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AUMENTIAMO LE SPESE PER LA NATO...MA CHI PAGA? - DOPO L'ANNUNCIO DEI DAZI, TRUMP MANDA IL SEGRETARIO DI STATO RUBIO A FARE L'ESATTORE ALLA RIUNIONE DEI MINISTRI DEGLI ESTERI DEI PAESI MEMBRI DELL'ALLEANZA ATLANTICA: GLI STATI UNITI CHIEDONO AI PAESI NATO DI AUMENTARE LA PESA PER LA DIFESA AL 5% - LA FRANCIA SPERNACCHIA: "L’UNITÀ DELL'ALLEANZA È MESSA ALLA PROVA DALLE DECISIONI DELLA CASA BIANCA" - PERFINO TAJANI REAGISCE: "SE GLI USA CHIEDONO DI RAGGIUNGERE IL 5% E PONGONO I DAZI, È UN PO’ DIFFICILE FARE ENTRAMBE LE COSE"
Estratto dell'articolo di Gianluca Di Feo per "La Repubblica"
“Voglio andarmene da qui con l’impegno di ogni membro della Nato a raggiungere il livello di spesa per la difesa pari al 5 per cento del Pil”. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha scelto il giorno sbagliato per cercare di rassicurare gli alleati.
La trasferta a Bruxelles per partecipare alla sua prima riunione dei ministri degli esteri atlantici è iniziata poche ore dopo l’annuncio dei dazi, che hanno ulteriormente inasprito i rapporti con il resto della coalizione.
La questione è stata sollevata subito dai canadesi; il francese Jean-Noël Barrot ha dichiarato che l’unità della Nato «è messa alla prova dalle decisioni della Casa Bianca» e Antonio Tajani ha ricordato che l’articolo 2 del Trattato riguarda proprio la sicurezza economica: «Non prevede certamente la guerra commerciale, dobbiamo evitarla». Il testo è chiaro, in netto contrasto con la linea della Casa Bianca:
DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - MARCO RUBIO
“I membri si sforzeranno di eliminare ogni contrasto nelle loro politiche economiche internazionali e incoraggeranno la cooperazione economica tra ciascuna di loro o tra tutte”. «L’Italia è pronta ad arrivare al 2% – ha concluso Tajani – ma se si chiede di raggiungere il 5% e contemporaneamente si pongono i dazi, è un po’ difficile fare entrambe le cose». L’obiettivo preteso dagli Usa per il nostro Paese significa triplicare il budget per le forze armate.
Il segretario generale, l’olandese Mark Rutte, ha cercato di fare da paciere e allontanare il problema: «La Nato non è un forum economico, la nostra attenzione è concentrata sulla difesa dalla Russia e da altre sfide in altri teatri». Ma Rubio invece ha subito posto l’accento sulla partita dei finanziamenti, senza accettare confronti [...]
Il segretario di Stato ha ribadito in tutti i modi che gli Stati Uniti non abbandoneranno l’Alleanza, ma anche in questo ha posto l’accento sulla necessità di un maggiore contributo: «Vedo dell’isteria in giro per il mondo: gli Usa sono attivi nella Nato come non mai. Trump non è contro la Nato, è contro un’alleanza che non ha le capacità di mantenere gli obblighi che il Trattato impone a ciascun membro».
Pure l’incontro tra Rubio e il danese Lars Lokke Rasmussen non è stato sereno. Secondo i media di Copenhagen, Rasmussen ha sottolineato che le «continue dichiarazioni del presidente americano riguardo all’ambizione di acquisire la Groenlandia non sono in alcun modo sostenibili.
VERTICE NATO - MARK RUTTE MARCO RUBIO E ANTONIO TAJANI
La situazione ha raggiunto un punto tale da non essere più in linea con il diritto internazionale e da mettere in discussione la nostra sovranità ». Rubio dal canto suo ha replicato che gli Usa «rispettano il diritto all’auto-determinazione della Groenlandia». [...]
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