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L'UNICA SENTENZA CHE PIACE A SANCHEZ - SECONDO LA CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UE, LA LEGGE SPAGNOLA SULL’AMNISTIA PER GLI INDIPENDENTISTI CATALANI E’ COMPATIBILE CON IL DIRITTO UE. IL PROVVEDIMENTO, APPROVATO NEL GIUGNO 2024, ERA UNA CONCESSIONE FATTA DA PEDRO SANCHEZ AI SEPARATISTI CATALANI DI CARLES PUIGDEMONT - PER IL PREMIER È UNA VITTORIA IN UNA FASE COMPLICATA, VISTI I NUMEROSI GUAI GIUDIZIARI DELLA MOGLIE (A PROCESSO), DEL FRATELLO (CONDANNATO) E DEL SUO CERCHIO MAGICO, TRAVOLTO DALLO SCANDALO CORRUZIONE
1. SPAGNA: CORTE UE, LEGGE AMNISTIA INDIPENDENTISTI CATALANI NON VIOLA DIRITTO UNIONE BRUXELLES
(LaPresse) - Il diritto dell’Ue non si oppone alla legge sull’amnistia spagnola per la normalizzazione della situazione in Catalogna. È quanto stabilisce la Corte di giustizia dell’Unione europea in una sentenza destinata ad avere effetti anche sulla posizione dell’ex presidente catalano Carles Puigdemont, oggi leader del partito indipendentista Junts per Catalunya.
Secondo la Corte, la legge di amnistia approvata dalla Spagna nel giugno 2024, in seguito all'accordo tra il Psoe e i separatisti catalani che ha consentito a Pedro Sánchez di essere confermato alla guida del governo, è, in linea di principio, compatibile con il diritto dell'Ue. Della decisione potrebbe beneficiare anche Puigdemont, protagonista del tentativo di secessione della Catalogna del 2017.
Carles Puigdemont A BARCELLONA
Secondo i giudici di Lussemburgo, l'adozione e l'applicazione di una legge di amnistia rientrano nella competenza degli Stati membri. Il controllo della Corte si limita quindi a verificare che la normativa non comprometta in modo sistemico la tutela giurisdizionale né l'efficacia delle norme dell'Ue coinvolte, tra cui la direttiva sul contrasto al terrorismo e la procedura di rinvio pregiudiziale.
2. MADRID, 'AMNISTIA È COSTITUZIONALE E CONFORME AL DIRITTO EUROPEO'
(ANSA) - "Da oggi non ci sono più dubbi: la legge di amnistia è costituzionale ed è conforme al diritto dell'Unione europea". Lo ha dichiarato il ministro della Presidenza, della Giustizia e dei Rapporti con le Cortes, Felix Bolanos, dopo la sentenza della Corte di giustizia europea (Cgue), che ha ritenuto compatibile con il diritto europeo l'amnistia per gli indipendentisti catalani coinvolti nel fallito tentativo di secessione nel 2017, chiedendo che sia "applicata quanto prima" anche ai dirigenti indipendentisti.
La normativa era stata negoziata dal governo di Pedro Sanchez con Junts per Catalunya in cambio del sostegno parlamentare, che ha consentito la riconferma del premier a capo del governo nel novembre 2023.
Concessa nel 2024 dall'esecutivo per i dirigenti e i militanti coinvolti nel processo indipendentista e approvata dal Congresso spagnolo, l'amnistia è "un successo collettivo" e "lo strumento adeguato per placare il conflitto politico e sociale" in Catalogna, ha ricordato Bolanos in una dichiarazione istituzionale dal Palazzo della Moncloa.
Il ministro ha evidenziato che "l'amnistia ha già dispiegato i suoi effetti su quasi 400 persone, dagli attivisti ai manifestanti, fino alle forze e corpi di sicurezza. Ma solo si sarà compiuta pienamente quando sarà applicata anche ai leader politici che hanno promosso il processo indipendentista", ha aggiunto il titolare della Giustizia.
"Sarà l'ultima tappa del processo di normalizzazione istituzionale, politica e sociale in Catalogna" e sarebbe "di beneficio per tutti che questa tappa sia percorsa il prima possibile", ha anche detto il ministro, nel sottolineare che "dopo la sentenza europea l'orizzonte resta completamente libero per la piena applicazione della legge".
"La giustizia europea avalla questa strada e manda un messaggio importante in tempi di polarizzazione: la democrazia ha gli strumenti necessari per rendere possibile la convivenza", ha concluso.
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