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IL DAZIO ESCE DALLA PORTA E RIENTRA DALLA FINESTRA – L’AMMINISTRAZIONE TRUMP PROPONE NUOVE TARIFFE DOGANALI PER 60 PAESI ACCUSATI DI NON AVER “CONTRASTATO IL LAVORO FORZATO”, CIOÈ PRODOTTO DAI MODERNI “SCHIAVI”: IL GRUPPO DI PAESI COMPRENDE LA CINA, MA ANCHE L’INDIA E IL GIAPPONE - È UNA PARACULATA DI TRUMP PER NON FARSI TROVARE DISARMATO A FINE LUGLIO, QUANDO SCADRANNO I 150 GIORNI DI VALIDITÀ DELLE TARIFFE ORA IN VIGORE. IL RISCHIO È CHE ENTRO IL 24 LUGLIO IL CONGRESSO NON DIA L'AUTORIZZAZIONE PER CONFERMARE E PROLUNGARE I DAZI. IN QUEL CASO PER LA SECONDA VOLTA IN UN ANNO, LA CASA BIANCA SI RITROVEREBBE SENZA LEVE COMMERCIALI…
Estratto dell’articolo di Massimo Basile per "la Repubblica"
Dopo essere stati bloccati dalla Corte Suprema, i dazi di Donald Trump tornano sotto nuova forma: quella della battaglia etica contro la lotta al lavoro forzato.
Il Rappresentante per il commercio degli Stati Uniti, Jamieson Greer, ha proposto nuove tariffe doganali per 60 Paesi, accusati di non aver contrastato il lavoro forzato, cioè prodotto da «schiavi moderni», costretti a lavorare in condizioni disumane e sottopagati.
I dazi etici lanciati dalla Casa Bianca variano dal 10% al 12,5%, secondo quanto si legge in un documento governativo, e saranno sottoposti a un periodo di consultazione pubblica prima della decisione definitiva, a luglio.
La mossa arriva a pochi mesi dall'avvio di indagini da parte di Washington nei confronti di partner commerciali come Cina, Unione Europea e Giappone, con l'obiettivo di arrivare a misure contro l'importazione di merci prodotte sfruttando i lavoratori. Secondo l'amministrazione americana, 54 dei Paesi inclusi nel report «non sono riusciti a imporre e a far rispettare efficacemente il divieto di importazione di merci prodotte con il lavoro forzato».
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Questo gruppo di Paesi, a cui verrebbe imposto un dazio aggiuntivo del 12,5 per cento, comprende Cina, India e Giappone. Invece Canada, Ecuador, Unione Europea, Indonesia, Messico e Pakistan non avrebbero fatto "abbastanza" e per loro è prevista una tariffa extra "solo" del 10 per cento.
[…] La Commissione europea ha «preso atto» dei nuovi dazi e dichiarato che «analizzerà attentamente i risultati preliminari dell'indagine e continuerà a dialogare con l'Amministrazione statunitense ma «ritiene che i dazi imposti per questi motivi siano ingiustificati».
«L'Unione europea - ha aggiunto il portavoce per il Commercio della Commissione europea, Olof Gill - condivide pienamente le preoccupazioni degli Stati Uniti in merito al lavoro forzato e rimane pienamente impegnata a eliminarlo dalle catene di approvvigionamento globali attraverso azioni concrete.
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Nel 2024 i colegislatori dell'Ue hanno adottato il Regolamento Ue sul lavoro forzato, che rappresenta uno degli strumenti più ambiziosi del suo genere a livello globale». La Cina, invece, ha detto di «essersi sempre opposta a ogni forma di misura tariffaria unilaterale e che «le guerre tariffarie e commerciali non sono nell'interesse di nessuna delle parti».
Le questioni economiche e commerciali, ha commentato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, «dovrebbero essere risolte attraverso il dialogo e la consultazione sulla base di uguaglianza, rispetto e reciproco vantaggio».
La nuova tornata di dazi "etici" è la soluzione che l'amministrazione americana ha trovato per cercare di non farsi trovare disarmata a fine luglio, quando scadranno i 150 giorni di validità delle tariffe attualmente in vigore.
Il rischio tutt'altro che remoto per il presidente Trump è che entro il 24 luglio il Congresso non dia l'autorizzazione per confermare e prolungare i dazi. In quel caso per la seconda volta in un anno, la Casa Bianca si ritroverebbe senza una delle leve commerciali più utilizzate nei rapporti geopolitici con alleati e avversari.
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