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DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...

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MATTEO SALVINI E ROBERTO VANNACCI - PONTIDA 2025

La scissione di Roberto Vannacci, per molti leghisti della vecchia guardia, è vista come un’opportunità per il malconcio partito fondato da Umberto Bossi e sfondato da Salvini.  

 

La fine dell'''anomalia" (così fu definito poeticamente il Vannacci-gate da Attilio Fontana) ora potrebbe rivelarsi una boccata d’aria fresca per far tornare alle urne i tanti consensi perduti nelle regioni del Nord, già ben scombussolate dalle mattane sovraniste del "patriota" filo-putiniano Salvini.

 

Infatti, l’uscita del generalissimo folgorato dalla X Mas e da Putin, come emerge da un sondaggio realizzato da "Izi", azienda di analisi e valutazioni economiche e politiche,  presentato questa mattina nel corso della trasmissione "l'Aria che Tira", condotta da David Parenzo su La7, la base elettorale di Vannacci si conferma essere di destra e la maggioranza dei voti proviene da Fdi.

 

Il 39% di chi sarebbe disposto a votare Futuro Nazionale alle ultime elezioni politiche ha votato il partito di Giorgia Meloni,  quasi il 26% aveva invece votato la Lega ma c’è anche un 20% di base elettorale che proviene da altri partiti ed un 15% che nel 2022 non aveva votato.

 

Ma il primo effetto della Vannacc-exit sarà la resa dei conti con Matteo Salvini.  

 

LUCA ZAIA CON UN CARTELLO CON IL NUMERO DI PREFERENZE OTTENUTE ALLE REGIONALI

Tutti aspettano una mossa dei tre caballeros del Carroccio: Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga e Luca Zaia (ma chi comanda veramente l'offensiva contro il salvinismo è Massimiliano Romeo, potente segretario della Lega lombarda).

 

Da anni i tre governatori (i primi due in carica, il terzo, neopensionato) si affannano per frignare la loro insofferenza: "Col cazzo che vannaccizziamo la Lega'' (copy Fontana),  salvo poi tirarsi sempre indietro quando arriva il momento tipico per sfidare fino alla sfiducia Salvini. Sarà finalmente il loro momento?

 

Dei tre, Luca Zaia sarebbe quello più libero: non è più governatore, potrebbe prendersi sulle spalle ciò che resta il partito e ri-aggregare tutti i vecchi leghisti nordisti della primissima ora, compresi i bossiani fuoriusciti del patto per il Nord. Ma l’ex Doge non ha il carisma sufficiente, né la voglia per sporcarsi le mani e scendere in campo: troppo istituzionale, poco divisivo, con una personalità che evita la conflittualità…

 

roberto vannacci matteo salvini meme by edoardo baraldi

La sorpresa potrebbe essere il 45enne Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia-Giulia con ottimi risultati dal 2018, che gode del supporto di Zaia, benché il suo mandato scada nel 2028.

 

La decisione sullo sfanculamento del "Capitone" ruota, come in Forza Italia per il caso Tajani-Barelli-Gasparri, sull'esito della referendum sulla riforma della giustizia del 23 marzo, che si è trasformato, com'era inevitabile, in un voto politico sull'armata Branca-Meloni.

 

Se dalle urne uscisse la vittoria del "Sì", Salvini resterà al suo posto e al trio dissidente Fedriga-Fontana-Zaia non resterà altro che provare a far rinsavire l’ex “Truce del Papeete” e riposizionare il partito sui binari del pragmatismo nordista. Basta con la Lega nazionale: chissene frega del Ponte sullo Stretto, più federalismo e Padania…

 

Nel benedetto caso che vincesse il "No", se per il governo Meloni sarebbe l'inizio di una Via Crucis di logoramento fino alle politiche del 2027, per Matteo Salvini scoccherebbe l'ora fatale del De Profundis...

 

ATTILIO FONTANA

vannia gava massimiliano fedrigaATTILIO FONTANA massimiliano fedriga sul palco di pontida foto lapressesergio mattarella massimiliano fedrigaroberto vannacci e massimiliano romeo - festa della lega a Castelcovati MASSIMILIANO ROMEO E MATTEO SALVINIattilio fontana - pontida 2025