente l'Unione europea, la Gran Bretagna e la Nato mettendo in campo una serie di iniziative senza precedenti.
Sono tutte rivolte contro la Russia, ritenuta responsabile di sabotaggi e attività di spionaggio che dal 2010 continuano ad alzarsi di livello fino a tentare lo scorso inverno il blocco di una centrale elettrica polacca, che avrebbe potuto lasciare senza corrente mezzo milione di persone.
Per il Consiglio europeo l'obiettivo è «destabilizzare l'Unione, gli Stati membri e i suoi partner internazionali». E per questo è stato deciso «il più ampio pacchetto di sanzioni informatiche mai adottato dall'Ue», come ha sottolineato l'Alta rappresentante per la politica estera, Kaja Kallas.
Anche la Gran Bretagna ha preso posizione inserendo 24 tra soggetti ed enti nella lista nera delle sanzioni mentre la Nato ha «condannato le persistenti attività ostili russe nel cyberspazio che costituiscono una minaccia alla sicurezza dell'Alleanza».
Francia, Germania, Finlandia, Olanda, la Commissione di Bruxelles hanno convocato gli ambasciatori di Mosca per protestare contro le incursioni nel web. «Sono accuse senza prove - ha replicato il rappresentante russo a Berlino, Sergeij Nechayev, in una nota rilanciata dalla Tass – Questi provvedimenti non resteranno senza risposta».
L'operazione è essenzialmente politica. Si tratta di una sorta di ultimo avviso al Cremlino, per testimoniare la volontà di non assistere passivamente agli arrembaggi contro i server che gestiscono le infrastrutture critiche. Vengono contestate incursioni in Francia, Germania, Polonia, Cipro, Polonia, Paesi Bassi, Austria, Slovacchia, Romania e Finlandia.
Dietro le sigle che vanno all'attacco delle reti internet c'è una galassia di pirati informatici che però obbediscono ai servizi segreti russi. Dopo l'invasione dell'Ucraina Mosca ha incrementato la mobilitazione di network criminali che uniscono razzie per arricchirsi a raid per conto della patria. Alla guida di questi corsari - stando al documento della Ue - c'è il 16mo Centro del Fsb, l'erede del Kgb: un'organizzazione nata durante la Guerra Fredda per lo spionaggio elettronico e riconvertita alla nuova missione.
In particolare, l'attenzione è rivolta all'Unità 61240, che ha sede alle porte di San Pietroburgo e viene reputata la centrale delle irruzioni telematiche più recenti, spesso firmate dal collettivo Tura. [...]
Nel mirino delle sanzioni britanniche ci sono pure tre ufficiali superiori del Gru, il servizio segreto militare: si tratta di Vyacheslav Stafeyev, Ivan Senin e Ivan Kasyanenko. Ai loro ordini ci sarebbe un altro reparto molto speciale: la divisione cyber dell'Unità 29155, quella che ha condotto anche gli omicidi di oppositori all'estero con il Novichok.
Avrebbe lavorato assieme a criminali e alla società Impuls: si sarebbero occupati di reclutare hacker e tecnici nelle università e nei centri di ricerca di tutta la Russia. Non solo. Gli agenti del Gru sarebbero gli animatori di una campagna globale di disinformazione contro l'Ucraina, nel tentativo di minare il sostegno internazionale a Kiev.
In questo concerto di misure non compare l'Italia, né come vittima di attacchi né come promotore di misure contro il Cremlino. Nelle stesse ore però le agenzie governative statunitensi hanno diffuso un documento con i consigli per proteggere i server dagli assalti «sponsorizzati dalla Stato russo»: oltre all'intelligence Usa viene co-firmato dai servizi segreti di dodici nazioni, tra cui Aise e Aisi italiani. Il segno di come, almeno a livello di intelligence, anche il nostro Paese è schierato in prima linea negli scontri invisibili della Guerra Ibrida».
hacker russi
HACKER - VIOLAZIONE DI SERVER
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Hacker russi 2
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