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FINALMENTE L’IRAN ESCE ALLO SCOPERTO: “LO STRETTO DI HORMUZ È PIÙ IMPORTANTE DI DECINE DI BOMBE ATOMICHE” – TEHERAN HA VIOLATO LA TREGUA COLPENDO NAVI MERCANTILI DI PASSAGGIO, CON L’OBIETTIVO DI METTERE SOTTO PRESSIONE TRUMP – IL TYCOON È IMPOTENTE: RIPRENDERE UNA GUERRA TOTALE SAREBBE UN BOOMERANG POLITICO IN VISTA DELLE MIDTERM DI NOVEMBRE; CONCEDERE IL CONTROLLO DI QUEL PASSAGGIO MARITTIMO MOSTREREBBE AL MONDO LE DIMENSIONI DELLA SCONFITTA. L’UNICA OPZIONE È...
CONSIGLIERE KHAMENEI, LO STRETTO DI HORMUZ PIÙ IMPORTANTE DELLE BOMBE ATOMICHE
STRETTO DI HORMUZ - INGORGO DI IMBARCAZIONI - 23 GIUGNO 2026
(ANSA) - Il consigliere militare della Guida Suprema iraniana, Mohsen Rezaei, ex capo delle Guardie Rivoluzionarie, ha dichiarato oggi che lo Stretto di Hormuz, punto focale delle tensioni con gli Stati Uniti, è più importante per l'Iran del suo programma nucleare.
"Questo passaggio strategico è più importante di decine di bombe atomiche e la Repubblica Islamica dell'Iran lo proteggerà", ha affermato Rezaei, citato dall'agenzia di stampa Isna, riferendosi al programma nucleare iraniano, che Usa, Israele e Paesi occidentali sospettano abbia scopi militari. Teheran nega queste accuse, ma insiste sul suo diritto all'energia nucleare civile.
TRUMP E LO STRETTO DI HORMUZ - VIGNETTA BY NATANGELO
CONSIGLIERE DI KHAMENEI, L'IRAN CONTINUERÀ A GESTIRE LO STRETTO DI HORMUZ
(ANSA) - "La situazione della gestione dello Stretto di Hormuz non tornerà mai più quella precedente agli attacchi israelo-americani iniziati il 28 febbraio": lo ha dichiarato oggi Mohsen Rezaei, consigliere della Guida Suprema Mojtaba Khamenei, aggiungendo:
"L'Iran proteggerà e continuerà a gestire questa via d'acqua strategica, che rappresenta una delle componenti della deterrenza del Paese e svolge un ruolo decisivo nel garantire la sua sicurezza e i suoi interessi nazionali".
"L'Iran continuerà a rivendicare i propri diritti e a salvaguardare la sicurezza del Paese, facendo affidamento sulle proprie capacità di difesa", ha sottolineato, secondo quanto riportato da Tasnim.
ARABIA SAUDITA, 'L'IRAN VIOLA IL DIRITTO INTERNAZIONALE'
(ANSA) - Il ministero degli Esteri dell'Arabia Saudita ha denunciato la "violazione da parte dell'Iran dei principi del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite, della Carta dell'Organizzazione della Cooperazione Islamica e delle regole di buon vicinato, attraverso i ripetuti attacchi iraniani contro navi mercantili che minacciano la sicurezza e la libertà di navigazione".
Il regno non è stato preso di mira nell'ultima serie di attacchi iraniani, ma una petroliera saudita è stata danneggiata mentre transitava nello Stretto di Hormuz la scorsa settimana.
ESERCITO IRANIANO, SIAMO NOI I RESPONSABILI DEI MOVIMENTI NELLO STRETTO DI HORMUZ
(ANSA) - Il portavoce dell'esercito iraniano, Amir Akraminia, ha dichiarato domenica che gli Stati Uniti cercano di imporre la propria linea di condotta nello Stretto di Hormuz, in violazione del protocollo d'intesa (MoU) tra le due parti. "Siamo responsabili di qualsiasi movimento in quella via navigabile e difenderemo il nostro diritto", ha sottolineato.
"Gli americani sono intervenuti nuovamente negli affari dello Stretto di Hormuz la scorsa notte e hanno ricevuto una risposta dura dall'Iran", ha affermato citato dall'Irna, aggiungendo che "gli Stati Uniti farebbero meglio a cessare le interferenze e a rispettare il protocollo d'intesa, poiché le loro azioni generano insicurezza nella regione".
LA GUERRA A BASSA INTENSITÀ
Estratto dell’articolo di Federico Rampini per il “Corriere della Sera”
[...] Aaron MacLean, analista di sicurezza nazionale e autore del podcast «School of War». La sua tesi è che l’amministrazione Trump ha costruito la campagna militare e diplomatica su un’illusione: credere che il regime di Teheran avrebbe ceduto rapidamente dopo i bombardamenti, evitando così il vero nodo strategico della guerra, cioè il controllo dello Stretto di Hormuz.
L’errore fondamentale, sostiene l’analista in un saggio apparso su The Free Press , è stato progettare l’operazione militare contro l’Iran senza predisporre un piano credibile per mantenere aperto lo Stretto. Era prevedibile che Teheran rispondesse cercando di bloccare quel corridoio marittimo. La Casa Bianca ha scommesso che il regime iraniano sarebbe crollato prima di poter mettere in atto questa contromossa.
Ora gli Stati Uniti si trovano davanti a quattro possibili alternative.
CARTELLONE SULLA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ A TEHERAN
La prima consiste nel continuare la politica seguita finora: accordi ambigui, compromessi poco credibili e tentativi di rinviare il problema. È la soluzione più comoda politicamente, ma ha già dimostrato di produrre risultati minimi. Può soltanto guadagnare tempo. La seconda sarebbe accettare il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz. Ipotesi disastrosa sia per gli interessi americani sia per l’economia mondiale.
È improbabile che Trump possa imboccare questa strada. Minacce di distruzione La terza opzione sarebbe una guerra totale finalizzata al cambio di regime. Trump aveva lasciato intendere questa possibilità con le sue minacce di distruggere ponti, centrali elettriche e infrastrutture iraniane, ma non l’ha perseguita.
Comporterebbe rischi enormi e la Casa Bianca non mostra alcuna volontà di affrontarli. Rimane una quarta possibilità, che l’autore considera la più realistica. Occorre rimediare all’errore strategico originario: se si decide di entrare in guerra con l’Iran e il regime non crolla, bisogna mettere in conto una lunga campagna navale per proteggere il traffico nello Stretto. Project Freedom dovrebbe diventare una missione permanente. Gli Stati Uniti dovrebbero garantire per anni la scorta militare alle navi mercantili, mantenendo le sanzioni economiche contro Teheran e ripristinando il blocco navale.
corteo funebre di ali khamenei a teheran foto lapresse 2
corteo funebre di ali khamenei a teheran foto lapresse 16
stretto di hormuz
le vie alternative allo stretto di hormuz per il commercio del petrolio
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