DE MAGISTRIS TWITTA “HEY HEY, MY MY, ROCK AND ROLL CAN NEVER DIE” E I NAPOLETANI LO SFOTTONO: “GIGGI, STAI ‘MBRIAC?” - CALDORO LANCIA LA VOLATA A BRUXELLES A MARTUSCIELLO E MASTELLA LO AVVERTE: “DOPO IL VOTO, RIMPASTO IN GIUNTA”

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DAGOREPORT

1. GIGGINO ROCK
Qualcuno tolga lo smartphone dalle mani di Giggino. Annoiato, probabilmente dai lenti ritmi domenicali, mentre 'o ragù borbottava sui fornelli, il sindaco di Napoli ha deciso di ravvivare un po' la giornata dei suoi concittadini lanciando un tweet che sta letteralmente spopolando in rete dalle parti del Vesuvio. Scrive 'o sindaco: "Hey hey, my my rock and roll can never die". Che cosa significa? Boh. Per ora, nessuno lo sa. Il cinguettio non è passato comunque inosservato, e qualcuno gli ha risposto per le rime: "Stai 'mbriac?". Oppure: "Fatt nu bbob sindaco". E ancora: "Non stai prendendo più le pillole". Fino al più classico: "Ma tutt'appost, Giggì?".

2. NON SARÀ CLEMENTE
Clemente perde il pelo, ma non il vizio. Indispettito, dicono i suoi, dall'appoggio che il governatore della Campania Stefano Caldoro sta assicurando al suo competitor per le europee Fulvio Martusciello, il buon Mastella ha lanciato un avvertimento in stile-Dc al presidente della Regione: "Dopo le elezioni europee chiederemo al presidente Stefano Caldoro l'istituzione di un assessorato dedicato alle aree interne della Campania". Che è un po' come dire: meglio per te che venga rieletto a Bruxelles, se no farò casino a casa tua...

3. La Regione boccia l'acqua pubblica del Comune
Alessio Gemma per "la Repubblica"

La Regione boccia l'Abc, società idrica del Comune di Napoli. Con una nota del 14 aprile scorso Palazzo Santa Lucia dà parere sfavorevole all'affidamento dell'acqua pubblica all'azienda speciale di proprietà di piazza Municipio. Il presidente di Abc si definisce «sconcertato». E protestano i movimenti. Perché intravedono dietro questo diniego la mossa per far gestire tutto il servizio idrico della Campania alla Gori, società a maggioranza pubblica ma con un partecipazione privata (Acea) che opera nell'area vesuviana e sarnese.

Il presidente della giunta regionale Stefano Caldoro l'ha già dichiarato per iscritto: «La Gori è l'unica azienda ad avere una concessione da parte di un Ato (ambito territoriale)». Sì, perché anche la giunta di Luigi de Magistris che ha trasformato l'ex Arin in azienda speciale non ha mai provveduto alla "messa in sicurezza": cioè alla stipula di un contratto con l'Ato di riferimento che per legge detiene la risorsa idrica.

E proprio quando l'Ato Napoli - Volturno ha consultato la Regione per sapere cosa ne pensasse di Abc è arrivata la doccia fredda. L'azienda del Comune - scrive il presidente Ugo Mattei - «è compatta nel ritenere arbitraria e inaccettabile la posizione della Regione, alla luce dell'assoluta carenza motivazionale».

Di fatto in consiglio regionale giace una legge regionale di riordino dell'acqua in Campania che divide il territorio in tre aree, rispetto alle 4 attuali: sono già stati presentati 150 emendamenti da parte di Pd e Forza Campania. Il pericolo - spiegano i movimenti che hanno promosso il referendum - è che «accorpando più comuni si favorisca il coordinamento da parte dei privati che su una scala più grande hanno più forza degli enti pubblici».

Per Maurizio Montalto, presidente dell'Istituto italiano per gli studi di politiche ambientali «l'orientamento della giunta regionale disattende l'esito referendario. L'obiettivo è affidare tutto alla Gori. Il sindaco di Napoli dovrebbe suggellare un nuovo patto con i cittadini per salvaguardare l'acqua che è sotto attacco delle lobby».

E intanto dei 76 comuni dell'Ato vesuviana-sarnese ce n'è uno che non ha mai consegnato le chiavi della sua acqua alla Gori. È Roccapiemonte che difesa dall'avvocato Montalto si è rivolta al tribunale civile perché ritiene scaduto a dicembre 2010 1'affidamento alla Gori. Il motivo?

La Gori non ha dato seguito a quanto imposto da una legge del 2009. Doveva vendere attraverso gara pubblica il 40 per cento delle sue quote: ne ha ceduto il 37,05 per cento e con trattativa privata. Se fossero accolte le ragioni del comune salernitano, la Gori rischierebbe di perdere la gestione di tutti i municipi.

vesuviosegreto@gmail.com

 

 

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