fredriksen meloni sanchez

GIORGIA MELONI HA FATTO UN MEZZO PASSO FALSO CON LO STOP A SCHENGEN IMPROVVISATO DOPO L’INVASIONE DI 60MILA MIGRANTI A CEUTA, MA IL PROBLEMA ESISTE ED È UN TEMA POLITICO CHE DIVIDE L'EUROPA E NON PUÒ ESSERE SOTTOVALUTATO – L’ITALIA HA PROMOSSO UNA LETTERA AI VERTICI UE INSIEME ALLA DANIMARCA DELLA PREMIER SOCIALISTA METTE FREDRIKSEN: LA MISSIVA È STATA FIRMATA DA 22 PAESI (NON DA SPAGNA E FRANCIA) – LA CRISI DIPLOMATICA CON LA SPAGNA, CON IL PREMIER DI MADRID, PEDRO SANCHEZ, CHE REPLICA PUNTUTO ALLA SORA GIORGIA: “LA SOLIDARIETÀ E L’EMPATIA SONO OPZIONALI, IL RISPETTO DEI TRATTATI NO...”

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

.Italia e Danimarca promuovono lettera alla Ue su Ceuta, firmano in 22 ++

mette fredriksen e giorgia meloni foto lapresse.

(ANSA) - Italia e Danimarca hanno promosso una lettera ai vertici Ue "in relazione ai recenti sviluppi alla frontiera esterna dell'Unione europea a Ceuta". La missiva, firmata da 22 Paesi tra cui non compaiono tra gli altri Spagna e Francia, indirizzata al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente di turno del Consiglio dell'Unione europea, Micheál Martin, chiede alla presidenza irlandese la "convocazione urgente di una videoconferenza straordinaria dei ministri dell'Interno" per una valutazione congiunta della situazione e la definizione di una "risposta europea coordinata".

 

L'ITALIA SOSPENDE SCHENGEN SANCHEZ: I TRATTATI SI RISPETTANO

Estratto dell’articolo di Francesco Malfetano per “La Stampa”

 

MIGRANTI SCATENANO IL CAOS A CEUTA

La scommessa di Giorgia Meloni è trasformare Ceuta nella nuova Lampedusa d'Europa. Portare l'assalto all'exclave spagnola dentro il dibattito europeo e usarlo come prova finale: senza il controllo delle frontiere esterne, il continente sarà costretto prima o poi a richiudere quelle interne. È la linea che Palazzo Chigi coltiva da ore, la dimostrazione – secondo il governo italiano – che il "modello Albania" non è più soltanto una soluzione italiana, ma una strada obbligata per Bruxelles.

 

La giornata però si chiude con un risultato meno netto di quello immaginato. Perché l'emergenza a Ceuta, dopo il caos delle prime ore, sembra già rientrare con circa 48 mila migranti riportati in Marocco (dato sul quale a Palazzo Chigi resta più di qualche dubbio). E soprattutto perché Pedro Sánchez sceglie di rispondere alla premier italiana con l'arma più difficile da controbattere: i numeri.

 

miglaia di migranti arrivano a ceuta foto lapresse 1

«La solidarietà e l'empatia sono opzionali. Il rispetto dei trattati europei e dei dati, no», replica il premier spagnolo all'annuncio italiano della sospensione di Schengen. Poi snocciola i dati Frontex sugli ingressi irregolari tra il 2021 e il 2026: 478.600 attraverso l'Italia, 340.600 dalla rotta dei Balcani occidentali, 259.800 dalla Grecia, 234.760 dalla Spagna. Il messaggio politico è chiaro: Ceuta non può diventare il grimaldello per riscrivere gli equilibri europei sull'immigrazione.

 

Il duello non è inusuale e non finirà oggi. Per la premier e tutto il centrodestra, Sánchez è il feticcio di una sinistra europea contro cui è sempre bene scontrarsi. Senza, però, incidere troppo sui rapporti diplomatici.

MIGRANTI ARRIVANO A NUOTO A CEUTA

 

È per questo, spiegano fonti di rilievo, che l'Italia non replica alla Moncloa, ignorando anche la dura reprimenda destinata in mattinata all'ambasciatore italiano a Madrid da un delegato del ministero degli Esteri spagnolo.

 

Il motivo? Un tweet di Antonio Tajani. Il vicepremier e ministro degli Esteri, giovedì sera, aveva scritto che la Spagna ha concesso la cittadinanza a mezzo milione di persone, mentre il provvedimento riguardava una regolarizzazione dei permessi di soggiorno. Un errore che il suo omologo ha considerato inaccettabile.

 

mette fredriksen e giorgia meloni foto lapresse

[...]  Forse subendo l'accusa di scarsa empatia, l'esecutivo prova a non esasperare i toni, per questo il messaggio che la premier a sera affida ai social parla di misura «straordinaria», temporanea e compatibile con la tutela dei flussi turistici estivi, accompagnata dalla disponibilità italiana a sostenere iniziative europee per aiutare Madrid.

 

Su come l'Italia possa farlo, però, nessuno si sbilancia, rinviando tutto alla riunione del Coreper convocata per lunedì dalla presidenza europea di turno dell'Irlanda.

 

PEDRO SANCHEZ

Partirà da lì il tentativo di costruire una maggioranza politica europea più vicina alla linea italiana. Intanto per tutto il giorno Palazzo Chigi ventila contatti in corso con le cancellerie di mezza Europa. Meloni guarda soprattutto alla Danimarca di Mette Frederiksen, con cui già lavora sul dossier migratorio e con cui ha avuto una telefonata ieri, ma anche a Paesi Bassi, Svezia e Finlandia.

 

Nel ragionamento italiano entra persino la Francia, che ha annunciato controlli più severi alle frontiere con Madrid, senza però evidenziare l'approccio solidale che tanto Emmanuel Macron, quanto Friedrich Merz, hanno anteposto a tutto il resto.

[...]