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MAGGIORANZA ALLO SBANDO/1 - LA LEGA SULLE BARRICATE CONTRO LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE – DAVANTI ALL’ACCELERAZIONE VOLUTA DA FRATELLI D’ITALIA, I FEDELISSIMI DI SALVINI INIZIANO A CRITICARE LA SCOMPARSA DEI COLLEGI UNINOMINALI DAL NUOVO MECCANISMO DI VOTO E L’INSISTENZA NEL COINVOLGERE LE OPPOSIZIONI NELLA DISCUSSIONE SULLA LEGGE” - NELLA LEGA C’È CHI LO DICE DIRITTO E SENZA SFUMATURE: “CHE IMPORTA LA COALIZIONE? CONTA QUANTO PRENDIAMO NOI”
M. CRE. per il "Corriere della Sera" - Estratti
(...) I leghisti, come qualche volta accade, hanno ricevuto tassativo ordine di scuderia: «Non si parla delle legge elettorale». Però, con garanzia di anonimato, il sentiment emerge.
MATTEO SALVINI SI ESERCITA NEL MASSAGGIO CARDIACO - 1
Mercoledì scorso, l’irritazione aveva percorso il partito. Il presidente della commissione Affari costituzionali , Nazario Pagano (FdI) aveva fissato per il 31 marzo l’inizio della discussione sulla nuova legge: «Manco ventiquattr’ore dopo la chiusura delle urne».
In realtà, un’osservazione ingiusta: il centrodestra da settimane aveva deciso di premere sull’acceleratore: proprio per non essere accusati di farlo a urne ancora calde.
Fatto sta che ancora le discussione sarà lunga, al momento si è parlato solo dei possibili relatori, che dovrebbero essere uno per ogni gruppo di maggioranza.
Quel che la Lega non apprezza nell’ipotesi di legge è la scomparsa dei collegi uninominali. Perché il collegio «crea una compensazione con il partito più forte». E perché nel 2022 il sistema aveva portato a una certa sovrarappresentazione del partito. Altro aspetto che la Lega ha trovato irritante è l’insistenza di Francesco Paolo Sisto (Forza Italia), il viceministro alla Giustizia, sul coinvolgimento delle opposizioni nella discussione sulla legge. Ci sono delle ragioni, certo.
Matteo Salvini cerca di capire cosa c'e' scritto nella scheda elettorale - referendum giustizia
Dopo il No al referendum sulla Giustizia, riflette un deputato, «la vittoria del centrodestra è un pochino meno scontata e rende più rischioso il principio « the winner takes it all , il vincitore prende tutto».
Certo, nella Lega c’è chi lo dice diritto e senza sfumature: «Che importa la coalizione?
Conta quanto prendiamo noi». Ma nel partito c’è anche chi ricorda che «su questo impianto c’è già un accordo di maggioranza». Prevede che la funzione compensativa dei collegi uninominali sia svolta dalla lista unica di coalizione: «A di là dell’accordo, bisognerà che sia chiarissimo quanto il listone di centrodestra rappresenterà i diversi partiti».
salvini e siparietto con una cittadina al seggio
matteo salvini vota per il referendum sulla giustizia
MATTEO SALVINI A BUDAPEST
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