DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI -…
“DIBBA” È PRONTO A TORNARE. E AFFOSSARE IL CENTROSINISTRA – ALESSANDRO DI BATTISTA STA PENSANDO DAVVERO DI CORRERE ALLE POLITICHE DEL 2027 CON IL SUO MOVIMENTO, “SCHIERARSI”, CHE SECONDO I SONDAGGI VALE UN 3,5% - IL SONDAGGIO SUI FLUSSI: IL 34,3% DEI CONSENSI DI DI BATTISTA ARRIVEREBBE DAL M5S, IL 9 DAL PD. MA UN 8% ABBONDANTE DA FRATELLI D’ITALIA (SAREBBE UN RITORNO A CASA: IL PADRE, VITTORIO, ERA UN MILITANTE DEL MSI) - IL “CHE GUEVARA DI ROMA NORD”, PRO-PAL E FILO-RUSSO, È SPECULARE A VANNACCI: IN POLITICA ESTERA HA LE STESSE POSIZIONI DELL’EX GENERALE, E COSTRINGEREBBE IL M5S A SCHIACCIARSI ANCORA DI PIÙ SULLA PROPAGANDA PUTINIANA. MANDANDO DEFINITIVAMENTE A PUTTANE IL CAMPO LARGO, ORMAI TRASFORMATO IN “CAMPO LAVROV”
LA CANDIDATURA DI DI BATTISTA TOGLIE VOTI A DESTRA E SINISTRA
Estratto dell’articolo di Chiara Sgreccia per “Domani”
Alessandro Di Battista barman 21
Alessandro Di Battista, l’ex deputato del M5s conosciuto per il suo attivismo anticasta, si presenterà alle prossime elezioni? Sebbene la sua decisione non sarà nota prima della fine dell’estate, gli schieramenti politici, soprattutto il campo largo, iniziano a prepararsi all’idea.
[...] Sono anche i cittadini a rivelarsi interessati alla sua candidatura. A dimostrarlo, il sondaggio che Izi ha realizzato per Domani, secondo cui il 34,1 per cento degli intervistati, più di uno su tre, è a conoscenza dell’intenzione dell’ex M5s di presentare una propria lista alle elezioni del 2027, con il possibile appoggio di Beppe Grillo e in eventuale collaborazione con Virginia Raggi, una probabile interlocutrice di Di Battista per storia e linea politica comune.
A portare l’ipotesi della candidatura sul piano della realtà sarebbe stata una domanda del giornalista Andrea Scanzi a cui Di Battista ha risposto: «Non cambierei la mia vita attuale con quella che facevo in Parlamento, ma provo un senso di responsabilità verso i tanti che non vanno più a votare e verso i 4mila iscritti a Schierarsi (la sua associazione, ndr). E poi non credo nel bipolarismo: un progetto di rottura potrebbe migliorare sia l’opposizione che la maggioranza».
Secondo i retroscena, Di Battista starebbe preparando il terreno, ma non sarebbe ancora convinto di poter presentare delle liste competitive alle elezioni.
GIUSEPPE CONTE NICOLA FRATOIANNI ANGELO BONELLI ELLY SCHLEIN
[...] Eppure emerge dal sondaggio Izi sul potenziale elettorato di una «lista Di Battista» che il 3,5 per cento degli intervistati lo voterebbe. La percentuale è più bassa di quanto varrebbe Roberto Vannacci alle prossime elezioni: il 7,6 per cento per Youtrend. Ma rappresenta comunque una quota importante di voti in un’elezione che si deciderà sui piccoli scarti.
Dall’analisi Izi si capisce anche a chi l’eventuale candidatura leverebbe consenso. Il 34,3 per cento di chi voterebbe la lista Di Battista, se l’ex M5s decidesse di non presentarsi, starebbe con il Movimento.
ALESSANDRO DI BATTISTA IN RUSSIA
Seguono, invece, gli indecisi: il 17,6 per cento. E poi quelli che voterebbero Pd: 9 per cento. Una percentuale abbastanza ampia di voti arriverebbe anche da chi altrimenti non si recherebbe alle urne: l’8,9 per cento. Ma dall’analisi emerge anche un altro dato: l’8,1 per cento di chi voterebbe l’ex deputato M5s, se non ci fosse, supporterebbe Fratelli d’Italia, il 5,2 la Lega, il 4,1 Futuro nazionale.
