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IL “FATTORE MARINA BERLUSCONI” METTE IN ALLARME GIORGIA MELONI, CHE RESTA IN AFFANNO TRA DATI ECONOMICI HORROR E SCAZZI GIORNALIERI NEL GOVERNO IN VISTA DELLE ELEZIONI 2027 – SECONDO “ONLY NUMBERS” DI ALESSANDRA GHISLERI, IL GRADIMENTO DELLA CAV IN GONNELLA SUPERA IL 50% TRA GLI ELETTORI DEL CENTRODESTRA – TRA MARINA E GIORGIA C’È UN GRANDE GELO. PESANO LE VECCHIE INCOMPRENSIONI DELLA DUCETTA CON SILVIO BERLUSCONI, I SOSPETTI SUI FUORIONDA DI ANDREA GIAMBRUNO (LA PREMIER SBOTTÒ: “NON SONO RICATTABILE”) E LO STALLO SULLA LEGGE ELETTORALE, CON LO SPETTRO DEL “PAREGGIO” CHE DAREBBE MANO LIBERA A FORZA ITALIA – “LA STAMPA”: “MELONI CONOSCE LE ASPIRAZIONI POLITICHE DI PIER SILVIO, MENTRE È RIMASTA SORPRESA QUANDO A PRENDERSI LA SCENA È STATA MARINA. SULLA SVOLTA LIBERALE DI FORZA ITALIA, SUI DIRITTI CIVILI, SULLO IUS SCHOLAE, SULL'EUTANASIA, SULLE BANCHE. E SA BENE CHE NON È FINITA QUI…”
Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “La Stampa”
MARINA BERLUSCONI DIVENTA CAVALIERA DEL LAVORO
Nella storia d'Italia non era mai successo che tre donne guidassero i tre quarti delle cronache politiche da protagoniste e non da comprimarie come è stato nei lunghi decenni di partiti patriarcali.
Ma non ce ne voglia la segretaria del Pd Elly Schlein se in questa storia a lei tocca uscire subito di scena, perché il cuore drammaturgico della faccenda è il duello tutto a destra tra Giorgia Meloni e Marina Berlusconi, tra la presidente del Consiglio, capa – anche se lei preferirebbe capo - indiscussa e indiscutibile di Fratelli d'Italia, e la presidente di Fininvest, primogenita di Silvio, erede, finanziatrice e custode di Forza Italia, il partito fondato dall'ex premier ormai 32 anni fa.
GIORGIA MELONI MARINA BERLUSCONI - MEME BY EDOARDO BARALDI
Il sondaggio di Alessandra Ghisleri pubblicato ieri su La Stampa è piombato nella quiete domenicale delle chat di una coalizione sfiancata dalla crisi energetica e in cerca, attraverso la legge elettorale, di una via d'uscita dalle cupe profezie di sconfitta certa nel 2027.
[...]
Meloni ha letto, come tutti, il sondaggio che incorona virtualmente un'altra Berlusconi alla testa di Forza Italia per un italiano su tre, ma filtra poco della reazione della premier se non qualche malumore rimasticato, figlio degli ultimi lunghi mesi di sospetti.
SONDAGGIO ONLY NUMBERS SU MARINA BERLUSCONI 24 MAGGIO 2026
E sono questi che, allora, meritano una ricostruzione più sistematica, per capire cosa ci sia dietro un rapporto mai davvero decollato, freddo, divenuto formale, gravato da incomprensioni e incolmabili distanze caratteriali e biografiche. [...]
Giorgia e Marina - rigorosamente con nome di battesimo come si usa con tutti i protagonisti del romanzo pop della politica- sono due tipi che più diversi non potrebbero essere. Una politica pura che nella vita ha fatto solo e soltanto questo, e un'imprenditrice che della politica, che poi all'osso è il potere, sta scoprendo il fascino, tra attrazione e repulsione.
Non si fidano l'una dell'altra, e non ci sarebbe un solo collaboratore o consigliere di entrambe che vi direbbe il contrario. Lo scorso 12 maggio, dopo un articolo pubblicato da questo giornale che raccontava dei contatti tra il Pd e Gianni Letta, il tessitore di relazioni nei palazzi romani per conto dei Berlusconi, Giorgia Meloni chiama Antonio Tajani per chiedere spiegazioni.
