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CHI DOPO STEFANO BOERI ALLA TRIENNALE DI MILANO? PER LA PRESIDENZA IL MINISTRO GIULI PROPONE ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FONDATRICE DEL TEATRO FRANCO PARENTI, IL CUI NOME ERA STATO FATTO DURANTE UNA CENA A CASA DI IGNAZIO LA RUSSA COME POSSIBILE VICESINDACA NEL CASO IL CANDIDATO DEL CENTRODESTRA FOSSE MAURIZIO LUPI - LE PERPLESSITA' DI SALA (CHE PREFERISCE UN PROFILO CON COMPETENZE SPECIFICHE NEL SETTORE) - IL 28 MARZO SI SCEGLIERÀ IL NUOVO PRESIDENTE: IL NOME È PROPOSTO DAL MINISTERO DELLA CULTURA MA IL COMUNE HA DIRITTO DI VETO E IN PASSATO SI È AVUTO UN BRACCIO DI FERRO ANCHE CON LA REGIONE. LA PISTA CHE PORTA ALL’ARCHITETTO CARLO RATTI…

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Maurizio Giannattasio per corriere.it - Estratti

 

 

alessandro giuli

Se c’è una regola non scritta nello Statuto della Triennale è la seguente: la nomina del nuovo presidente è di poco meno complicata dell’elezione del Capo dello Stato. Siamo alle battute finali. Il mandato di Stefano Boeri, presidente eletto e rieletto della Fondazione di viale Alemagna, sta per scadere.

 

Il 28 marzo passerà il testimone al successore. Naturale che siano partite le manovre. E ieri, i quattro soci della Triennale si sono incontrati in gran segreto in uno degli uffici ministeriali sparsi in città. C’erano la Regione, la Camera di Commercio, il sindaco Beppe Sala per Palazzo Marino e, soprattutto chi ha il compito di indicare il futuro presidente della Fondazione, ossia il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

 

ANDREE RUTH SHAMMAH

È toccato proprio al ministro scoprire le sue carte. Il nome che ha messo sul tavolo è quello di Andrée Ruth Shammah. Una proposta sostenuta con convinzione, racconta chi era presente all’incontro. Profilo di peso nella cultura milanese, fondatrice del Teatro Franco Parenti, relazioni solide. Per il ministero, una figura capace di dare impulso e visibilità alla Triennale.

 

Dal lato opposto del tavolo, il sindaco Sala che non avrebbe nascosto le sue perplessità. Nulla di personale nei confronti di Shammah, ma la convinzione che per un’istituzione così profondamente segnata nella propria identità — riconosciuta nel mondo come sede dell’architettura e del design e organizzatrice, ogni tre anni, dell’Esposizione Internazionale — sia necessario un profilo con competenze ed esperienza specifiche in quel settore.

 

ignazio la russa al forum del turismo foto lapresse

Qualcuno però fa notare anche un altro particolare e ricorda che il nome di Shammah era stato fatto durante una cena a casa del presidente del Senato, Ignazio La Russa come possibile vicesindaca nel caso il candidato del centrodestra fosse Maurizio Lupi. La stessa Shammah aveva respinto con ironia le avance: «It’s not my business. Ho sempre detto, vista la mia età, che se avessi voluto fare la politica l’avrei fatta. Non sono interessata neanche se me lo chiedesse il mio amato Matteo Renzi».

 

Al tavolo sono circolati anche altri nomi di papabili presidenti: a partire da quello dell’architetto Carlo Ratti, tra i massimi esperti mondiali del rapporto tra nuove tecnologie e pianificazione urbana, docente al Mit di Boston (...)

 

Andree Ruth Shammah

Il presidente viene scelto dal consiglio d’amministrazione su indicazione del ministro della Cultura, mentre il Comune, con il sindaco ha la facoltà di dare o meno il via libera, una sorta di potere di veto.

 

Che succede se si arriva un braccio di ferro? Qui lo Statuto non lo dice. La memoria corre ai precedenti. La nomina di Claudio De Albertis arrivò con un consiglio spaccato e con i rappresentanti del Comune che lasciarono la scheda bianca. Anche l’ascesa di Stefano Boeri fu accompagnata da un braccio di ferro con la Regione guidata da Roberto Maroni, risolto solo dopo un chiarimento diretto. Veti incrociati, trattative, pacificazioni successive. La governance della Triennale raramente è stata una formalità. Sarà così anche questa volta.

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stefano boeri beppe sala