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“GENTILONI SA FARE SQUADRA” – RUTELLI LANCIA LA CANDIDATURA DEL PREMIER: “SARA’ LA MIA UNICA USCITA PUBBLICA IN CAMPAGNA ELETTORALE” – L’EX SINDACO PARLA ANCHE DEL FUTURO DI ROMA (“NON SONO PESSIMISTA”) E RICORDA L’EX ASSESSORE ALLA CULTURA, IL “FORMIDABILE” GIANNI BORGNA…
Maria Rosaria Spadaccino per il Corriere della Sera - Roma
Annuncia subito l' importanza dell' evento Francesco Rutelli ieri al centro congressi Angelicum per un incontro su Roma. Dove dialoga con il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni e il ministro Carlo Calenda. «Questo sarà il mio unico intervento pubblico durante la campagna elettorale, sono accanto a Paolo per la sua competenza ed onestà e perché sa fare un ottimo lavoro di squadra».
L' aula magna è gremita, tra le prime file molti ex-assessori, presidenti di municipio, consiglieri comunali della giunta Rutelli, tra cui Linda Lanzillotta e Giancarlo D' Alessandro. «Io non sono pessimista per il futuro di Roma, so che con le idee si vince. Solo con le idee si cambia la propria vita e quella degli altri». E così ricorda un «formidabile», produttore di idee che fu l' assessore alla Cultura, Gianni Borgna, «che cambiò la vita a Roma e a tante persone».
Divide in tre parti tematiche il suo intervento: politica, Roma e Paolo. Chiama così familiarmente il presidente del Consiglio che fu uno degli assessori della sua giunta. Dice che per Roma sono necessarie coesione ed ambizione. «È vero che dal 2007 al 2016 ci sono 190 mila lavoratori attivi in più, ma al tempo stesso nella Capitale il reddito reale per i cittadini si è ridotto del 20%».
E poi aggiunge: «Il turismo cresce la metà di altre città europee ed è più povero. E qui spunta fuori il suo amore per la Capitale: «Noi siamo a Roma, non in un posto qualunque, occorre anche sapere dove siamo: a pochi metri da qui c' è Michelangelo, il Quirinale, lo splendore dei Fori, cose che nemmeno i romani conoscono. Uscendo di qui dobbiamo essere orgogliosi di essere romani e della sua unicità anche se il tracollo amministrativo è il problema della città».
Cita Anna Harendt: «La politica è la facoltà di dare una misura» ed Alberto Sordi all' inaugurazione della Torre delle Milizie nel giorno da sindaco per il suo compleanno «a' France mo' basta però...».
La platea applaude calorosa, i ricordi di «un periodo bellissimo» toccano tutti. «Io devo molto a Francesco - spiega Gentiloni -. Mi ha coinvolto nella prima esperienza politica istituzionale, mi ha insegnato l' importanza del gioco di squadra e mi ha trasmesso un grande amore per Roma, lui vuole bene a questa città conoscendola».
E poi dopo aver scherzosamente ringraziato tutti per i complimenti ricevuti e per il voto «immagino mi voterete» (è candidato nel collegio Roma 1), fa un accenno alla città.
«Per Roma c' è una parola chiave: l' ambizione. È una città che deve avere un ruolo globale, un' ambizione, il che richiede una classe dirigente all' altezza, altrimenti non è Roma. La nostra Capitale non può essere solo amministrata giorno per giorno, non merita questo».
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