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IL GOVERNO MELONI SOSPENDE L'ACCORDO DI SCHENGEN CON LA SPAGNA: È CRISI DIPLOMATICA CON IL PREMIER SOCIALISTA IBERICO PEDRO SANCHEZ - IL MINISTERO DELL’INTERNO ITALIANO HA CHIUSO LE FRONTIERE MARITTIME E AEREE CON MADRID - LA DECISIONE E’ STATA PRESA DOPO CHE MIGLIAIA DI MIGRANTI MAROCCHINI SONO ARRIVATI A CEUTA, EXCLAVE SPAGNOLA IN NORDAFRICA – LA MOSSA DELLA DUCETTA PER “COPRIRSI” A DESTRA E CONTENERE LA PROPAGANDA DI SALVINI E SOPRATTUTTO DI VANNACCI – PICCOLO PARTICOLARE CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON SA SA O FA FINTA DI NON SAPERE. CEUTA NON SI TROVA NELL’EUROPA CONTINENTALE, È UN’EXCLAVE SPAGNOLA (UNA PICCOLA PORZIONE DI TERRITORIO SPAGNOLO IN MAROCCO): PER QUESTA RAGIONE IL TRATTATO DI SCHENGEN PREVEDE GIÀ IL CONTROLLO DEI DOCUMENTI PER CHI ARRIVA DA CEUTA...

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Matteo Piantedosi Giorgia Meloni

(ANSA) -  Il Ministero dell'Interno ha disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree con la Spagna.

 

La decisione è stata assunta a seguito delle più recenti acquisizioni informative analizzate in particolare nel Comitato Analisi sull'Immigrazione e Sicurezza delle frontiere che il Ministro Matteo Piantedosi ha presieduto questa mattina al Viminale.

 

Inoltre, a seguito di un confronto telefonico tra il Ministro Piantedosi e l'omologo francese, Laurent Nuñez, è stata condivisa l'opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell'ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia. 

 

MADRID, ALMENO 48.300 MIGRANTI RIENTRATI DA CEUTA IN MAROCCO

miglaia di migranti arrivano a ceuta foto lapresse 3

(ANSA) - MADRID, 31 LUG - Oltre 48.300 migranti dei 50.000 che sarebbero entrati in massa dall'alba di ieri nella citta autonoma di Ceuta hanno fatto rientro in territorio marocchino alle 18:00 di oggi.

 

Lo si apprende da fonti del ministero dell'Interno.   Il governo di Ceuta aveva stimato in circa 60.000 gli arrivi irregolari nella peggiore crisi migratoria registrata in territorio spagnolo.

 

COSA SONO CEUTA E MELILLA, LE EXCLAVE EUROPEE CONTESE TRA SPAGNA E MAROCCO

Articolo di Paolo Brera per www.repubblica.it

 

ceuta - cartina - spagna e marocco

Ceuta e Melilla, le uniche frontiere terrestri tra l’Unione europea e l’Africa, sono un piccolo mondo protetto da chilometri di recinzioni che separano il Marocco dalla Spagna, e quindi dallo spazio Schengen.

 

Due città, poche decine di chilometri quadrati che il Mediterraneo separa dalla penisola iberica, in cui si concentrano alcune delle questioni più difficili della politica europea: il controllo delle migrazioni e il confine, sempre più sottile, tra sicurezza e tutela dei diritti umani.

 

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Ceuta è nello stretto di Gibilterra, davanti all’Andalusia. Melilla più a est, sulla costa del Rif. Sono città autonome spagnole con 80 mila abitanti: comunità cristiane e musulmane, con storiche presenze ebraiche e, a Melilla, indù. Se riesci ad arrivarci, sei ufficialmente in Spagna, dunque in Europa.

 

Ma non per questo puoi raggiungere la penisola iberica o spostarti liberamente nel resto d’Europa. Ceuta e Melilla non partecipano integralmente al sistema Schengen. Devi avere un permesso e documenti in regola, per prendere un traghetto o un aereo.

 

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Ceuta fu conquistata dal Portogallo nel 1415 e rimase poi sotto la Corona spagnola. Melilla fu occupata dalla Castiglia nel 1497 come avamposto militare e commerciale. Entrambe sono rappresentate nel Parlamento di Madrid, ma Rabat le considera residui coloniali, e ne rivendica la restituzione.

 

Hanno status di città autonome dal 1995, ma l’immigrazione e la difesa, l’asilo e il controllo dei confini dipendono da Madrid. La sorveglianza del confine è affidata alla Guardia Civil e alla Policía Nacional, e le autorità locali gestiscono l'accoglienza e i servizi sociali.

 

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Dal lato marocchino, invece, Rabat controlla le vie di accesso, disperde gli accampamenti e cerca di impedire che gruppi numerosi raggiungano le barriere. La cooperazione è decisiva: quando i rapporti con Madrid sono buoni, gli arrivi diminuiscono; quando si deteriorano, si riapre la crisi alla frontiera. Stringere o allentare i controlli diventa uno strumento di pressione diplomatica.

 

Le due città sono protette da recinzioni multiple, con telecamere e sensori e con strade di pattugliamento. Ma questo non basta a fermare chi ha fame di Europa e di un destino migliore. A Melilla ci provano soprattutto scavalcando collettivamente le barriere, in ondate così numerose da sorprendere e superare gli agenti.

 

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A Ceuta invece tentano soprattutto la rotta a nuoto, aggirando i frangiflutti del Tarajal. La distanza è breve, ma sono in molti ad essere affogati per le correnti e le onde, per il freddo e la stanchezza. Altri ci provano nascondendosi nei veicoli, in piccole imbarcazioni o attraversando i valichi con documenti falsi.

 

Chi viene fermato immediatamente alla frontiera può essere riconsegnato al Marocco: sono i cosiddetti respingimenti “a caldo”, contestati dalle Ong umanitarie perché non esaminano le situazioni individuali. Ma se sei riuscito ad arrivare a Ceuta o Melilla, allora sei già in Spagna e nell’Unione europea. Puoi restarci bloccato a lungo, però. Da lì non si può semplicemente acquistare un biglietto e partire per la penisola: all’imbarco su traghetti e aerei vengono controllati i documenti. [...]

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