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“LA DESTRA HA TROVATO IL CAVALLO ELETTORALE: LA SICUREZZA. IL CENTROSINISTRA NON DISPONE ANCORA DI UN TEMA FORTE PER ESSERE COMPETITIVO” – FOLLI: “SULLA SICUREZZA LA DESTRA GODE DI UN VANTAGGIO EVIDENTE. LA SINISTRA DEVE ANCORA INDIVIDUARE LA SUA ARMA. IL MOTIVO DERIVA DALL'ASSENZA DI UN BARICENTRO NELLA COALIZIONE DEGLI OPPOSITORI. IL CENTRODESTRA È DIVISO AL SUO INTERNO, MA L'ORDINE PUBBLICO LO RIUNISCE. NEL CENTROSINISTRA TALE LIVELLO ATTENDE ANCORA D'ESSERE RAGGIUNTO. E QUESTO VALE RISPETTO A NUMEROSE QUESTIONI, IN PRIMO LUOGO QUELLE CHE TOCCANO LA POLITICA ESTERA E DI DIFESA (LA FATIDICA POLEMICA SUL "RIARMO") -  IL SINDACO SALA SUL CASO FAKIR E LA GUERRIGLIA NO-TAV IN VAL DI SUSA: “NON CREDO CHE NOI A SINISTRA SIAMO INDULGENTI SULLA VIOLENZA. MA DOBBIAMO STARE ATTENTI A NON RISCHIARE DI SEMBRARLO...”

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1 - E LA SINISTRA SI INTERROGA SALA: NOI INDULGENTI? NO, MA ATTENTI A NON SEMBRARLO 

Monica Guerzoni per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Elly Schlein

Il tema della sicurezza non è di destra, non può essere lasciato soltanto alla destra. 

A sinistra sembrano averlo finalmente capito, ma è un risveglio lento, tardivo, sofferto. Il sindaco Beppe Sala condanna la guerriglia in Val di Susa come l’«atto criminale» di chi ha voglia «della violenza per la violenza».

 

E mentre si duole perché alla sua parte politica viene data «un po’ la colpa di essere indulgente nei confronti di alcune manifestazioni violente», fa luce su uno dei tanti coni d’ombra che rendono non sempre limpida la posizione del Campo largo, o progressista che sia: «Io non credo che noi a sinistra siamo indulgenti. Ecco, dobbiamo stare attenti a non rischiare di mostrarlo». 

 

Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3

La diplomazia del primo cittadino di Milano non basta a velare l’imbarazzo con cui la sinistra, dal Pd ad Avs, ha affrontato le cronache del caso Roggero, della morte di Fakir a Bologna e delle violenze in Val di Susa. Se Sala evoca l’indulgenza, Antonio Padellaro da giorni rigira la punta della penna dove fa più male e costringe le opposizioni a riflettere usando termini e interrogativi ben più crudi.

 

Perché, si chiede l’ex direttore dell’ Unità , la «specchiata e coerente» Elly Schlein «ha aspettato due giorni prima di condannare la guerriglia militarizzata in Val di Susa»? Forse per il timore di riecheggiare le parole d’ordine della destra? O per paura, affonda Padellaro, «di perdere voti in quel mondo» che gravita attorno a movimenti violenti? 

 

Elly Schlein alessandro Onorato Giuseppe Conte Gaetano Manfredi

Se a guidare il Pd fosse Michele de Pascale, il presidente dem dell’Emilia-Romagna risponderebbe con estrema nettezza: «Quella roba non ci appartiene affatto. Non abbiamo niente a che fare con quel pezzo di mondo che protesta in maniera violenta e lede il diritto di manifestare pacificamente». De Pascale replica anche alla provocazione di Padellaro e sfida la premier: «Io non voglio essere votato da loro, che tra l’altro votano forze non riconducibili al centrosinistra. E non capisco perché Meloni può dire che lei con Vannacci non c’entra nulla e io invece mi devo far carico dei violenti». 

(…)

 

2 - AL CENTROSINISTRA MANCA UN CAVALLO ELETTORALE 

Stefano Folli per “la Repubblica” - Estratti

 

Dovrebbe essere chiaro a tutti che il centrodestra ha trovato, e non da oggi, il cavallo per correre il derby elettorale del '27. 

TAJANI MELONI SALVINI

È il cavallo dell'ordine pubblico, della sicurezza interna, del contrasto a chi fa la guerriglia contro la polizia.

 

Non sarà una corsa facile: la morte di Fakir a Bologna, in attesa di individuare tutte le responsabilità, indica che incidenti ed eccessi tragici sono sempre possibili nella loro gravità. Ed entrano di prepotenza nella polemica politica. Ma il tema della sicurezza garantisce il consenso, come rivelano tutti i sondaggi. Qui la destra gode di un vantaggio evidente nell'Italia di oggi. Poi dipende da come viene speso sul piano politico tale vantaggio. 

 

 

(...)

SCHLEIN MAGI FRATOIANNI CONTE BONELLI

Tuttavia la sinistra, o meglio il centrosinistra, sa di dover risalire la china in tema di ordine pubblico. Lo dimostra il fatto che il suo messaggio non arriva all'opinione pubblica anche quando vuole essere deciso e privo di ambiguità: come nel caso di Elly Schlein, che aveva, sì, condannato i disordini di Bologna conseguenti alla morte di Fakir, ma la sua voce era apparsa troppo flebile per superare l'ostracismo della destra, determinata a presentare la controparte come cedevole quando non collusa, in qualche misura, con i violenti.

 

È la prova che nel centrosinistra c'è da registrare un nuovo modo di comunicare con l'elettorato. Resta un terreno ostico, quello della sicurezza, ma nessuno è sconfitto in partenza, purché non si cada nell'errore che tutto si risolve nel rincorrere il governo. Ci possono essere momenti di convergenza, ma poi si seguono due distinte strade per raggiungere l'obiettivo. Che dovrebbe essere unico: garantire il cittadino nelle città e nelle strade. 

Antonio Tajani Giorgia Meloni Matteo Salvini 2

 

Più in generale, i fatti delle ultime settimane confermano che la sinistra non dispone ancora di un tema forte per essere competitiva sul piano mediatico. La destra ha la sicurezza, come si è detto; la sinistra deve ancora individuare la sua arma. E si capisce perché: deriva dall'assenza di un baricentro nella coalizione degli oppositori. Il centrodestra è diviso al suo interno, ma l'ordine pubblico lo riunisce.

 

Quantomeno è un argomento rispetto al quale tutti hanno interesse a remare nella stessa direzione. Nel centrosinistra tale livello attende ancora d'essere raggiunto. E questo vale rispetto a numerose questioni, in primo luogo quelle che toccano la politica estera e di difesa (la fatidica polemica sul "riarmo"). 

sala schlein 3

 

 

Quando nel Pd e nei 5S si scansano gli interrogativi scomodi ripetendo che del programma si parlerà in settembre, il risultato è insoddisfacente. Il programma può essere un riassunto di buone intenzioni redatto su dieci foglietti dattiloscritti, e in tal caso non risolverebbe alcunché. Oppure potrebbe essere un'indicazione vincolante per una coalizione vittoriosa, un'idea su come guidare il paese. Solo in questo caso emergerebbe un argomento forte, tale da imporsi durante la campagna elettorale. Un cavallo per il derby in grado di valere, bilanciandolo, il punto della sicurezza per la destra. 

conte schlein bonelli fratoiannischlein conteElly Schlein e Giuseppe Contesala schleinmatteo salvini giorgia meloni