A UN ANNO DALLE ELEZIONI POLITICHE, BISOGNA PARLARE AGLI ELETTORI O SCACCIARLI? - LA “FESTA…
NEL CAMPO LARGO URGONO MODERATI PER "COMPENSARE" LE MATTANE GRUPPETTARE DI ELLY SCHLEIN E LE CONTRADDIZIONI GEOPOLITICHE DI GIUSEPPE CONTE - STEFANO FOLLI: "PIÙ SI CONSOLIDA L’ASSE A SINISTRA, ESPELLENDO I MODERATI, PIÙ SI SCIVOLA VERSO POSIZIONI CHE SEMBRANO INCONGRUE PER UNA COALIZIONE CHE ASPIRA A GOVERNARE UN PAESE DELLA NATO -RENZI È EFFICACE, MA NON È IN CIMA ALLE SIMPATIE DEI 5S, PER NON DIRE DI UNA PARTE DEL PD - BETTINI HA UNA SOLUZIONE. PROPONE ALESSANDRO ONORATO, IMPEGNATO A TESSERE UNA RETE "CIVICA" - POTREBBE ESSERE LUI IL COSTRUTTORE DELLA GAMBA MODERATA? È PREMATURO DIRLO"
“OCCORRE TOGLIERE DALLE NOSTRE TESTE LE AMBIZIONI PERSONALI” – LO STRATEGA DEM GOFFREDO BETTINI SGANCIA SILURI CONTRO ELLY SCHLEIN CHE SMANIA PER FARE LA PREMIER: "TRA NOI E LA DESTRA È UN CORPO A CORPO. ANCHE NEL CENTROSINISTRA CI VUOLE UN ATTACCO A PIÙ PUNTE, BASTA CARICARE TUTTO SULLA LEADERSHIP. UN’IDEA VERTICISTICA, AUTORITARIA, IMPOVERENTE DELLA DEMOCRAZIA. SARÀ DECISIVA L’OPPOSIZIONE CHE METTEREMO IN CAMPO SULLA RIFORMA ELETTORALE PROPOSTA DA GIORGIA MELONI” – "L’ADDIO DELLA PICIERNO? L’INCOMPATIBILITÀ ERA ORMAI EVIDENTE" – L’INCORAGGIAMENTO A ONORATO (“UN TALENTO”) PER FAR NASCERE IL SUO MOVIMENTO CIVICO...
Estratto dell'articolo di Stefano Folli per "la Repubblica"
“Colpo su colpo”: è lo scenario previsto di qui alle elezioni riguardo allo scontro fra destra e sinistra. A dirlo, in un’intervista al “Corriere” è Goffredo Bettini, uno che da anni pensa e suggerisce strategie al Pd. [...]
Ma il “colpo su colpo” non è la parte più interessante del discorso. Non lo è nemmeno la scarsa fiducia nei confronti della leadership di Elly Schlein. Il punto cruciale, a voler leggere attraverso il linguaggio cifrato della prudenza, è la spinta a favore di Giuseppe Conte come l’uomo che meglio potrebbe portare l’intero centrosinistra al duello finale contro Giorgia Meloni. A certe condizioni, s’intende: ad esempio risolvendo la poca compatibilità tra gli elettorati di M5S e Pd, soprattutto i primi verso i secondi.
Tuttavia quella che oggi continua a mancare è la famosa gamba “centrista”, in teoria liberal-democratica, della coalizione. Tema antico su cui da anni ci si interroga senza arrivare al dunque. Gli addii di qualche esponente moderato e filo-occidentale (ossia, non filo Putin) sta a dimostrare che il problema esiste e infatti chi è in procinto di uscire indica la politica estera come la principale contraddizione dell’alleanza.
Più si consolida l’asse a sinistra, espellendo i moderati, più si scivola verso posizioni che sembrano incongrue per una coalizione che aspira a governare un paese della Nato. Certo, a Washington oggi c’è Trump, avversario della tradizione atlantica e grande amico, nonché ammiratore, di Putin. Ma l’equazione non è così semplice e poi alla fine del 2028 la Casa Bianca cambierà il suo inquilino.
In definitiva, la ricerca di un riequilibrio al centro, chiamiamolo così, passa da scelte più ragionevoli rispetto al quadro internazionale. In passato c’erano Prodi e Arturo Parisi a dare forza a tale opzione, oggi a chi ci si appella? Renzi è efficace, ma vale meno del 3 per cento e peraltro non è in cima alle simpatie dei 5S, per non dire di una parte del Pd.
Il mondo proveniente dalla vecchia Dc — da Casini a Franceschini — è uso alla razionalità politica e può ambire a qualche seggio, ma resta da dimostrare che sia in grado di gestire un’operazione complessa: diventare un alibi centrista per una coalizione con il cuore a sinistra, e al tempo stesso non disturbare chi tiene il timone, da Conte a Schlein.
Bettini ha una soluzione per il segmento moderato. Propone, e non è la prima volta, Alessandro Onorato, giovane e dinamico assessore ai Grandi eventi, al Turismo e allo Sport della giunta Gualtieri, nonché imprenditore nel ramo ristorazione. Un personaggio che non si può certo confondere con i simboli dei vecchi partiti.
Da tempo è impegnato a tessere una rete “civica” fatta di figure simili alla sua sparse per l’Italia. Ma anche a cercare relazioni con sigle e organizzazioni politiche pragmatiche: ad esempio, con Officina repubblicana di Giorgio La Malfa. Potrebbe essere Onorato il costruttore della gamba moderata?
Senza nulla togliere alle qualità dell’uomo, è prematuro dirlo. Forse in futuro, cioè dopo l’estate, si potrebbe immaginare un nesso con altre mini-formazioni, ad esempio quella di Ernesto Maria Ruffini, che oggi sono più centri culturali che luoghi di iniziativa politica. Al di là di questo è difficile prevedere. Peraltro, se si consolida l’idea che il centrosinistra Schlein-Conte sarà tutto schierato a sinistra senza correttivi, e con una politica estera condiscendente verso le ragioni della Russia in Ucraina, è difficile essere ottimisti sulla sfida “colpo su colpo” del prossimo anno.
salvini putin conte
goffredo bettini andrea orlando foto lapresse
alessandro onorato
VLADIMIR PUTIN E GIUSEPPE CONTE
elly schlein goffredo bettini foto lapresse
alessandro onorato foto mezzelani gmt 063
IL CAMPO LARGO - MEME BY EDOARDO BARALDI
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