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GRANDE È LA CONFUSIONE SOTTO IL CIELO, MA UNA COSA E' CERTA: LA PARTITA SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA E' APERTISSIMA (E LA MELONI RISCHIA DI INCASSARE LA PRIMA SCONFITTA) - A 45 GIORNI DAL VOTO, TUTTI I SONDAGGI DANNO IN RIMONTA IL "NO". IL 25 GENNAIO, "YOUTREND" DAVA 10 PUNTI DI SCARTO (55% IL "SÌ", 45% IL "NO"), MA ORA LA FORBICE SI È RIDOTTA IN INTERVALLO CHE VA DALLO 0,1% DEL SONDAGGIO IXÉ DEL 27 GENNAIO AL 5% DI UNA RILEVAZIONE, DI IERI, DI ALESSANDRA GHISLERI - LA PARTITA SI GIOCHERA' SUGLI INDECISI, ANCORA LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI (E IL FRONTE DEL "NO" È PIÙ PREPARATO A MOBILITARLI)
Estratto dell'articolo di Alessandro Barbera per "la Stampa"
REFERENDUM RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
Mancano 45 giorni al referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo, e il Paese è sempre più diviso. Se fino a un mese fa i sì erano in netto vantaggio, ora la distanza si è assottigliata. L'ultimo sondaggio in ordine di tempo è di Alessandra Ghisleri, che stima favorevoli alla separazione delle carriere dei magistrati il 52,5 per cento degli italiani contro il 47,5.
Per avere un termine di paragone prendiamo la rilevazione della Ipsos di Nando Pagnoncelli di metà gennaio: allora i sì erano al 54 per cento contro il 46. Il dato più rilevante oggi è però un altro: le stime della sondaggista milanese dicono che solo il 35,5 per cento degli aventi diritto ha già deciso di recarsi alle urne, il 18,9 non ci andrà, gli indecisi sono ben il 45,6.
SONDAGGIO IXE SUL REFERENDUM GIUSTIZIA
Dunque benché la consultazione sia consultiva e non imponga il quorum, l'esito resta apertissimo: tutto dipenderà da quanti indecisi andranno alle urne e per votare cosa. Sempre a metà gennaio Pagnoncelli per tenere conto della maggioranza silenziosa degli indecisi aveva deciso di formulare una domanda ipotetica anche se non significativa: «Se foste obbligati ad andare alle urne cosa votereste?» In quel caso i no prevarrebbero con il 53,3 per cento contro il 46,7.
Dieci giorni dopo la rilevazione di Pagnoncelli - siamo al 25 gennaio - YouTrend offriva numeri ben diversi, con il sì avanti di dieci punti, 55 a 45. Il 3 febbraio, una nuova rilevazione di Ipsos sosteneva che la distanza fra sì e no sarebbe di appena 1,8 punti. A giudicare dall'enorme scarto sui risultati e dallo scarso lasso temporale fra le due rilevazioni, qualcuno sta facendo i conti male, probabilmente a causa dei molti indecisi.
giorgia meloni al seggio elettorale per i referendum - 3
Ma torniamo ora all'ultimo sondaggio in ordine di tempo, quello della Only Numbers di Ghisleri. In questo caso gli esperti hanno diviso il quesito in tre parti, uno per ciascuno dei temi oggetto della riforma. Il 40,8 degli intervistati si è detto favorevole alla mera separazione delle carriere fra magistrati requirenti e giudicanti, il 39,7 al meccanismo del sorteggio per scegliere membri laici e togati nei due nuovi Consigli superiori della magistratura (uno per i pubblici ministeri, un secondo per i giudici), mentre è un po' più alto (il 43,6 per cento) il numero degli intervistati che sostengono la norma sulla selezione dei quindici membri del terzo Csm, la cosiddetta «alta corte» che dovrà occuparsi dei procedimenti disciplinari. [...]
Inutile sperare che a migliorare la qualità dell'informazione sia nel frattempo la politica. Questa settimana i due grandi partiti, Fratelli d'Italia e Partito democratico, hanno diffuso sui rispettivi canali social spot di dubbia qualità, per usare un eufemismo. [...]
Da segnalare però che se nel partito della premier non ci sono stati distinguo contro la bassa propaganda, il video del Pd ha sollevato la protesta di alcuni esponenti dell'ala riformista. Ieri la vicepresidente del partito Chiara Gribaudo è sembrata persino fare un mea culpa, e nonostante l'attenuante di aver pubblicato dopo Fratelli d'Italia: «Tutti quelli che voteranno sì al referendum seguono l'ideologia fascista? No, per carità, credo occorra essere un po' onesti intellettualmente». [...]
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