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MAGISTRATI, TIE'! - GIORGIA MELONI ALZA IL MURO SUI 970 MILIONI DESTINATI ALLE TOGHE PER ADEGUARE AL RIALZO GLI INCREMENTI DI STIPENDIO DEGLI ULTIMI DUE TRIENNI, COME STABILITO DAL CONSIGLIO DI STATO: “NON FIRMERÒ: È DIECI VOLTE TANTO RISPETTO A QUELLO CHE STO CERCANDO SOLO PER AFFRONTARE IL TEMA DELL'AUTOTRASPORTO E IMPEDIRE CHE SI BLOCCHI LA CONSEGNA DELLE MERCI IN TUTTA ITALIA” - LA RISPOSTA DEL VICESEGRETARIO DELL’ANM, STEFANO CELLI: “C’È STATA UNA SENTENZA, SE IL GOVERNO ADEMPIE BENE, SE NON ADEMPIE O ADEMPIE IN PARTE ANDREMO AVANTI CON IL GIUDIZIO DI OTTEMPERANZA” - IL PARADOSSO CON LA NOMINA DA PARTE DEL GOVERNO DI UN COMMISSARIO AD ACTA CHE ADOTTI GLI ATTI AL POSTO DEL GOVERNO…
Estratto dell’articolo di Flavio Bini per “la Repubblica”
giorgia meloni con gli occhiali al senato foto lapresse
Non firmerò. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni alza il muro sui 970 milioni previsti nel Documento Programmatico di Bilancio e destinati ai magistrati per adeguare al rialzo gli incrementi di stipendio degli ultimi due trienni. Un altolà che spiana la strada a uno scontro molto aspro con i magistrati. «Non posso mettere la mia firma su un Dpcm con il quale dovrei destinare quasi un miliardo di euro agli aumenti di stipendio dei magistrati. È dieci volte tanto rispetto a quello che sto cercando solo per affrontare il tema dell'autotrasporto e impedire che si blocchi la consegna delle merci in tutta Italia», ha detto Meloni all'Adnkronos.
Parole a cui ha risposto la giunta dell'Anm, guidata da Giuseppe Tango, con una nota. «La magistratura non può essere trasformata nel capro espiatorio delle difficoltà economiche del Paese. Nessun regalo, nessun bonus, nessun aumento: le somme di cui ha parlato in queste ore la presidente del Consiglio sono differenze retributive previste dalla legge e non corrisposte per anni, non paragonabili a quelle ipotizzate in questi giorni», ha fatto sapere l'associazione. Venerdì, Il Sole 24 Ore aveva parlato di circa 70 mila euro di arretrati e 20 mila euro all'anno a regime per la retribuzione con gli aumenti corretti.
Cifre che l'Anm aveva subito smentito parlando di «stima priva di fondamento» e di importi effettivi «di gran lunga inferiori» (…)
Numeri che però, considerati i circa 11 mila magistrati in servizio, faticano a combaciare con i 970 milioni previsti. La strada per l'esecutivo ora è piuttosto stretta. Le sentenze del Consiglio di Stato che hanno bocciato i calcoli utilizzati per adeguare gli stipendi nei due trienni precedenti devono essere applicate (…)
«C'è stata una causa, c'è stata una sentenza, se il governo adempie bene, se non adempie o adempie in parte andremo avanti con il giudizio di ottemperanza.», ha detto il vicesegretario dell'Anm, Stefano Celli. Lo scenario, piuttosto inedito in un confronto tra i poteri dello Stato, sarebbe di chiedere al Consiglio di Stato di imporre l'esecuzione delle sentenze e in caso di ulteriore inadempimento da parte del governo la nomina di un commissario ad acta che adotti gli atti al posto del governo (…).
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