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Neanche sei mesi insieme in Europa e ora Nigel Farage e Beppe Grillo devono ricominciare tutto dall’inizio. Il gruppo Efdd, formato prevalentemente dagli eurodeputati del partito inglese Ukip e quelli del Movimento 5 stelle, è stato sciolto questa mattina. La decisione in seguito al passo indietro dell’eurodeputata lettone Iveta Grigule che ha deciso di abbandonare la formazione. Secondo le regole del parlamento Europeo però, ogni gruppo deve avere rappresentanti provenienti da almeno 7 Stati membri. E senza la parlamentare della Lettonia vengono a mancare i numeri necessari.
A Bruxelles è in corso una riunione d’emergenza degli eurodeputati. Non avere un gruppo politico al Parlamento europeo significa essere condannati alla marginalità nelle operazioni di voto e nei lavori in commissione. Diminuiscono i tempi di parola e vengono a mancare numerosi fondi per i dipendenti. Un’opzione che spaventa gli assunti. Alle 15 era prevista una conferenza stampa dei 5 stelle, ma per ora l’appuntamento è saltato. “Stiamo valutando la situazione”, dice il capogruppo Ignazio Corrao a ilfattoquotidiano.it, “ci prenderemo tutto il tempo per farlo nel migliore e più approfondito dei modi. E alla fine deciderà la rete”.
BEPPE GRILLO E BANDIERA EUROPA
Il gruppo Efdd in Europa non ha avuto vita facile dall’inizio. Il leader nazionalista inglese Nigel Farage ha corteggiato a lungo il Movimento 5 stelle per riuscire ad avere il numero adeguato di rappresentanti. E la decisione di aderire da parte dei grillini è stata molto tormentata all’interno del gruppo. Gli iscritti hanno votato sul blog l’alleanza con l’Ukip, ma sono state molte le contestazioni.
Il timore di prendere una deriva eccessivamente di destra e il mancato accordo con i Verdi (da molti visti come i naturali alleati) hanno fatto discutere a lungo i 5 stelle. La coabitazione forzata però, negli ultimi mesi, aveva convinto molti: nessun obbligo di votare insieme o di seguire le idee più estreme dell’Ukip, ma solo qualche beneficio derivante dal fatto di avere un gruppo (potere di parola e più fondi). Ora è tutto da rifare e si cerca di convincere un deputato di un altro Paese che non sia già all’interno di un gruppo ad aderire all’Efdd.
Il nuovo terremoto a pochi giorni dalla diffusione della notizia del licenziamento dello staff comunicazione M5s a Bruxelles. Si è infatti deciso di lasciare a casa il capo Claudio Messora e di conseguenza sarebbero senza lavoro anche i 15 giornalisti e operatori da lui assunti. Proprio in queste ore si stava delineando la nuova formazione.
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