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DONALD FA I DISPETTI DIPLOMATICI - TRUMP SI VENDICA CON BRASILE E FRANCIA CON RITORSIONI SULLE LORO AMBASCIATE A WASHINGTON - GLI STATI UNITI HANNO REVOCATO IL VISTO A MARIA LUIZA RIBEIRO VIOTTI, LA DIPLOMATICA DEL PAESE SUDAMERICANO. UNA RAPPRESAGLIA DOPO L’INGRESSO NEGATO A DUE INVIATI STATUNITENSI IN BRASILE PER VOLONTA’ DI LULA - IL TYCOON VUOLE BLOCCARE LA NOMINA DEL NUOVO AMBASCIATORE DI PARIGI, AURÉLIEN LECHEVALLIER. LA FRANCIA AVEVA CRITICATO GLI STATI UNITI PER IL VOTO STATUNITENSE ALL’ONU CONTRO IL RINNOVO DEL MANDATO ALL’AUSTRIACO VOLKER TURK, ALTO COMMISSARIO AI DIRITTI UMANI...

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Estratto dall’articolo di Alessandra Coppola per il “Corriere della Sera” 

 

Donald Trump

La diplomazia dei dispetti. A subirla sono due ambasciatori, brasiliana e francese, che avrebbero sede a Washington, se non fossero sorti problemi.  Alla prima, Maria Luiza Ribeiro Viotti, è stato revocato il visto: non è un’espulsione ma è comunque un forte gesto di inimicizia. «Irresponsabile — ha reagito il presidente Lula — dopo 203 anni di relazioni».

 

A maggior ragione perché si tratta di una chiara rappresaglia: la risposta del dipartimento di Stato al governo di Brasilia, che a sua volta ha negato l’ingresso a due inviati Usa in vista delle elezioni di ottobre, e — più importante — tarda ad approvare il nuovo rappresentante diplomatico indicato da Trump. 

 

Maria Luiza Ribeiro Viotti 2

È questo soprattutto il nodo delle scortesie incrociate: il presidente americano aveva nominato a giugno come ambasciatore il repubblicano Daniel Perez, deputato della Florida, molto vicino al segretario di Stato Marco Rubio. Scelta sgradita, ma soprattutto, dicono da Brasilia, sbagliata nella procedura: Trump aveva annunciato l’incarico prima di ottenere l’approvazione del Paese ospitante. Un passaggio riconosciuto dalle regole internazionali come «agrément». «Non è giusto — ancora il leader brasiliano — vogliamo essere trattati con rispetto». 

 

È chiaro che dietro al nervosismo sudamericano ci sia anche l’appuntamento elettorale: il progressista Luiz Inácio Lula da Silva corre per un quarto mandato, sfidato da Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente della destra reazionaria Jair, agli arresti domiciliari dopo il tentato golpe del 2023. [...]

 

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Diverse motivazioni, ma simili scaramucce sul fronte francese. Da notizie ottenute dalla Reuters e confermate ieri da Le Figaro l’amministrazione Trump minaccia di bloccare la nomina del nuovo ambasciatore da Parigi, Aurélien Lechevallier (attuale capo di gabinetto del ministro degli Esteri Barrot), che dovrebbe entrare in funzione a settembre.

 

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Finora mai era stato negato un «agrément» tra i due Paesi, dunque è un deciso peggioramento nelle relazioni bilaterali. E non è necessario fare supposizioni perché la spiegazione è chiara: «Gli Stati Uniti sono molto delusi per la retorica irresponsabile e irrispettosa dei francesi — ha spiegato una fonte diplomatica americana al Figaro —. Rispondiamo ai loro commenti in maniera adeguata». 

 

Il riferimento è a un post su X della missione permanente di Parigi all’Onu, che esprimeva riprovazione per il voto Usa contro il rinnovo del mandato all’austriaco Volker Turk, alto commissario ai diritti umani (in molte occasioni critico con l’amministrazione Trump, anche su questioni interne come la detenzione dei migranti irregolari). [...]

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