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AL "CAVALIERE NERO" DI PUTIN...NON JE DEVI CACA' ER CAZZO! - C'E' QUALCOSA CHE NON TORNA NELLA RICOSTRUZIONE DEL CREMLINO SULL'ATTENTATO AL GENERALE VLADIMIR ALEKSEYEV: SECONDO GLI 007 DI MOSCA, IL SICARIO LUBOMIR KORDA, INSIEME A DUE COMPLICI, È STATO ASSOLDATO DAI SERVIZI DI KIEV... MA I PROFILI DEGLI ARRESTATI SONO INCONGRUI RISPETTO ALLA MISSIONE - IL NUMERO DUE DEL "GRU" È UNO DIFFICILE DA FARE FUORI, ZELENSKY AVREBBE DOVUTO AFFIDARE IL COMPITO A DEGLI AGENTI ESPERTI, NON A DEI SICARI PASTICCIONI CHE HANNO SOLO FERITO ALEKSEYEV - INOLTRE, LO SPIONE HA UNA LUNGA LISTA DI NEMICI INTERNI...
Estratto dell'articolo di Gianluca Di Feo per "la Repubblica"
PRIGOZHIN - VLADIMIR ALEKSEYEV
Ci vuole altro per abbattere il Cavaliere Nero. Il generale Vladimir Alekseyev, il numero due del servizio segreto militare Gru ferito in un agguato venerdì scorso, si è già ripreso e sta venendo trasformato nel nuovo eroe di Mosca: il super agente che non ha paura di nulla e afferra la pistola del sicario, facendo fallire l'esecuzione.
I tre proiettili sono arrivati solo sulle gambe e sul fianco, mentre ci sono già vignette che lo immortalano mentre si lancia al collo dell'aggressore. La rapida cattura del killer fuggitivo, arrestato addirittura in Dubai, e l'individuazione dei suoi complici vengono ora sbandierati dalla propaganda del Cremlino per ribaltare la situazione: non più una profonda débacle nella sicurezza, che lascia uccidere i generali chiave uno dopo l'altro, ma una prova della superiorità nei confronti degli ucraini.
L'intervento personale di Vladimir Putin sulle autorità emiratine, in genere molto lente nelle estradizioni, gli ha fatto immediatamente consegnare Lubomir Korda, l'imprenditore d'origine ucraina che avrebbe premuto il grilletto. Un uomo d'affari di 65 anni e di scarso successo, che secondo la versione del Comitato investigativo russo sarebbe arrivato nella capitale alla fine del 2025 su ordine dell'intelligence di Kiev per compiere l'attentato.
A fornirgli soldi e appoggi sarebbe stato Viktor Vasin, 66 anni, un costruttore russo pieno di debiti che ai tempi dell'Urss ha frequentato la scuola dove si formavano i traduttori dell'Armata Rossa. Vasin è stato "incastrato" dai bonifici a Korda per piccoli importi.
L'unica ad essere fuggita è Zinaida Antonyuk, 55 anni, che ha cambiato il cognome troppo ucraino in Serebrytskaya quando ha preso la nazionalità russa. Lei si sarebbe trasferita a dicembre nello stesso palazzo moscovita dove viveva il generale: una donna per niente appariscente, che non avrebbe mai attirato attenzioni e sarebbe rimasta a spiare movimenti e protezione di Alekseyev. Sui suoi social ci sono foto della città a cominciare dal 2023: si sono interrotte alla vigilia dell'attentato e avrebbe già raggiunto l'Ucraina.
Una storia semplice. Forse troppo. Dietro gli spot del Cremlino, infatti, i dubbi restano. Anzitutto perché i profili degli arrestati sono incongrui rispetto alla missione. L'obiettivo era un ufficiale leggendario che ha passato 40 anni sul campo: non un semplice 007, ma uno Spetsnaz. Uno degli incursori chiamati i "Pipistrelli" per l'abitudine a muoversi nelle tenebre.
Il suo nome in codice è "Stepanych" che si ritiene sia un riferimento agli idraulici che riparano le tubature sotterranee. La sua missione è stata quella di eliminare i nemici dello Stato, aprendo la strada all'affermazione del potere putiniano: ha combattuto terroristi islamici ceceni e daghestani, fino a venire promosso numero due dell'intelligence militare nel 2011. Da allora ha gestito operazioni ovunque.
È accusato degli hackeraggi condotti negli Usa per aprire la strada alla prima elezione di Trump, dei falsi dossier seminati a Kiev per ostacolare la vittoria di Biden nel 2020, dell'avvelenamento di oppositori e fuorisciti a partire da Sergej Skripal. In patria ha avuto un compito fondamentale, che ha riaffermato la sua importanza agli occhi di Putin: nel giugno 2023 è sceso in campo personalmente per sbarrare la marcia su Mosca di Evgeny Prigozhin e tra i mercenari della Wagner c'è chi ritiene che ci sia la mano di Alekseyev dietro la morte di Prigozhin.
Ma si è fatto nemici interni pure smascherando la corruzione di un viceministro della Difesa. Non solo. Il Cavaliere Nero ha avuto un peso significativo nell'occupazione della Crimea e nell'avanzata secessionista nel Donbass. [...]
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