giorgia meloni corte dei conti

LA RESA DEI CONTI – DOPO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM, I MAGISTRATI CONTABILI TORNANO ALL’ASSALTO DELLA RIFORMA, APPROVATA LO SCORSO DICEMBRE, CHE LIMTA I POTERI DELLA CORTE DEI CONTI: “CONTIENE DISPOSIZIONI DI DELEGA AL GOVERNO CHE MIRANO A INTRODURRE MISURE SIMILI A QUELLE NON APPROVATE DAL REFERENDUM COSTITUZIONALE” – LE TOGHE CHIEDONO IN PARTICOLARE DI RIVEDERE IL MECCANISMO DEL “SILENZIO-CONSENSO” SULLE PROCEDURE AVVIATE DALLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI: “METTE A RISCHIO LA TUTELA DEL BILANCIO DELLO STATO” 

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Estratto dell’articolo di Francesco Grignetti per “La Stampa”

 

giorgia meloni tommaso foti - foto lapresse

E ora, visto com'è andato il referendum sulla giustizia, ci sono altri magistrati che sperano di rovesciare il tavolo. L'associazione dei magistrati della Corte dei Conti terrà oggi una conferenza stampa per lanciare un appello al governo e alla maggioranza. Si fermino le macchine.

 

Si rinunci a quella riforma che porta il nome del ministro Tommaso Foti, FdI (nata quando Foti era capogruppo alla Camera) che cambierà la fisionomia della magistratura contabile, o quantomeno si correggano in corsa alcune decisioni. [...]

 

sergio mattarella inaugurazione anno giudiziario corte dei conti

Scrivono: «La recente legge di riforma della Corte dei Conti contiene disposizioni di delega al Governo che mirano a introdurre misure simili a quelle non approvate dal Referendum costituzionale».

 

[...]

 

Ora, però, siccome il popolo si è espresso e ha bocciato l'ispirazione che era dietro la separazione delle carriere per i magistrati ordinari, per analogia, i magistrati contabili vorrebbero riaprire la partita sulla riforma che li tocca da vicino.

 

Partendo dai contenuti più indigesti. Accennano perciò alle «possibili implicazioni della riforma, chiedendo una rimeditazione al Governo sul percorso di attuazione della delega, tema di rilevante interesse istituzionale».

 

GIORGIA MELONI - TI SORRIDONO I CONTI - MEME BY EMILIANO CARLI PER IL GIORNALONE - LA STAMPA

In cuor loro sperano che a palazzo Chigi abbiano colto il messaggio più profondo del referendum: gli italiani sono poco propensi a rivoluzionare le magistrature e quindi bene sarebbe non esercitare la delega, lasciando trascorrere i prossimi dodici mesi senza stravolgere la fisionomia della Corte dei Conti.

 

[...]

 

Il punto più controverso riguarda i pareri consultivi. Secondo la nuova legge, le pubbliche amministrazioni potranno rivolgersi alla Corte dei Conti per un parere sulle procedure da loro avviate. Se non arriverà una risposta entro un determinato lasso di tempo, brevissimo per le consuetudini italiane, si darà per automaticamente accettato. Una sorta di silenzio-assenso.

 

corte dei conti

In questo caso, un silenzio-consenso. Ne consegue però che la pubblica amministrazione in questione, incassato il silenzio-consenso, potrà procedere senza paura di dover rispondere di danni erariali. Sarà un formidabile "scudo erariale".

 

Ora, in un mondo ideale, questa riforma del governo Meloni potrebbe anche sembrare una giusta iniziativa. Lo Stato procede compatto nella direzione della leale collaborazione tra centro e periferia, tra controllori e controllati. Ma siccome il mondo reale è diverso, il timore alla Corte dei Conti è di essere sommersi dalle pratiche.

 

Arriveranno migliaia di richieste da tutte le parti e sarebbe impensabile il contrario, visto che c'è questa opportunità che esime gli amministratori da ogni rischio. L'effetto finale sarà che la Corte dei Conti, i cui numeri sono quelli risicati di sempre, rarissimamente riuscirà a rispettare i tempi delle risposte. Tutti incasseranno il via libera con il silenzio-consenso. E addio preoccupazioni. Ma anche addio controlli su come vengono spesi i soldi pubblici.

 

CHIAGNI E FOTI - MEME BY EMILIANO CARLI

«La riforma, così com'è stata pensata, mette a rischio la tutela del bilancio dello Stato», sosteneva l'associazione poco tempo fa. «Rischia di snaturare il ruolo costituzionale della magistratura contabile e di incidere negativamente sui compiti ad essa attribuiti». Dall'insieme delle novità emergeva «un quadro di complessiva deresponsabilizzazione di tutti coloro che sono chiamati a gestire le risorse pubbliche». [...]

CORTE DEI CONTI - GIUDICI CONTABILI