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FRATELLI D’ITALIA, UN PARTITO PIENO DI LIVORE - LE DIMISSIONI DI DANIELA SANTANCHÉ LE HA PRETESE IL SOTTOSEGRETARIO DELMASTRO: E’ STATA LA CONDIZIONE CHE HA IMPOSTO PER FARE IL PASSO INDIETRO – LA “PITONESSA” S’E’ INFURIATA QUANDO LO HA SCOPERTO, DEFINENDO “INDECENTE” ANCHE IL SEMPLICE PARALLELO TRA LE DUE VICENDE: “LE INCHIESTE CHE MI RIGUARDANO SONO TUTTE PRECEDENTI ALLA MIA ATTIVITÀ DI GOVERNO. UNA COSA ASSOLUTAMENTE DIVERSA DA QUELLA DI DELMASTRO, CHE IN PRIMO GRADO È STATO CONDANNATO PROPRIO PER FATTI CONNESSI ALLA SUA ATTIVITÀ MENTRE ERA AL GOVERNO” - DALLE PARTI DI DELMASTRO, L’OBIEZIONE È STATA SIMMETRICA: “LUI NON È MAI STATO ACCUSATO DI REATI AI DANNI DELLO STATO O COMUNQUE DELLA COLLETTIVITÀ…”

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Estratto dell’articolo di Marco Cremonesi, Paola Di Caro per il “Corriere della Sera”

 

daniela santanche giorgia meloni

Le dimissioni di Daniela Santanchè arrivano 22 ore dopo la richiesta della premier Meloni. Nessuno, in realtà, aveva capito fino in fondo perché mai la presidente del Consiglio avesse espresso il suo «auspicio» martedì sera alla ministra del Turismo. Il fatto è che si trattava di una precisa richiesta — una condizione quasi — posta dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, che sempre martedì aveva rassegnato le proprie dimissioni.

delmastro meloni

 

«Danielina» era andata su tutte le furie. Con Ignazio La Russa, il presidente del Senato e antico amico che le prospettava la situazione, lei aveva definito «indecente» anche il semplice parallelo tra le due vicende. «Le inchieste che mi riguardano — ha sbottato — sono tutte precedenti alla mia attività di governo.

 

Una cosa assolutamente diversa da quella di Delmastro, che in primo grado è stato condannato proprio per fatti connessi alla sua attività mentre era al governo». Dalle parti di Delmastro, l’obiezione è simmetrica: «Lui non è mai stato accusato di reati ai danni dello Stato o comunque della collettività». Resta il fatto che la vicenda mette in luce le divisioni all’interno di Fratelli d’Italia che di solito restano in ombra.

 

Nemmeno i tanti decenni di trattativa politica, e di amicizia con «Danielina», forse, avevano preparato Ignazio La Russa al confronto su queste dimissioni. Per giunta, per Santanchè l’essere messa in un giro di dimissioni all’indomani della vittoria dei No al referendum è uno sgarbo assoluto. Lei aveva fatto campagna elettorale nella sua Cuneo: «E a Cuneo i Sì hanno vinto senza problemi».

 

daniela santanche giorgia meloni

[…] Daniela Santanchè all’inizio non vuole sentire ragioni. […] nel pomeriggio viene calendarizzata la mozione di sfiducia nei suoi confronti delle opposizioni: senza dimissioni, la discussione sarebbe iniziata lunedì prossimo. «Daniela, non ti puoi impuntare, non puoi resistere a una cosa del genere». La Russa insiste, prova a metterle di fronte la questione in tutte le sue implicazioni. Ma lei resta nettissima: «Non è giusto, così si dà ragione a tutti quelli che mi hanno attaccato. Ma il punto è che io sono innocente e lo dimostrerò».

 

Per la ministra si apre ora una corsa contro il tempo opposta a quella fin qui giocata. Le sue possibilità di ricandidatura l’anno prossimo dipendono evidentemente dall’assoluzione. Alla fine, Ignazio La Russa trova la chiave: «Distingui nel tuo comunicato di dimissioni la tua vicenda da quella degli altri». E così concordano insieme la nota, che viene poi inviata a Palazzo Chigi per ricevere il placet di Giorgia Meloni. […].

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