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Francesco Semprini per "la Stampa"
Sono duemila i militari americani morti nel corso della guerra in Afghanistan, un conflitto che dura da undici anni e che oggi appare nuovamente dimenticato. A far toccare la triste quota è stata l'uccisione di un soldato statunitense nel corso di uno scontro a fuoco durante il quale hanno perso la vita anche tre militari afghani e un «contractor» americano.
Sembra che si sia trattato di un caso di «Green on Blue», attacco nei confronti delle forze della missione Isaf compiuto da elementi della polizia o dell'esercito afghano, coloro che si suppone siano alleati. Il numero di questi attentati interni è cresciuto moltissimo negli ultimi mesi causando la morte di almeno 52 tra militari americani e della coalizione. Questo solleva seri interrogativi sul futuro del Paese, specie con l'avvicinarsi della data del ritiro delle truppe, prevista per il 2014.
In molti si chiedono se il governo di Kabul sarà in grado di gestire un Paese che mostra di essere ancora in condizioni precarie. «à una seria minaccia, dobbiamo riuscire a fermarli», spiega il generale Martin Dempsey, capo di Stato maggiore della Difesa. «à una cosa che mi fa impazzire - dice il generale John Allen, capo della missione Usa in Afghanistan - abbiamo fatto e siamo disposti a fare sacrifici per questa campagna, ma di certo non a farci ammazzare in questo modo».
Gli «insider attack» sono considerati dagli strateghi del Pentagono uno dei pericoli maggiori specie in questa fase di «exit strategy» in cui gran parte degli sforzi sono concentrati sull'addestramento delle forze locali. Il programma di addestramento avviato dagli Usa nei confronti dei 350 mila uomini di esercito e polizia locali è costato 22 miliardi di dollari ai contribuenti americani.
Gli Stati Uniti hanno già provveduto al ritiro di 33 mila militari, riducendo le forze in campo a quota 68 mila. Quanti ne rimarranno il prossimo anno si deciderà dopo le elezioni presidenziali, anche se appare chiaro che sia il presidente Barack Obama che il candidato repubblicano Mitt Romney sono decisi a chiudere la missione entro il 2014. Ad oggi sono in tutto 108 mila le truppe Nato che operano in Afghanistan rispetto alle 150 mila dello scorso anno.
Il conflitto iniziato il 7 ottobre del 2001, all'indomani degli attacchi terroristici dell'11 settembre, oltre ai 2.000 soldati americani, è costato la vita ad almeno 1.190 militari di altri Paesi della coalizione. Il 40 per cento delle vittime Usa sono morte a causa degli Ied, ovvero gli ordigni esplosivi rudimentali spesso posti sul ciglio della strada e fatti saltare in aria al passaggio dei convogli. Sono oltre 20 mila invece le vittime di guerra tra i civili afghani.
Guerra in Afghanistan
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SOLDATO AMERICANO IN IRAQ
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