ernesto maria ruffini elly schlein

“NON È POSSIBILE CHE NESSUNO MUOVA UN MUSCOLO…” – ERNESTO MARIA RUFFINI, EX NUMERO UNO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE E ORA LEADER DI “PIU’ UNO”, SUONA LA SVEGLIA AL “CAMPO LARGO”: “SONO PASSATI 4 ANNI DI GOVERNO MELONI E ORA VEDO CHE I LEADER DEL CENTROSINISTRA RIMANDANO A SETTEMBRE IL MOMENTO DELLA SINTESI: QUESTO MI SORPRENDE E MI DISPIACE. CHI È STATO ALL'OPPOSIZIONE, DOVEVA SPENDERE MEGLIO IL SUO TEMPO, PIUTTOSTO CHE CRITICARE SOLO LA DESTRA O CHIEDERE A MELONI DI RIFERIRE IN AULA – SERVE UN NUOVO ULIVO MA SONO TUTTI CONCENTRATI NELL'AFFERMAZIONE DELLA LEADERSHIP PERSONALE…”

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Estratto dell’articolo di Federico Capurso per “la Stampa”

 

ERNESTO MARIA RUFFINI ELLY SCHLEIN

Il cammino degli aspiranti federatori è irto di ostacoli. Per questo, Ernesto Ruffini, l'ex numero uno dell'Agenzia delle entrate, oggi alla guida dei comitati civici «Più uno», voleva muoversi con prudenza. Si è inabissato per settimane, in attesa che qualcosa si muovesse lì a sinistra. E tanto è rimasto sotto il pelo dell'acqua che qualcuno aveva pensato che l'idea di federare il Campo largo, o almeno i partiti centristi, non lo attirasse più, che gli fosse sufficiente avere, magari, un posto sicuro da candidato nelle liste del Pd.

 

Invece lui dice di avere ancora la voglia di «provare a unire e dialogare», ma solo «con chi ci starà». A fine settembre - come anticipato da questo giornale - uscirà il suo nuovo libro. Poi, il 10 ottobre, «lanceremo il nostro progetto politico, riunendo tutti i comitati di "Più uno". Serve un nuovo Ulivo».

 

RUFFINI RENZI ONORATO

Il problema è che il nuovo Ulivo devono volerlo anche gli altri. Ruffini desiderava camminare in quel solco e per questo ha atteso le mosse dei leader del centrosinistra, ma la prudenza, come la pazienza, ha un limite: «Non è possibile che nessuno muova un muscolo. Sono passati 4 anni di governo Meloni e ora vedo che i leader del centrosinistra rimandano a settembre il momento della sintesi: questo mi sorprende e mi dispiace». Chi è stato all'opposizione, attacca ancora, «doveva spendere meglio il suo tempo, piuttosto che criticare solo la destra o chiedere a Meloni di riferire in Aula».

 

ernesto maria ruffini

Per far tornare la stagione dell'Ulivo servirebbe «generosità», riconosce. Quella che permise a Romano Prodi di ottenere la vittoria alle elezioni e che adesso, obiettivamente, gli è piuttosto difficile trovare nei due maggiori partiti della coalizione, Pd e Movimento 5 stelle: «Sono tutti concentrati nell'affermazione della leadership personale», sbuffa.

 

Ruffini guarda con fastidio il discorso che a sinistra si avvita intorno alle primarie. Si mette nei panni di un elettore del centrosinistra e allarga le braccia: «Oggi non so ancora per cosa andrei a votare, per quale idea di Paese». Serve uno scatto sul programma, insomma. «Limitarsi a voler sconfiggere la destra è un obiettivo poco ambizioso e poco coraggioso».

 

ernesto maria ruffini

Vista la corsa forsennata verso le primarie di Elly Schlein e Giuseppe Conte, tuttavia, la speranza di diventare l'uomo che unisce il centrosinistra è piuttosto flebile. Quel che può fare, adesso, è lanciare un ultimo appello: «Tutti i partiti oggi in campo hanno già avuto la possibilità di conquistare la fiducia dei cittadini, e ci troviamo dove ci troviamo. Tutto quello che attualmente esiste nel centrosinistra, nel 2022, non è stato in grado di vincere le elezioni».

 

Lo sfogo, tuttavia, non fa venir meno alcune accortezze. Ruffini, innanzitutto, si tira fuori dal buco nero centrista, che tutto inghiotte e chissà cosa crea: «Non sono di centro - precisa -, sono di centrosinistra». […]