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Bocciata a maggioranza (15 a 1) la relazione Augello, Berlusconi fa un passo di piu' verso la decadenza da senatore. Nella giornata del video messaggio che annuncia il ritorno a Forza Italia, l'appuntamento con il voto dei senatori che potrebbe portare alla suo decadenza da Palazzo Madama è a S. Ivo alla Sapienza, a Roma, dove a partire dalle 20.30 la Giunta per le Elezioni guidata da Dario Stefà no (Sel) era chiamata a decidere la sorte del Cavaliere.
La bocciatura delle questioni preliminari
Alle 21.45 il primo verdetto, con il voto sfavorevole alle due questioni preliminari della relazione Augello: 14 no e 9 si per la prima (possibilità di ricorrere alla Consulta); 14 no e 9 sì la seconda (possibilità di ricorrere alla Corte di Giustizia Ue). I senatori del Pdl (insieme ai rappresentanti di Gal e Lega) lasciano allora la Giunta per protesta. Dopo una pausa di 5 minuti, il voto finale sulla relazione Augello, che propone la convalida dell'elezione di Berlusconi, proposta ugualmente bocciata dalla Giunta che ora procede a ranghi ridotti: 15 i voti contrari, 1 solo favorevole.
Contrari alla relazione Pd, M5S, Sc, Psi e Sel
A votare contro la proposta di Augello sono i senatori Pd, M5S, Scelta civica, il socialista Enrico Buemi e il presidente della Giunta, Dario Stefà no (Sel). Favorevole solo il relatore, l'unico rappresentante del centrodestra in aula al momento del voto. Augello al termine della riunione si scaglia contro le pressioni esterne sui lavori: «sono state il 24° giudice» della Giunta delle Immunità . «Le ragioni del diritto - rileva - sono state superate dai numeri ma non da ragioni dirimenti».
Il presidente Stefà no (Sel) nuovo relatore
Il presidente Stefà no, in conseguenza della bocciatura della proposta Augello, indica quindi se stesso come nuovo relatore. Si apre ora la procedura di contestazione nella quale, se lo riterrà opportuno, Berlusconi potrà produrre una nuova memoria difensiva.
Il centrodestra abbandona i lavori: riunione «inutile»
Riunione «inutile». Così i omponenti del Pdl, di Gal e della Lega hanno spiegato il loro abbandono della riunione della Giunta per le elezioni che stava rapidamente giungendo al momento del voto sulla relazione del relatore pidiellino Andrea Augello.
Per il capogruppo Pdl in Giunta, Giuseppe D'Ascola, sarebbe stato «poco dignitoso partecipare», a fronte «degli atteggiamenti poco compatibili con la struttura del giudizio. Tutto il mese di agosto è stato caratterizzato da dichiarazioni sulla costituzionalità della legge Severino e sulla decadenza del presidente Berlusconi che hanno determinato la situazione di un giudizio precostituito».
Andrea Augello
Andrea Augello
Silvio berlu
SANTIVO ALLA SAPIENZA
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DARIO STEFANO
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