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“IO SO’ GIORGIA” E VOI NUN SIETE UN CAZZO – LA MELONI NON SI FIDA DEI SUOI ALLEATI E PROVA A “COMMISSARIARE” LA MANOVRA: SARÀ CREATA UNA “CABINA” DI REGIA, COMPOSTA DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI DELLA MAGGIORANZA E GUIDATA DA SUO COGNATO, FRANCESCO LOLLOBRIGIDA – I DEPUTATI DI FORZA ITALIA RUMOREGGIANO E FANNO NOTARE CHE IL COORDINAMENTO DOVREBBE SPETTARE ALLA COMMISSIONE BILANCIO (PRESIEDUTA GUARDA CASO DALL’AZZURRO MANGIALAVORI), MA IL TEMPO È POCO E I SOLDI ANCORA MENO, ERGO BISOGNA FARE PRESTO…
Estratto dell’articolo di Emanuele Lauria per www.repubblica.it
giorgia meloni prima scala 2022
Davanti a una pioggia di emendamenti e alle pregiudiziali dei partiti (in primis quella di Silvio Berlusconi), il governo è costretto a ricorrere a una soluzione di emergenza: una "cabina di regia" composta dai rappresentanti di ogni gruppo della maggioranza per cercare di sciogliere i nodi della manovra.
La proposta, nel corso del vertice fra Giorgia Meloni e i leader della maggioranza, la mette sul tavolo il capodelegazione di Fratelli d'Italia Francesco Lollobrigida.
giorgia meloni francesco lollobrigidda
E probabilmente sarà lui a presiedere il nuovo organismo. Non senza malumori espressi da Forza Italia: alcuni deputati fanno notare che il compito di coordinamento spetterebbe alla commissione Bilancio, presieduta proprio da un esponente azzurro, Giuseppe Mangialavori. Ma la premier non si fida. E prova a "commissariare" la Finanziaria.
[...] FdI può puntare al massimo a 236 emendamenti e ne ha depositati 285, Forza Italia ha una disponibilità di 88 norme aggiuntive e ne ha già trasmesse 135. Ma la scure, è probabile, andrà molto più in profondità.
SILVIO BERLUSCONI E GIORGIA MELONI NEL 2011
La coperta è corta, anche dal punto di vista finanziario: ci sono 400 milioni in tutto per gli emendamenti, 240 per l'opposizione e 160 per la maggioranza. C'è però pure un "tesoretto" da 300 milioni, nel budget dei ministeri, cui si può attingere con norme inter-gruppo, ad esempio su proposta di enti e associazioni.
Sullo sfondo, rimangono le divergenze politiche: il braccio di ferro è soprattutto con Berlusconi, che insiste sulle pensioni minime da 600 euro e sulla decontribuzione delle assunzioni dei giovani. Il governo è disposto a passare da 6 a 8 mila euro di sgravi per ogni nuovo addetto, ma Berlusconi ha fatto sapere chiaramente ai suoi che la decontribuzione a favore del datore di lavoro deve essere totale. [...]
berlusconi meloni salvini alle consultazioni
giorgia meloni francesco lollobrigida
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