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FINE VITA, INIZIO SCAZZI NEL CENTRODESTRA - IL GOVERNO HA IMPUGNATO LA LEGGE SUL FINE VITA DELL’EMILIA-ROMAGNA, MA IN CONSIGLIO DEI MINISTRI I FORZISTI BERNINI E PICHETTO SONO INTERVENUTI PER ESPRIMERE PIU’ DI UN DUBBIO SULLA SCELTA – TRA GLI AZZURRI C’È AGITAZIONE PERCHÉ MARINA BERLUSCONI CHIEDE DA TEMPO UNA LEGGE NAZIONALE SUL SUICIDIO ASSISTITO, FINORA STOPPATA DAI VETI DI FRATELLI D’ITALIA – COSA SUCCEDERÀ AL VENETO, REGIONE GUIDATA DAL CENTRODESTRA, CHE HA APPROVATO RECENTEMENTE UNA LEGGE SUL FINE VITA?
Estratto dall’articolo di Ilario Lombardo per “La Stampa”
Consiglio dei ministri dell'altro ieri: il ministro Roberto Calderoli prende la parola appena Alfredo Mantovano finisce di annunciare che il governo avrebbe impugnato di fronte alla Corte Costituzionale la legge sul fine vita dall'Emilia-Romagna, approvata lo scorso fine luglio.
Il leghista fa un ragionamento molto tecnico, spiega al sottosegretario di essere favorevole su gran parte dell'impianto del ricorso, ma non su un punto: quello che imporrebbe alle Regioni l'obbligo di dare al paziente o al suo medico tutte le informazioni necessarie per convincerlo che esiste una strada alternativa al suicidio, attraverso le cure palliative.
ALFREDO MANTOVANO E GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE
Calderoli, come conferma a La Stampa, in linea di principio non sarebbe contrario ma ricorda che «la Consulta si è già espressa su questo punto» e dunque potrebbe nuovamente dare ragione all'Emilia Romagna, come già aveva fatto per Toscana e Sardegna. [...]
Un ministro, che chiede di restare anonimo, racconta di aver chiaramente percepito disagio nell'aria, e negli sguardi dei leghisti: dopo l'Emilia-Romagna toccherà al Veneto, che meno di tre settimane fa ha approvato una legge simile, e lì per il centrodestra sarà un problema.
Perché quest'ultima non è una Regione governata dal centrosinistra, come le altre tre. E dunque l'esecutivo potrebbe trovarsi nell'imbarazzante situazione di attivare un ricorso contro la propria parte politica. Ma c'è anche altro. Il discorso di Calderoli apre una crepa.
Subito dopo di lui, prende la parola la ministra dell'Università, Anna Maria Bernini, di Forza Italia. Fa una domanda in punto di diritto, mostrandosi a sua volta perplessa. Poi tocca a un altro ministro azzurro, Gilberto Pichetto Fratin: anche il titolare dell'Ambiente mette agli atti di essere poco convinto della scelta del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il giurista che rappresenta l'anima più tradizionalista del governo.
L'influenza di Marina Berlusconi, anche sui ministri di Forza Italia, si fa sentire. La primogenita del fondatore, la manager che ha in mano le finanze del partito e che lavora per ridare un profilo più liberale alla creatura politica del padre, molto infastidita dall'uscita del segretario Antonio Tajani sulle donne, pretende più coraggio sui diritti.
Il Cdm, alla fine, delibera l'impugnazione di fronte alla Corte costituzionale, ma la tensione emersa nel vertice resta e rivela la frattura interna alla maggioranza. Da una parte Fratelli d'Italia, dall'altra Forza Italia e la Lega. Un'intesa che si ritrova a diversi livelli, anche se non senza qualche voce divergente all'interno dei partiti.
Lo scorso 7 settembre, il giorno prima dell'approvazione della legge in Veneto, in Puglia due consiglieri di centrodestra, Napoleone Cera, della Lega, e Marcello Lanotte, di FI, hanno presentato una proposta sul fine vita: «È un tema che riguarda una parte maggioritaria della popolazione – hanno spiegato in conferenza stampa - È il momento in cui nessuno può girarsi indietro».
Per gli eredi di Silvio Berlusconi le Regioni stanno di fatto colmando un vuoto normativo nazionale. [...] Per Forza Italia è una priorità. Lo è per Marina Berlusconi. Qualche parlamentare, dell'ala che invece si è sempre mostrata più sensibile alle ragioni del Vaticano, è dubbioso. Ma la capogruppo in Senato, Stefania Craxi continua a dire che la legge va approvata «a ogni costo», prima della fine della legislatura.e
ALFREDO MANTOVANO E GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE
Marina Berlusconi 2
FINE VITA
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Fine vita 22
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