LA PARTITA DEL CUORE NEL CENTRODESTRA - MEME BY SARX88
Il vicepremier e segretario di Forza Italia si trova nella complicata condizione di guidare un partito che per eredità familiare e per capitali sborsati è in mano ai figli di Berlusconi, Marina e Pier Silvio. Ha provato a rendersi più autonomo - raccontano dall'interno del partito - cercando altri sostenitori e altre fonti di finanziamento, blindando i suoi uomini, come ha fatto e sta facendo attraverso la leva dei congressi locali, ma non ci è riuscito.
Meloni vuole sapere cosa ci sia di vero nelle ricostruzioni delle ultime settimane che raccontano di abboccamenti degli azzurri con il Pd per rallentare e di fatto sabotare la riforma della legge elettorale. Tajani chiama Marina, sollecitandole una smentita, «credo si opportuna», sussurra al telefono.
La manager si prende l'intera mattina prima di pubblicare una nota cesellata frase per frase, in cui in realtà con grande furbizia non smentisce che Gianni Letta abbia aperto canali negoziali con il Pd per suo conto, ma nega che sia lei ad avere contatti diretti con esponenti del centrosinistra.
Meloni capisce il gioco. Resta diffidente, come è stata sin dall'inizio del suo mandato a Palazzo Chigi, guardinga verso i Berlusconi, prima il padre, poi, dopo la sua morte il 12 giugno 2023, verso i figli.
[...] Marina, per esempio, non dimentica quello che successe nell'ottobre del 2022, nei giorni complicati della formazione del governo, quando il padre si lamentava quotidianamente dell'«ingratitudine» di Meloni. Lo fece in privato e in pubblico, con un foglio di appunti pizzicato dai fotografi in Senato.
IL BACIO TRA GIORGIA MELONI E MARINA BERLUSCONI
La premier non gli dava spazio, conteneva ogni suo tentativo di strabordare e imporle nomi nei dicasteri. E la premier, a sua volta, ricorda altrettanto bene i continui, maliziosi riferimenti all'allora compagno, Andrea Giambruno, giornalista, dipendente dei Berlusconi a Mediaset.
«L'ho assunto io sapete?» disse maliziosamente il patriarca azzurro ai cronisti che lo circondavano a Palazzo Madama. Meloni rispose con quella dichiarazione, così dura, - «non sono ricattabile» - pronunciata prima di salire in auto, che ancora risuona nella memoria di Marina come uno sgarbo verso il papà.
Allo stesso modo, la premier non è mai stata convinta fino in fondo che i figli di Berlusconi non sapessero nulla dei fuorionda volgari di Giambruno mandati in diretta dal programma di Canale 5 "Striscia la Notizia" quattro mesi dopo la morte del padre, nell'ottobre 2023, che segnarono la fine brusca della sua relazione, comunicata via social.
PAOLO BARELLI MARINA BERLUSCONI
A parte la calorosa parentesi dei funerali di Berlusconi, il grande freddo è rimasto. Anzi, la temperatura è scesa ancora di più per le tensioni con Meloni per la tassa sugli extraprofitti bancari, osteggiata dalla presidente di Fininvest, primo azionista di Banca Mediolanum.
Non sono mancate le punzecchiature, come quando la premier ha difeso Tajani una volta capito che la sua leadership era apertamente in bilico, perché considerato dai Berlusconi troppo appiattito su di lei e poco incisivo sulle nomine delle partecipate.
gianni letta - marina berlusconi
Meloni conosce le aspirazioni politiche di Pier Silvio, che sognerebbe di replicare i fasti del genitore, mentre è rimasta sorpresa quando a prendersi la scena è stata, inaspettatamente, Marina. Sulla svolta liberale di Forza Italia, sui diritti civili, sulle battaglie della comunità Lgbtq, sullo ius scholae, sull'eutanasia, sulle banche. E sa bene che non è finita qui.
marina berlusconi
marina berlusconi con la maglietta dei journalai
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