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DOPO I TEDESCHI, L’ONDA NERA SI ABBATTE SUI FRANCESI? – L’EXPLOIT DELL’AFD IN GERMANIA FA TREMARE I TRANSALPINI, CHE TEMONO UN “CONTAGIO” CHE POTREBBE INFLUIRE SULLE PRESIDENZIALI DEL 2027 - IL “FRONTE REPUBBLICANO” CONTRO L’ESTREMA DESTRA APPARE PIÙ FRAGILE CHE MAI E MARINE LE PEN GUIDA I SONDAGGI AL PRIMO TURNO CON IL 34-36% - I PARTITI TRADIZIONALI SONO IN CRISI, LA GENTE È INCAZZATA PER L’IMMIGRAZIONE FUORI CONTROLLO, LE DIFFICOLTÀ ECONOMICHE E PROBLEMI DI SICUREZZA: TERRENO FERTILE PER I MAL-DESTRI CHE SOGNANO DI SALIRE AL POTERE – MA LA VITTORIA DI LE PEN NON È COSÌ SCONTATA: IL SUO “RASSEMBLEMENT NATIONAL” PAGA ANCORA I VECCHI RAPPORTI CON MOSCA E...

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Estratto dell’articolo di Francesca Paci per “La Stampa”

afd vince le elezioni in Sassonia Anhalt

 

Lunedì, a poche ore dall'exploit elettorale di Alternative für Deutschland, la pagina Facebook del popolare blog degli insegnanti francesi, "RIP-édu", sottoponeva i suoi oltre centomila iscritti all'interrogazione più dura: «Nell'ipotesi di un governo di estrema destra, restereste al vostro posto per combatterne le idee o vi dimettereste?».

 

Il rovello della scuola della Quinta Repubblica, declassata dall'ultimo rapporto Ocse, rivela la confusione di un Paese riluttante ad archiviare la grandeur perduta del passato ma costretto a prendere coscienza di come le certezze naufraghino e le presidenziali 2027 possano portare all'Eliseo addirittura Marine Le Pen.

 

Marine Le Pen 32

A maggio la Francia voterà per il successore di Emmanuel Macron. […] Da un lato ci sono un centro lacerato dalla competizione interna (Gabriel Attal contro Edouard Philippe) e una sinistra su cui il tribuno de La France Insoumise, l'estremista Jean-Luc Mélenchon, ha lanciato l'opa proiettandosi al ballottaggio.

 

Dall'altro c'è la patronne del Rassemblement National (RN) che, dopo oltre dieci anni a dediabolizzare un partito associato al razzismo e all'antisemitismo del padre Jean-Marie, guida oggi i sondaggi sul primo turno (34-36%) e sogna di espugnare quel secondo dov'è stata sconfitta due volte dal candidato di En Marche!.

 

In mezzo c'è un Paese deluso dalla politica tradizionale e in affanno, con 3 miliardi e mezzo di debito, un deficit oltre il 5% del pil e una spesa pubblica da tagliare radicalmente per rispettare i parametri di Bruxelles.

 

Reggerà il barrage républicain, la diga con cui i francesi scioccati dal ballottaggio del 2002 tra Jacques Chirac e Jean-Marie Le Pen hanno sempre escluso l'estrema destra, oppure, dopo il Brandmauer in Sassonia-Anhalt, anche l'ultima trincea della democrazia francese cederà all'onda bruna che minaccia di travolgere le urne europee?

 

«L'idea che la maggioranza finirà per bloccare il RN appartiene più al pensiero magico che alla realtà, in otto mesi la percezione dei candidati può mutare ma oggi, pur rifiutata da molti, Le Pen suscita meno ostilità dei suoi avversari, Philippe, Attal, il socialdemocratico Glucksmann, Mélenchon» scrive su "The Conversation" l'analista Jean-Yves Dormagen. In pratica, seppure un elettore su due dichiari che non la voterà le stime sono ancora peggiori per i suoi rivali.

 

adolf hitler e la vittoria di afd in sassonia anhalt – vignetta di vukic

[…] «Fermare il fascismo è ancora possibile, bisogna rendere ai giovani quella prospettiva di futuro un tempo fornita dai partiti per evitare che votino un Ubu Roi come Trump» dice a La Stampa lo scrittore Marek Halter, scampato al ghetto di Varsavia e da sempre promotore del dialogo tra quelle minoranze che «oggi come ieri sono il capro espiatorio, ebrei, musulmani, migranti».

 

Le sfide per l'Hexagone sono le stesse della Germania e del resto d'Europa, la transizione energetica e il potere d'acquisto, l'indipendenza tecnologica da Cina e Stati Uniti, la difesa della pax europea ora che l'America non c'è più: eppure, qui come altrove, lo spettro è lo straniero, la paura della "sostituzione etnica", specie da parte di quell'islam che corrisponde alla minaccia razziale nella retorica MAGA.

 

Marine Le Pen 2

«L'immigrazione è il core issue del programma di Le Pen perché, a differenza dell'economia, non teme contraddittori, laddove la sinistra continua con superiorità morale a ripetere il mantra dell'accoglienza ignorando un mercato del lavoro che si restringe per i francesi e non riesce a integrare gli altri» ci spiega lo studioso Jean-Yves Camus.

 

Pur non superando il 20% nelle grandi città, il RN convince un under 24 su cinque e, che traini o meno l'affluenza dei giovani come in Germania, beneficia di una narrazione volta a normalizzarne le ombre reazionarie, grazie anche ai media e alle case editrici del miliardario ultracattolico Vincent Bolloré.

 

«La destra è convinta che per arrivare al potere debba allearsi con la Le Pen e Bolloré lavora da anni per ripetere con RN ciò che mezzo secolo fa fece a sinistra il socialista Francois Mitterrand includendo il partito comunista, Bolloré lavora anche sull'inazione della sinistra che si è fatta intrappolare nella gabbia woke» racconta l'editore sessantenne Paul che ha visto titoli di estrema destra moltiplicarsi e vendere patecchio, «le elezioni si vincono con l'egemonia culturale».

SOSTENITORE DI AFD

 

Il successo di Marine Le Pen è credibile, ma non è scontata: il RN non ha sfondato alle ultime amministrative mancando le città, il legame passato con la Russia di Putin pesa, la proclamata normalizzazione si scontra con le uscite xenofobe di alcuni membri sia pur poi espulsi e l'economia divide, con la presidente che al pari di Mélenchon promette a un popolo sempre più vecchio la pensione a 60 massimo 62 anni e il delfino Jordan Bardella paladino del libero mercato. […]

SASSONIA MANIFESTAZIONE CONTRO AFDil consenso elettorale di afd in germaniaMarine Le Pen 31

Marine Le PenMarine Le Pen 3Alice weidel Ulrich Siegmund - afd alice weidel Ulrich Siegmund e Tino Chrupalla