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ERDOGAN HA UN BEL BARATTO PER LA TESTA- PER AVERE I CACCIA F-35 AMERICANI, IL PRESIDENTE TURCO DEVE DISFARSI DEL SISTEMA MISSILISTICO S-400 COMPRATO DA PUTIN NEL 2016 - L’ACQUISTO DEI MEZZI DI DIFESA AREA DI MOSCA AVEVA PROVOCATO IL RISENTIMENTO STATUNITENSE. ORA TRUMP SEMBRA DISPOSTO A SCORDARSI IL PASSATO: MA IL PREZZO PER AVERE I CACCIA E’ LA CESSIONE DEI MISSILI RUSSI (CHE ERDOGAN POTREBBE RIFILARE AI PAESI DEL GOLFO) - WASHINGTON TEME CHE I RADAR DEGLI S-400 POSSANO RACCOGLIERE DATI SENSIBILI SULLE CARATTERISTICHE DEGLI F-35...

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Estratto dall’articolo di Murat Cinar per “il Manifesto” 

 

Donald Trump e Recep Tayyip Erdogan al vertice NATO ad Ankara - foto lapresse

La questione degli S-400 torna al centro delle relazioni tra Ankara, Washington e Mosca dopo anni di tensioni. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha confermato che Russia e Turchia sono in contatto sul futuro dei sistemi missilistici acquistati da Ankara, definendo il dossier «estremamente sensibile». [...] 

 

Per decenni la Turchia aveva affidato la propria difesa aerea all’ombrello Nato. Il mutamento degli equilibri regionali spinse però Ankara a cercare un sistema autonomo di difesa antimissile a lungo raggio. Nel 2013, in risposta alla crisi siriana, la Nato dispiegò temporaneamente in Turchia sistemi di difesa aerea Patriot e Samp/T, che però non rappresentavano una soluzione permanente e furono poi ritirati.

 

F 35 americano

E a causa delle operazioni militari turche nella regione, i paesi dell'Alleanza si mostrarono riluttanti a installare nuovi sistemi sul territorio turco, procedendo gradualmente al ritiro di quelli già presenti. Infine le trattative con gli alleati occidentali si rivelarono difficili.

 

I Patriot statunitensi erano considerati troppo costosi e Washington non intendeva concedere trasferimenti tecnologici significativi. Altre opzioni, inclusa quella cinese, si arenarono tra obiezioni Nato e vincoli politici. 

 

Ma il 24 novembre 2015, l’abbattimento di un caccia russo da parte dell’aviazione turca provocò una gravissima crisi tra Ankara e Mosca. Le tensioni investirono la Siria, il commercio e le relazioni diplomatiche.

Vladimir Putin

 

La riconciliazione arrivò nel 2016 con l’incontro tra Erdogan e Putin a San Pietroburgo, aprendo una fase di intensa cooperazione: nel settembre 2017 Ankara firmò un accordo da 2,5 miliardi di dollari per l’acquisto di due batterie S-400, il primo Paese Nato a dotarsi del sistema russo. 

 

Le prime componenti arrivarono in Turchia nel luglio 2019. Per Washington si trattava però di una linea rossa. Gli Stati Uniti sostennero che i radar degli S-400 avrebbero potuto raccogliere dati sensibili sulle caratteristiche di invisibilità degli F-35, compromettendone la sicurezza.

 

Per questo, nello stesso anno, Ankara fu esclusa dal progetto del caccia di quinta generazione, non ricevette i sei velivoli già destinati all’aeronautica turca e venne progressivamente estromessa dalla catena produttiva. [...] 

 

Paradossalmente, gli S-400 non sono mai stati realmente integrati nel sistema di difesa turco. Le batterie ricevute da Ankara sono rimaste sostanzialmente inattive e custodite nei depositi proprio per evitare un ulteriore deterioramento dei rapporti con Washington. 

 

S 400 russo

Oggi il quadro sembra cambiare. Durante il vertice Nato ad Ankara, Trump ha affermato che le sanzioni contro la Turchia potrebbero essere rimosse e la questione degli F-35 rivalutata. Il giornalista di Hürriyet Abdulkadir Selvi sostiene che la Casa Bianca starebbe lavorando a una soluzione che preveda garanzie sul mancato utilizzo degli S-400 e, forse, sulla loro uscita definitiva dalla disponibilità turca.

 

Negli ultimi giorni sono circolate anche indiscrezioni su una possibile vendita del sistema a un paese del Golfo, forse Qatar o Emirati Arabi Uniti, ipotesi che spiegherebbe l’attenzione mostrata dal Cremlino. 

 

Il cambio di regime in Siria e il nuovo allineamento tra Ankara e Washington sembrano aver creato condizioni politiche impensabili fino a pochi anni fa. [...]

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