Quindi, l’1,2 per cento degli elettori, che voterebbe la lista Di Battista, se non si candidasse sosterrebbe il M5s, puntualizza l’analisi Izi. L’1 per cento sarebbe indeciso o si asterrebbe. Lo 0,6 per cento starebbe con il centrodestra, lo 0,5 per cento con il centrosinistra, lo 0,1 per cento con Futuro nazionale e sempre lo 0,1 per cento al centro. A dimostrazione che l’arrivo di Di Battista, come scritto da Domani, sarebbe sicuramente un guaio per la sinistra. Ma forse anche per la destra.
alessandro di battista con mohammad hannoun
UCRAINA, LEADER, DI BATTISTA: TEST A SETTEMBRE PER PD E M5S
Estratto dell’articolo di Emilia Patta per “il Sole 24 Ore”
Leader e programma, questi sconosciuti. Se Sparta piange (ossia il centrodestra con le recenti tensioni), di certo Atene non ride. Nel centrosinistra o campo largo o campo progressista che dir si voglia, infatti, è tutto rimandato a settembre: dalla materia principe, la questione della premiership, fino alla materia governativa per eccellenza, la politica estera con le note e irrisolte divisioni sulla questione Ucraina e sugli investimenti per la difesa.
[...] Come risolvere la questione? Tutto rimandato a settembre, quando il M5s finirà il suo percorso d’ascolto Nova 2026 [...]. Rimandata a settembre anche la questione della premiership: a volere le primarie di coalizione è a questo punto soprattutto Conte, mentre tra i dem prevale la cautela [...].
Quanto al perimetro dell’alleanza, con la questione della presenza di Italia Viva di Matteo Renzi data per scontata da Schlein e fin qui non sdoganata da Conte, occorre tenere presente un’altra variabile.
Se davvero l’ex big del M5s delle origini Alessandro Di Battista dovesse scendere in campo con una sua lista, le posizioni pentastellate sono destinate a irrigidirsi su tutti i temi sensibili per l’elettorato storico: dall’Ucraina al no al riarmo - punto centrale della narrazione di Di Battista, da sempre su posizioni schiettamente filo russe - fino all’esasperazione della propaganda contro Renzi e anche contro il “banchiere” Mario Draghi, con cui invece Schlein ha costruito negli ultimi mesi una consuetudine di incontri e telefonate. Insomma, Di Battista avrebbe lo stesso effetto radicalizzazione che sta già avendo Vannacci per il centrodestra. Rendendo ancora più complicata l’alleanza tra M5s e Pd.
ALESSANDRO DI BATTISTA CON FRANCESCA ALBANESE
Nell’associazione “Schierarsi” creata da Di Battista, che lasciò il movimento per protesta contro la partecipazione al governo Draghi voluta allora soprattutto dal fondatore Beppe Grillo, ci sono già volti noti come l’ex ministra Barbara Lezzi e l’ex capogruppo stellato Alessio Villarosa. E l’intenzione sembra essere quella di sciogliere la riserva dopo l’estate.
[...] una lista Di Battista, anche senza l’importante coperta del fondatore, è stimata dal sondaggista Antonio Noto su Libero tra il 3 e il 5 per cento. Una stima ritenuta verosimile anche da Lorenzo Pregliasco di YouTrend («a sinistra non c’è lo spazio anti-sistema che c’è a destra per Vannacci») e dal sondaggista Renato Mannheimer. Il quale, a differenza di Noto che prevede un 70% dei voti di questa nuova lista drenato ai partiti del campo largo, avverte che «il M5s si è ormai “contizzato” e gli elettori sono diventati tra i più fedeli del panorama politico italiano».
Per Mannheimer, insomma, una lista Di Battista pescherebbe soprattutto nel vasto mare di chi negli ultimi anni si è rifugiato nell’astensione. Nel dubbio, però, Conte già presidia i territori contro le armi e contro Renzi e Draghi. Rendendo più complicato il percorso del campo largo.
SCHLEIN CONTE
raggi di battista
CONTESTAZIONE A ALESSANDRO DI BATTISTA E ANGELO DORSI AL CONVEGNO RUSSOFILIA RUSSOFOBIA VERITA ALL'UNIVERSITA DI NAPOLI
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