giuseppe conte elly schlein pd

DALLA BATTAGLIA CONTRO GLI ECCESSI DEL WOKE AL NO ALL’INVIO DI NUOVE ARMI ALL’UCRAINA: TUTTI GLI AFFONDI DI CONTE PER PRENDERSI LA LEADERSHIP DEL CENTROSINISTRA - L’AUTODIFESA FIUME IN COMMISSIONE COVID (PERFETTA PER RICORDARE CHI TRA I DUELLANTI È GIÀ STATO A PALAZZO CHIGI), L’ORAZIONE UFFICIALE A SANT’ANNA DI STAZZEMA (“QUESTO È IL TEMPO DEI COSTRUTTORI DI PACE”), IL VETO SU RENZI E LA DIFESA DELLE PRIMARIE: LA STRATEGIA DI PEPPINIELLO È DETTARE L’AGENDA E COSTRINGERE SCHLEIN A RINCORRERE – ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI REGGIO EMILIA I MILITANTI DEL PD LO HANNO ABBRACCIATO COME UNO DI CASA PROVOCANDO MAL DI PANCIA TRA I FEDELISSIMI DI ELLY. SENZA CONTARE I CAPOCCIONI SINISTRATI, DA BETTINI A D’ALEMA, CHE LO SOSTENGONO…

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Monica Guerzoni per il "Corriere della Sera" - Estratti

 

GIUSEPPE CONTE FESTA UNITA

Giuseppe Conte giura che il duello delle primarie non finirà con uno scontro a fuoco da vecchio western. Eppure, giorno dopo giorno, il confronto con Elly Schlein si fa più duro e gli ultimi colpi verbali sparati dall’ex premier consentono di riesumare la metafora della sfida all’O.K.

 

Corral. Dai palchi del Pd il leader del M5S ha fatto il pieno di applausi, selfie, autografi e cori «Giuseppe, Giuseppe». E anche alla Festa nazionale dell’Unità di Reggio Emilia la gente di «Elly» lo ha accolto con una ovazione fiume.

 

GIUSEPPE CONTE FESTA UNITA

Era successo già a Bologna, cuore simbolico della rossa Emilia-Romagna. Era il 5 settembre e quell’accoglienza fu raccontata come un fatto politico: l’ingresso a passo di carica nella città di Schlein e nel territorio del Pd, con l’obiettivo di dimostrare che il presidente del M5S non è un corpo estraneo per la base dem. Dall’1 agosto al 13 settembre è stato un crescendo, culminato alla festa del Fatto con un avviso che il quotidiano titola cosi: «Conte a Schlein: “Chiunque vinca, basta armi all’Ucraina”».

 

La gara per il leader La campagna di Conte per Palazzo Chigi inizia il 2 agosto ad Asiago. «Il nodo della politica estera lo scioglieremo con le primarie», avverte. E prova a trasformare la gara per il leader in un referendum sulla linea politica.

 

 

Giuseppe Conte Alessandro Onorato

Schlein non ci sta e stoppa l’alleato-avversario: «Non funziona così, prima il programma e poi le primarie». Conte se la segna e riprende la corsa. Il 4 pranza con la segretaria a Campo de’ Fiori, assicura che con «Elly» non c’è un problema personale, ma il no alle armi per l’Ucraina per lui non si tocca. E se il Pd ancora si interroga sulle primarie, lui dice che si faranno «perché io e Schlein siamo d’accordo».

 

Seguono tre mosse del cavallo. L’autodifesa fiume in Commissione Covid, perfetta per ricordare chi tra i duellanti è già stato a Palazzo Chigi.

 

L’orazione ufficiale a Sant’Anna di Stazzema: «Questo è il tempo dei costruttori di pace». E la lettera a Repubblica contro gli eccessi della cultura woke, che spiazza il Pd e costringe Schlein a rincorrere.

 

GIUSEPPE CONTE FESTA UNITA

La strategia è dettare l’agenda.

 

Sfidare la segretaria per interposta premier. Imporsi come il protagonista della scena. E a volte giocare d’azzardo, in un continuo rilancio a colpi di trovate politiche, veti e ultimatum, che fanno quadruplicare il vantaggio di interazioni social su Schlein.

 

«Renzi fa perdere» Il leader? «Non può essere individuato da un vertice», ammonisce Conte il 28 agosto a Lucera, mentre i dirigenti del Pd in processione provano a fermare le primarie. «Se non le vogliono, ce lo dicano», alza la voce a In Onda il 31 agosto: «Non esiste che il partito più forte prende tutto».

 

nicola fratoianni elly schlein daniela preziosigiuseppe conte

 Un ruvido no all’ennesimo tentativo dem di incoronare candidato premier chi guida la forza più grande. Il 3 settembre Conte sbarca alla Festa dell’Unità di Genova, abbraccia Silvia Salis e incassa lunghi applausi: «Il Pd non può chiedere che il suo segretario rappresenti tutti». Seguono Bologna, Pesaro e un’intervista alla Stampa , in cui afferma che «Renzi ci fa perdere voti», che se vincerà Schlein il M5S la sosterrà e che ormai le primarie s’hanno da fare: «Sennò i miei mi sputano». Niente armi «a gogò»

 

giuseppe conte (4)

E siamo al 12 settembre. Reggio Emilia, dem agitati perché Conte «si è portato la claque», ma anche perché centinaia e centinaia di militanti del Pd lo abbracciano come uno di casa. Davanti agli iscritti, il due-volte-premier sfida il metodo «egemonico» degli alleati per scegliere il premier dentro «caminetti» e «segrete stanze» e, quando gli chiedono se sosterrà lealmente Schlein, si arrabbia: «Domanda offensiva».

 

 Finché domenica, alla festa del Fatto , l’energia con cui Conte conficca paletti nella terra del programma aumenta ancora: «Non può essere che vinca Schlein e si diano armi a gogò all’Ucraina». L’ultimo weekend ha cambiato la partita. La segretaria ha capito di non aver paura delle primarie e accetta il duello: «Le vinceremo!». Formula che al quartier generale del leader Cinque Stelle suona come un grido di battaglia. (…)

nicola fratoianni elly schlein giuseppe conte angelo bonelli (4)nicola fratoianni elly schlein giuseppe conte angelo bonelli (3) goffredo bettini giuseppe conte foto lapressealessandro onorato goffredo bettini giuseppe conte foto lapressegoffredo bettini giuseppe conte foto lapressenicola fratoianni elly schlein daniela preziosi giuseppe conte angelo bonelli (2)