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TRUMP SI E’ “INGOLFATO”! “DEVE RITIRARE LE TRUPPE”, LA CAMERA BOCCIA LA GUERRA IN IRAN, MENTRE IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO DICE DI ESSERE PRONTO AD INCONTRARE PERSINO MOJTABA KHAMENEI SE FIRMERÀ L’ACCORDO, RISPETTANDO L’IMPEGNO PRESO DA TEHERAN A NON CERCARE DI OTTENERE UN’ARMA NUCLEARE. SECONDO “THE DONALD” L’INTESA POTREBBE ESSERE FIRMATA GIÀ “NEL FINE SETTIMANA”, MA NON ESCLUDE CHE IL BLOCCO NAVALE DI HORMUZ POSSA DURARE FINO ALLA FESTA DEL LABOR DAY, CIOÈ SETTEMBRE – LA REPUBBLICA ISLAMICA LO SMENTISCE (“DIALOGO INTERROTTO”) - NEL FRATTEMPO AMERICANI E IRANIANI CONTINUANO A SPARARSI - IL SEGNALE POLITICO DI INSODDISFAZIONE NEI CONFRONTI DI TRUMP ARRIVA DAL CONGRESSO (ANCHE 4 REPUBBLICANI HANNO VOTATO CONTRO IL PRESIDENTE): “PER PROSEGUIRE LE OSTILITÀ SERVE UN VOTO”. MA AL TYCOON RESTA IL DIRITTO DI VETO...
Paolo Mastrolilli per repubblica.it - Estratti
La Camera boccia la guerra di Trump in Iran, mentre lui dice di essere pronto ad incontrare persino Mojtaba Khamenei se firmerà l’accordo, rispettando l’impegno preso dall’Iran a non cercare di ottenere un’arma nucleare.
TRUMP MOJTABA KHAMENEI USA IRAN
Il presidente dice anche che l’intesa potrebbe essere firmata già «nel fine settimana», ma allo stesso tempo non esclude che il blocco navale dello Stretto di Hormuz possa durare fino alla festa del Labor Day, cioè settembre. Ormai decifrare il tycoon sulla guerra in Iran sta diventando impossibile, non tanto per la tattica negoziale dell’imprevedibilità, quanto perché forse neanche lui ha le idee chiare su dove stia andando, se un giorno dice che l’intesa è dietro l’angolo equello dopo l’allontana.
DONALD TRUMP - GUERRA ALL'IRAN
Questa incertezza o mancanza di obiettivi chiari ha convinto ieri la Camera dei deputati ad approvare una risoluzione per i poteri di guerra con il voto di quattro repubblicani oltre a tutti i democratici, che obbliga il presidente a chiedere al Congresso l’autorizzazione a proseguire il conflitto. In alternativa lo deve fermare. Questa misura ora va al Senato, e anche se sarà approvata non legherà le mani al capo della Casa Bianca.
Ma è un chiaro segnale politico di insoddisfazione del Congresso verso il presidente. Nel frattempo americani e iraniani continuano a spararsi, come è accaduto ieri col bombardamento sull’aeroporto di Kuwait City, rendendo sempre più fragile il cessate il fuoco. Al punto che negli ambienti dell’intelligence occidentale non manca chi inizia a temere «un conflitto prolungato sul modello dell’Ucraina», che quindipotrebbe durare ancora a lungo. A meno che la preoccupazione di perdere le elezioni midterm di novembre non spinga Trump a cercare davvero una via d’uscita definitiva.
DONALD TRUMP - GUERRA ALL'IRAN
Parlando con il podcast del New York Post, oltre a cercare di riparare il rapporto col premier Netanyahu dopo la telefonata infuocata di lunedì, Trump ha ribadito che Teheran si è impegnata a non sviluppare l’arma atomica, ossia il risultato che sommato alla riapertura dello Stretto di Hormuz gli consentirebbe di dichiarare vittoria e chiudere l’intervento militare.
Circostanza smentita dai pasdaran: «Il dialogo è interrotto». Il problema inoltre, come fanno notare i suoi critici, è che l’Iran ha preso questo impegno decine di volte senza mai rispettarlo. Era scritto nell’accordo Jcpoa firmato da Obama, e se il suo successore lo ha strappato perché non lo riteneva credibile, non si capisce perché dovrebbe fidarsi ora.
DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH
Però il presidente ha bisogno di calmare i mercati e far scendere il prezzo della benzina prima delle elezioni midterm, quindi a intervalli regolari deve alternare le minacce militari con l’ottimismo diplomatico: «Tutti dicevano che il petrolio sarebbe salito a 300 o 400 dollari al barile, mentre è a 98. Non un grande prezzo da pagare, se lo confronti con la possibilità che loro ottengano un’arma nucleare».
Al punto di non escludere neppure l’incontro con Khamenei, o quanto ne è rimasto dopo i bombardamenti che lo hanno mutilato: «Mi piacerebbe vederlo. Mi piace incontrare tutti. Probabilmente ci troveremo, ad un certo punto, in base a come andranno le cose». Lui dice di non avere fretta, incluso il blocco navale che potrebbe durare fino a settembre: «Non lo so. Penso possa arrivare vicino al Labor Day, ma credo sia improbabile. Tutto si risolverà velocemente». Un’intera estate con i prezzi della benzina e l’inflazione in aumento non sarebbero l’ideale per Trump, che arriverebbe alle midterm con la guerra in corso.
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