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"FARSA" ITALIA IN CALABRIA – IL PARTITO SI SCOPRE UNA POLVERIERA. ALLE SUPPLETIVE PER UN SEGGIO ALLA CAMERA PER FI CORRERA’ IL TESORIERE FABIO ROSCIOLI, VICINO A MARINA BERLUSCONI. PESA LO SGAMBETTO DI VANNACCI, CHE SI E’ PORTATO VIA L’EX CAPOGRUPPO IN REGIONE DOMENICO GIANNETTA, SOGNA IL COLPACCIO MA PERDE PEZZI: IN 70 HANNO GIÀ MOLLATO IL NUOVO PARTITO – ANCHE LA QUESTIONE CALABRESE FINIRA’ NEL MENU’ DELL’INCONTRO TRA TAJANI E MARINA BERLUSCONI, A MILANO O, PIÙ PROBABILMENTE, A ROMA…

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Adriana Logroscino per corriere.it – Estratti

 

antonio tajani - fabio roscioli

«Sono suppletive, quanti elettori andranno a votare? Meno della metà. Non è un test». Nel centrodestra e nel centrosinistra è corsa a minimizzare l’impatto delle elezioni di fine settembre a Reggio Calabria.

 

In palio il seggio che è stato di Francesco Cannizzaro, dimessosi dopo l’elezione con un plebiscito di voti a sindaco della città. Un test, quello del 27 e 28, sentito eccome. Anche proprio per le due spaccature che lacerando gli opposti schieramenti — l’ex forzista che si candida con Vannacci, da un lato, il giornalista che rinuncia alla candidatura ma con una durissima presa di posizione, dall’altro — hanno reso più contendibile un seggio sulla carta già dato.

 

Infatti FI, fortissima nella terra del governatore Roberto Occhiuto e, appunto, di Cannizzaro, ha candidato il potente tesoriere del partito, Fabio Roscioli, uomo di fiducia di Marina Berlusconi. Un’elezione facile, l’aspettativa. Ma all’ultimo il cammino di Roscioli verso Montecitorio si è complicato. L’incognita è Futuro nazionale. Vannacci, infatti, sotto scadenza per presentare le candidature, strappa a Forza Italia un suo esponente di lungo corso, Domenico Giannetta. Un «dispetto» del generale al governatore, che lo avversa in ogni sede. E una «ripicca» di Giannetta — moderato, centrista, lontanissimo dagli eccessi nostalgici vannacciani — per non essere stato candidato dal suo partito.

 

antonio tajani. - foto lapresse

Vannacci, ieri ospite de La Piazza di Affaritaliani a Ceglie Messapica, sostiene di puntare al colpaccio: «Possiamo vincere, abbiamo un candidato fortissimo e reggino, al contrario del centrodestra che propone un romano, che lo Stretto l’ha visto solo in cartolina», dice riferendosi a Roscioli. Poi incalza: «Siamo noi l’unica novità».

 

Secondo i forzisti, però, il rischio che il risultato di Vannacci comprometta l’elezione di Roscioli è basso, relativo: «Alle suppletive conta l’appartenenza non l’opinione». E la capacità di mobilitare gli elettori sul territorio, esercitata da Occhiuto e Cannizzaro, è considerata sufficiente a mettere il tesoriere al riparo da una figuraccia che tutto il partito ha interesse a evitare. Lo stesso Antonio Tajani lo sosterrà personalmente con una o più iniziative elettorali. E nei primi giorni della prossima settimana la questione calabrese sarà, insieme ad altri temi, sul tavolo di un previsto faccia a faccia tra il segretario e Marina Berlusconi, a Milano o, più probabilmente, a Roma.

Marina Berlusconi 2

 

Vannacci, invece, proprio in Calabria perde pezzi: 70, tra cui il fondatore del circolo locale di FnV, hanno già mollato il nuovo partito, con gran rumore sulle cronache locali.

Inoltre la mossa di Giannetta scompagina gli equilibri in altre amministrazioni: i vannacciani sono stati estromessi dalla maggioranza a Lamezia Terme. «Una ritorsione», protesta Domenico Furgiuele.

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domenico giannetta licia ronzulli - fabio roscioli