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L'IRONIA SOTTILE DEL “DOTTOR SOTTILE” – GIULIANO AMATO AL MINISTERO DELLA CULTURA RICEVE IL PREMIO RISORGIMENTO 2024 E SI SIEDE SULLA SCRIVANIA, COME FACEVA ITALO BALBO NELL’UFFICIO DI MUSSOLINI (IL DUCE NON AVEVA ALCUNA SEDIA PER I SUOI INTERLOCUTORI) – GLI ALTRI PREMIATI: GLI STORICI CATHERINE BRICE E MAURIZIO ISABELLA E IL GIORNALISTA DEL “CORRIERE DELLA SERA”, DINO MESSINA
Estratto da https://cultura.gov.it/
FEDERICO MOLLICONE E ALESSANDRO CAMPI PREMIANO GIULIANO AMATO CON IL PREMIO RISORGIMENTO
Promuovere la conoscenza del Risorgimento italiano e dei fondamentali valori politico-culturali e civili che lo hanno caratterizzato. Al tempo stesso offrire un riconoscimento tangibile alle personalità, italiane e straniere, che si sono distinte per il loro contributo alla ricerca scientifica e alla divulgazione storica sui temi, i fatti, le figure e le idee che hanno segnato l’Ottocento italiano ed europeo.
Questi gli obiettivi del Premio nazionale Risorgimento, organizzato dall’Istituto per la storia del Risorgimento (ISRI) con il patrocinio del Ministero della Cultura. I riconoscimenti sono stati assegnati oggi, venerdì 29 novembre 2024, in occasione di una cerimonia tenuta nella Sala Spadolini del Collegio Romano.
[…] Per quanto riguarda il complesso dell’opera scientifica, il Premio è andato alla storica francese Catherine Brice, a lungo docente di storia contemporanea presso l’Institut d’études politiques di Parigi e attualmente professore emerito all’Università di Parigi. Allieva di Jacques Droz e Pierre Milza, la Brice si è occupata nel corso della sua carriera accademica della storia italiana tra Otto e Novecento, di cui è considerata tra i maggiori esperti in Francia.
Specialista in particolare del Risorgimento e dell’Italia liberale, ha studiato a lungo il rapporto tra monarchia sabauda e identità nazionale, il tema dell’esilio politico nei suoi aspetti economici, le politiche di risarcimento delle vittime politiche del Risorgimento, il ruolo della monumentalità e del simbolismo politico nella costruzione dello Stato unitario, le vicende della città di Roma in età napoleonica.
Il Premio alla divulgazione storica, assegnato da una giuria apposita, è invece andato al giornalista, scrittore e saggista Dino Messina, storica firma del “Corriere della Sera”, giornale dove ha lavorato trent’anni e con il quale collabora con articoli di attualità e cultura.
Il Premio libro dell’anno, riferito alle opere pubblicate, anche all’estero, nel corso del 2023, è infine andato a Maurizio Isabella, da molti anni docente di Storia moderna presso il Queen Mary College della University of London. Già research fellow al Birkbeck College, University of London, e Stanley J. Seeger Fellow alla Princeton University, Isabella, uno degli storici più brillanti della sua generazione, è stato premiato per il suo libro “Southern Europe in the Age of Revolutions”, pubblicato dalla Princeton University Press e dedicato alla dialettica rivoluzione-controrivoluzione nei Paesi dell’area mediterranea nei primi decenni dell’Ottocento.
Il Premio speciale della giuria è stato assegnato al Presidente emerito della Corte Costituzionale Giuliano Amato per il suo volume, pubblicato nel 2023, “C'era una volta Cavour”.
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