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ERDOGAN, LA PROSSIMA VOLTA REGALA UNA ORCHIDEA! - LA PISTOLA (UNA "GUMUSAY 357 MAGNUM") DONATA DAL "SULTANO" TURCO AI LEADER NATO MANDA IN CRISI GLI STAFF DEGLI ALTRI PRESIDENTI: FRIEDRICH MERZ, ROB JETTEN E KEIR STARMER HANNO LASCIATO IL REGALO AD ANKARA - IL CANADESE MARK CARNEY HA PORTATO CON SÉ LA PISTOLA, MA HA LASCIATO LE MUNIZIONI IN TURCHIA - LA MELONI HA PORTATO LA RIVOLTELLA A ROMA. IL DONO È STATO CONSEGNATO ALL’UFFICIO DEL CERIMONIALE DI STATO DI PALAZZO CHIGI - IL BELGA BART DE WEVER, NON AVENDO APERTO IL REGALO, S'E' ACCORTO IN AEROPORTO COSA C'ERA DENTRO IL PACCO: "IL PRIMO MINISTRO È RIMASTO SORPRESO E HA CONSEGNATO LA PISTOLA ALLA POLIZIA"
PISTOLE COME SOUVENIR A TUTTI I LEADER IL DONO DI ERDOGAN IMBARAZZA LA NATO
Estratto dell'articolo di Anna Lombardi per "la Repubblica"
PISTOLA REGALATA DA ERDOGAN AI LEADER NATO - 3
Revolver in dono ai leader della Nato. E no, non si tratta del celebre album dei Beatles. Ma di un "souvenir" a dir poco esplosivo, che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha fatto trovare nelle scatole rosse foderate di nero, distribuite a capi di Stato e di governo in partenza da Ankara, al termine del summit dove si è discusso soprattutto di armamenti, oltre che di Ucraina, Iran e del futuro dell'Alleanza Atlantica.
In ogni cofanetto, c'era una rara Gumusay 357 Magnum, revolver da collezione a sei colpi prodotto dall'azienda turca Mke negli anni Novanta, con tanto di nome del destinatario inciso sopra, kit di pulizia, e un permesso d'esportazione.
mark rutte giorgia meloni recep tayyip erdogan vertice nato ankara foto lapresse
[...] Un invito neanche troppo velato a intraprendere azioni più decise per risolvere i conflitti odierni?
Una sfida a prendere letteralmente in mano le sorti dell'Alleanza? O un ironico suggerimento per risolvere in maniera spiccia le controversie interne? In realtà l'ipotesi più accreditata è che Erdogan abbia voluto sponsorizzare l'industria della difesa del suo Paese, specializzata in semiautomatiche.
I produttori turchi si sono infatti da tempo imposti sul mercato europeo con le loro armi a basso costo: sfidando aziende storiche fino a diventare il terzo esportatore mondiale di armi leggere dopo Stati Uniti e Italia.
Certo, scoprirsi un'arma carica nella valigia diplomatica, per qualcuno è stata davvero una sgradevole sorpresa. Il premier belga Bart De Wever se n'è addirittura accorto in aeroporto, rientrando in patria.
Spiazzato, ha affidato la pistola alla polizia di frontiera. Altri hanno aperto il regalo nella capitale turca, lasciandola lì: fra questi, il premier britannico Keir Starmer, che ha provveduto a farlo sapere ai giornalisti mentre era ancora in volo verso Londra, insieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz e all'olandese Rob Jetten.
Il canadese Mark Carney ha preferito lasciarsi indietro i proiettili, tenendo la pistola: «Mi sono reso conto che il mio dono di sciroppo d'acero non era all'altezza» ha riso, alludendo al suo dolce omaggio. [...]
PISTOLA REGALATA DA ERDOGAN AI LEADER NATO - 2
Anche la premier italiana Giorgia Meloni ha tenuto la pistola: sarà custodita a Palazzo Chigi, insieme agli altri doni di Stato. Allo stesso modo, lo spagnolo Pedro Sánchez ha affidato la sua alla Guardia Civil. Il presidente polacco Karol Nawrocki ha preso cautele particolari, memore del lanciagranate anticarro ricevuto in Ucraina dal capo della polizia Jaroslaw Szymczyk: l'ordigno esplose nel suo ufficio, ferendolo. [...]
LASCIARLA AD ANKARA O PORTARLA IN PATRIA? LA PISTOLA REGALATA MANDA «IN CRISI» I LEADER DELL’ALLEANZA
Estratto dell'articolo di Paolo Valentino per il "Corriere della Sera"
mark rutte - recep tayyip erdogan - vertice nato di ankara - foto lapresse
[...] I regali diplomatici addolciscono, massaggiano l’ego, seducono, divertono, ma soprattutto legano. Sono espressioni di stima, leve di amicizia, gesti di pentimento, richieste di perdono, moniti, molto spesso (Donald Trump è un esperto in materia) strumenti di concussione per ottenere favori.
Come interpretare tuttavia, il curioso dono che Recep Tayyip Erdogan ha voluto fare a ciascuno dei leader della Nato, nel vertice appena conclusosi ad Ankara? Non è infatti da tutti i giorni regalare una pistola revolver, corredata di una scatola di munizioni e personalizzata con il nome dell’omaggiato inciso sulla canna.
Certo, la prima cosa che viene in mente è l’agenda del summit, interamente occupata dal riarmo dell’Alleanza. Per un giorno e mezzo, infatti si è parlato soprattutto di commesse militari miliardarie, droni, artiglieria, carri armati. Sferzata, irrisa, dileggiata da Donald Trump, la Nato appare finalmente decisa a fare la cosa giusta. [...]
Nonostante la pistola di Erdogan avesse anche i relativi documenti necessari a portarla fuori dal Paese, esentandola dai controlli doganali, il regalo ha comunque provocato scompiglio fra i capi di governo. «Che farne?», si sono chiesti insieme ai loro staff allarmati.
Donald Trump e Recep Tayyip Erdogan al vertice NATO ad Ankara - foto lapresse
Qualcuno ha scelto di lasciare nella capitale turca l’elegante teca di legno con la bandiera anatolica e il logo della Nato, contenente l’arma, per la cronaca una Sarsilmaz Sr 38. Non per rifiutarla, cosa che avrebbe offeso il notoriamente irascibile Sultano, ma per renderla inoffensiva e non in grado di sparare, prima di farsela mandare nel proprio Paese.
In tre hanno preferito questa soluzione: il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il premier olandese Rob Jetten e soprattutto il primo ministro britannico uscente Keir Starmer, che in patria deve misurarsi con una severissima e restrittiva legge sull’importazione e possesso privato di armi.
Il primo ministro canadese Mark Carney ha invece portato con sé la pistola, ma ha lasciato le munizioni in Turchia, senza dare spiegazioni ufficiali di questa strana scelta. Quella donata a Giorgia Meloni è stata portata in Italia e consegnata all’ufficio del cerimoniale di Stato di Palazzo Chigi, che l’ha catalogata e immagazzinata come ogni altro dono ricevuto dai premier.
Decisamente male invece è andata al capo del governo belga, Bart De Wever, che a detta del suo ufficio stampa avrebbe scoperto «la vera natura del dono» (testuale) soltanto una volta atterrato a Bruxelles. «Il primo ministro è rimasto sorpreso e l’ha immediatamente consegnata alla polizia aeroportuale affinché venisse custodita in una cassaforte e la questione è stata gestita secondo le procedure previste», ha dichiarato un funzionario. [...] Nessuna reazione da Donald Trump [...]
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